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Città d'Arte? #NONmetterledaparte. Venezia e Firenze si appellano al Governo

Città d'Arte? #NONmetterledaparte. Venezia e Firenze si appellano al Governo
Venezia, veduta di Piazza San Marco dall'alto

Parte da Venezia e Firenze la rinascita delle città d’arte.
Con un decalogo pronto ad arrivare al Governo al fine di individuare nuovi spazi e margini di intervento dei sindaci nella gestione di una fase che sarà tutt’altro che facile ma necessaria.
Le due città metropolitane unite in un costante dialogo nel tempo tra architettura, arte e una visione di sviluppo creativo ed economico per la quale il “Cultural and Creative cities Monitor” le ha portate sul podio, nel 2019, come le città più performanti in termini di cultura e di eventi , fanno ora un passo in più.
Proponendosi come città pilota di un nuovo progetto che guarda al futuro.
Il documento, che si compone di 10 punti programmatici ai quali corrispondono proposte concrete, è stato presentato all’unisono dai due sindaci Luigi Brugnaro (Venezia) e Diego Nardella (Firenze) durante una conferenza stampa in remoto.

Tutela e sostegno per la ripresa

“L’idea è nata dopo aver sentito il discorso di insediamento del premier Draghi, che ha rilevato la necessità di un nuovo modello di turismo nelle città d’arte -ha spiegato il sindaco di Firenze Nardella – Il settore turistico, con la pandemia, ha accumulato nelle nostre città centinaia di milioni di euro di danni. Le nostre richieste vanno così dal sostegno economico ai lavoratori agli incentivi per promuovere congiuntamente una ripresa internazionale. Dalla tutela di professionalità turistiche messe a rischio alla tutela del decoro e della sicurezza urbana“.

Trasporti e norme sulle locazioni turistiche

Uno dei temi caldi per le città d’arte è anche quello dei trasporti. “Città come Venezia e Firenze hanno un sistema dei trasporti pubblici diverso rispetto ad altre città -ha spiegato il sindaco veneziano Brugnaro – I servizi sono tarati su una domanda molto superiore a quella della residenza e a quella di normali città. Venendo a mancare i turisti, però, garantire lo stesso servizio è impossibile. E’ per questo che chiediamo un incremento del fondo per il trasporto pubblico locale“.

Vaporetto – Ponte di Rialto Venezia

Le richieste non riguardano solo sostegni economici, che pure per il turismo delle città d’arte sono indispensabili “perché lo scorso giugno sono ripresi il turismo balneare e montano ma non certo il nostro”, ha sottolineato Nardella. I sindaci di Venezia e Firenze chiedono anche normative nazionali sulle locazioni turistiche che consentano di governare un fenomeno “nei confronti del quale non c’è una visione aprioristicamente negativa -ha scandito Nardella – ma che rischia di rappresentare una concorrenza sleale” se svolto in forma imprenditoriale senza un adeguato regime fiscale.
L’idea è di guardare a modelli come Barcellona o Parigi, dove il numero di appartamenti che una persona può affittare, e il numero dei giorni complessivi degli affitti brevi è regolato da norme precise. Una proposta riguarda anche la modifica del testo unico per l’edilizia con l’introduzione della destinazione d’uso residenziale/turistico.

Firenze
Firenze

Ugualmente, uno dei dieci punti del documento “Città d’arte? #NONmetterledaparte riguarda la richiesta di restituite ai sindaci delle città d’arte maggiori competenze per regolare il commercio in città. Una questione che intende risolvere un problema di tutela di identità che, con la liberalizzazione del commercio, sono messe a dura prova tra negozi tutti uguali e spesso non legati a produzioni locali.
Il documento programmatico di Venezia e Firenze è aperto a ogni altra città d’arte che vi si riconosca.

L’appello al Governo

“Siamo convinti che questo Governo possa fare bene, ma è necessario che apra una discussione seria con i sindaci che hanno voglia di ripartire immediatamente mentre prosegue la campagna vaccinale. È opportuno superare i codici Ateco e pensare a un rimborso in proporzione alla media dei fatturati di operatori e partite Iva, devastati dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria”, ha detto Luigi Brugnaro.
Venezia e Firenze hanno avviato il percorso “per un problema di tempi e per una consolidata condivisione di tematiche e di vedute” che ha reso più semplice iniziare questo processo, ma ciò non vuole escludere altre città d’arte a far parte dell’iniziativa.
“Le nostre città vivono di turismo internazionale e intercontinentale -ha rilevato ancora Brugnaro  – In attesa di una ripresa tra maggio e giugno dobbiamo lavorare ora su eventi e proposte che consentano di affrontare il momento con tempestiva consapevolezza. A Venezia stiamo organizzando il Salone Nautico, ci sarà la Biennale di Architettura, celebreremo i 1600 anni dalla sua nascita. In programmazione abbiamo diversi eventi di carattere internazionale. Venezia e Firenze sono il simbolo della bellezza italiana, due biglietti da visita fondamentali del nostro Paese. E’ giusto che i provvedimenti siano approntati nei tempi giusti e che, nel momento in cui si ripartirà – ha concluso – i sindaci siano nelle condizioni di poter fare”.

Consuelo Terrin

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