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Dalla seta alle bricole, dai liuti al vetro: a Venezia il grande racconto dell’artigianato italiano

Dalla seta alle bricole, dai liuti al vetro: a Venezia il grande racconto dell’artigianato italiano

Dal 1° al 4 ottobre l’Arsenale torna a essere il cuore dell’alto artigianato italiano: tra antichi mestieri, moda, design e materiali recuperati, quattro giorni per scoprire un’Italia che crea, innova e custodisce saperi secolari

C’è chi raccoglie fiori spontanei nei prati del Canavese per trasformarli in gioielli unici, chi alleva animali e dalla lana ricava capi caldi e naturali, chi restaura pianoforti restituendo nuova vita a strumenti storici. E ancora, chi lavora con la cera persa e il macramè, chi trasforma le calzature in vere e proprie opere d’arte e chi realizza ombrelli preziosi, curandone ogni dettaglio, dai tessuti al disegno fino all’impugnatura.
È un viaggio tra manualità, creatività e memoria quello proposto dalla quarta edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano, in programma dal 1° al 4 ottobre all’Arsenale di Venezia. Un appuntamento che riunirà quest’anno 163 espositori, con circa novanta partecipanti già presenti nelle precedenti edizioni e numerosi nuovi ingressi.
A rappresentare il legame con il territorio saranno anche circa quaranta artigiani veneziani.
Per quattro giornate le antiche Tese dell’Arsenale diventeranno così una grande vetrina dedicata ai mestieri d’arte italiani, dove tradizione e contemporaneità si incontrano attraverso gioielli, moda, design, arredamento, strumenti musicali, ceramica, carta, pelle, vetro e molto altro.

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Tra passato e futuro

Il Salone celebra la manifattura italiana mettendo in luce il talento di maestri artigiani provenienti da diverse regioni e attivi in settori molto differenti tra loro.
Il percorso espositivo si sviluppa nelle Tese dell’Arsenale e nelle Tese di San Cristoforo, negli spazi 89, 90, 91, 92, 93, 98, 99 e 100, dove i visitatori possono entrare in contatto con una realtà produttiva fatta di gesti tramandati nel tempo, sperimentazioni e nuove interpretazioni.
Accanto ai mestieri più antichi trovano spazio infatti linguaggi contemporanei e produzioni d’avanguardia.
Il risultato è un racconto dell’artigianato italiano che non guarda soltanto al passato, ma dimostra come tecniche e saperi tradizionali possano continuare a evolversi.

Moda, velluti e sete: quando la manifattura diventa stile

Tra le protagoniste della manifestazione ci saranno anche grandi stiliste e manifatture venete e nazionali, con collezioni di abbigliamento e accessori, kimono, scarpe e borse.
Al centro, ancora una volta, c’è il lavoro manuale: velluti e sete pregiate vengono trasformati attraverso lavorazioni attente e reinterpretazioni di antiche tecniche di tintura e stampa tessile.
La moda diventa così uno dei territori nei quali il sapere artigiano incontra la ricerca estetica contemporanea.

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Produzione a mano dei tessuti Bevilacqua

La vetrina delle eccellenze veneziane

Particolare attenzione è dedicata alla tradizione manifatturiera veneziana.
Tra le protagoniste ci sono le perle in vetro, riconosciute dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale, insieme ai merletti di Burano e Pellestrina.
A raccontare concretamente questi saperi saranno anche le impiraresse, le donne veneziane che dal Settecento fino al Novecento infilavano le minuscole perle di vetro, le conterie, prodotte nelle fornaci di Murano, e le merlettaie, depositarie di tecniche tramandate attraverso le generazioni.
Accanto alla manifattura veneziana trovano spazio mosaicisti, liutai, artigiani della pelle e creatori di illuminazione contemporanea, in un percorso che restituisce la varietà di un patrimonio artigianale capace di spaziare dal gesto più antico alla sperimentazione.

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La sostenibilità passa dalla materia

Uno dei temi che attraversano il Salone è anche quello della sostenibilità, interpretata attraverso il recupero dei materiali e la ricerca di nuove possibilità produttive.
Tra gli esempi ci sono le bricole veneziane recuperate e trasformate in arredi di design, ma anche tessuti provenienti da archivi che trovano una seconda vita diventando borse e accessori. Non mancano ceramiche realizzate con smalti sperimentali formulati in laboratorio, a dimostrazione di come la ricerca possa accompagnare la tradizione.
Il recupero riguarda anche il mondo della moda: si potranno incontrare borse e accessori realizzati con pelli eccedenti provenienti dal settore dell’arredamento, sartorie che trasformano abiti vintage provenienti da circuiti sociali e servizi di upcycling capaci di dare nuova vita a capi già esistenti.
Ci sono inoltre produzioni sartoriali realizzate senza macchine da cucire, utilizzando materiali recuperati dagli scarti della grande distribuzione del lusso. Una dimostrazione concreta di come l’alto artigianato possa confrontarsi con i temi del riuso e dell’economia circolare senza rinunciare alla qualità.

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Dal legno alla carta, il valore della manualità

Tra gli esempi più affascinanti di continuità con il passato c’è la liuteria, dove la selezione manuale dei legni di risonanza e la conoscenza della materia mantengono vive tecniche che risalgono alla tradizione rinascimentale.
Anche la carta diventa materia di sperimentazione.
Lavorata attraverso tecniche antiche e reinterpretata in forme contemporanee, racconta una particolare arte capace di far galleggiare il colore sull’acqua, creando motivi e oggetti irripetibili.
Sono proprio questi incontri tra tecnica e sperimentazione a restituire il senso più autentico del Salone: non una semplice esposizione di prodotti, ma un luogo nel quale è possibile osservare come nasce un oggetto e comprendere il valore del tempo, della competenza e della manualità che lo rendono unico.

Il mestiere artigiano visto da vicino

Nei quattro giorni della manifestazione, promossa per il quarto anno dal Comune di Venezia e organizzata da Vela S.p.A., il pubblico potrà assistere anche a numerose dimostrazioni dal vivo.
In collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, che sarà presente nella Tesa 113, il Salone ospiterà inoltre i lavori di scuole e istituti attivi sul territorio veneziano e nazionale.
Sono previste oltre 70 dimostrazioni dal vivo negli stand, dedicate alle tecniche di lavorazione e alla realizzazione degli oggetti. Un’occasione per vedere da vicino gesti che spesso rimangono nascosti dietro il prodotto finito e per capire quanta conoscenza sia necessaria per trasformare un materiale grezzo in un manufatto d’autore.

Silvia Bolognini

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