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Dal bob d’oro al boom dell’hockey: Milano-Cortina 2026 rompe ogni schema

Dal bob d’oro al boom dell’hockey: Milano-Cortina 2026 rompe ogni schema

Dal pattino d’argento di Monti al successo globale dello snowboard e dell’hockey: ecco come i gusti degli appassionati riscrivono la storia delle Olimpiadi invernali

Settant’anni dopo le prime gare di Cortina 1956, i Giochi invernali tornano in Italia tra nuovi sport, gusti del pubblico che cambiano, poster celebrativi che uniscono passato e futuro e discipline che stupiscono anche i tifosi più esperti.
Dal bob d’oro degli Azzurri all’esplosione di hockey e snowboard, il 2026 promette emozioni e rivelazioni sorprendenti.
Mancano 10 giorni all’inizio delle gare a cinque cerchi.
70 anni fa iniziavano proprio oggi: il 27 gennaio 1956.
Nell’arco di questi decenni lo sport è cambiato radicalmente. Come i tifosi, che non solo sono cresciuti numericamente in maniera esponenziale, ma anche hanno mutato gusti e preferenze.

Lo sport più atteso di Milano-Cortina? L’hockey

A sondare gli interessi dei potenziali tifosi di tutto il mondo, attraverso un’analisi dei dati di Google Trends, è stato Casinos.com. E il risultato, specie pensando ai gusti di noi italiani, un po’ stupisce.
Tra i 16 sport presenti nel programma di Milano-Cortina, quello a raccogliere l’interesse medio più alto sul motore di ricerca è l’hockey su ghiaccio, che precede con un punteggio di 40 il pattinaggio di figura, attestato a 35. Ma le sorprese non finiscono qui. Lo sci alpino, alle nostre latitudini considerato la regina delle discipline sportive invernali, viene infatti scalzato dal podio dal più moderno snowboard: 29 punti contro 22, che valgono a slalomisti e discesisti solo la quarta posizione, per di più in coabitazione con l’emergente curling. Meno sbalorditivo, invece, l’ultimo posto della combinata nordica, sport di nicchia che mette insieme sci di fondo e salto con gli sci, che però non raccoglie il minimo interesse degli utenti di Google, con un desolante zero nell’indice utilizzato per la graduatoria.

Milano-Cortina

 

Il boom del bob in Italia nel 1956

Nella classifica di Casinos.com, il bob raccoglie un misero punteggio medio di 3, alla pari del pattinaggio di velocità.
È, pur parlando di una statistica globale e non italiana, un altro segno dei tempi che cambiano.
Nel 1956, proprio insieme allo sci alpino (con il record di presenze segnato probabilmente dallo slalom speciale femminile svolto alle pendici del Col Druscié), fu questa infatti la disciplina più seguita, trascinata dagli ottimi risultati raccolti dall’Italia.

bob

In quella edizione dei Giochi, infatti, gli Azzurri portarono a casa 3 medaglie, tutte nel bob: l’oro di Lamberto Dalla Costa e Giacomo Luigi Conti nella specialità “a 2”, che ci regalò anche uno dei 2 argenti (l’altro arrivò nel bob “a 4”). E, insieme a Renzo Alverà, il grande protagonista dei 2 secondi posti fu Eugenio Monti, nato a Dobbiaco ma cresciuto proprio a Cortina, che gli intitolò anche la pista ora ristrutturata, dopo un lungo periodo di abbandono, proprio in vista delle Olimpiadi del 2026. E, ora, gli organizzatori di Milano-Cortina hanno voluto rendergli un nuovo omaggio, inserendolo tra i protagonisti del poster ufficiale dell’evento.

“Anniversary 1956-2026”: il poster commemorativo

Il disegno del poster è stato realizzato dall’artista Pierpaolo Rovero ed è stato svelato in occasione del passaggio della Fiamma Olimpica per la località ampezzana nel corso del suo lungo giro d’Italia che si concluderà a Milano per accendere il braciere olimpico nella cerimonia inaugurale. A sottolineare il messaggio che gli organizzatori intendono trasmettere è stato il ceo della Fondazione Milano-Cortina, Andrea Varnier: “Questo poster – ha spiegato – rappresenta molto più di un’opera artistica: è un ponte simbolico tra la storia straordinaria di Cortina e il futuro che stiamo costruendo insieme. Celebrare i 70 anni dal ritorno dei Giochi significa riconoscere la forza di una comunità che ha saputo custodire la propria identità e, allo stesso tempo, aprirsi al mondo”.

Milano-Cortina

Il manifesto, dunque, “incarna i valori e l’energia dei Giochi del 2026”, intrecciando memoria e contemporaneità, unendo a immagini iconiche che richiamano la Cortina del passato, compreso l’omaggio a Monti, una raffigurazione della città, immutata nei suoi elementi simbolici, e una rappresentazione delle discipline sportive in cui si evidenzia proprio l’evoluzione sportiva degli ultimi 70 anni.

Cosa è cambiato da Cortina 1956 a Milano-Cortina 2026

Sono i fatti stessi a dimostrare questa evoluzione, già evidente nei numeri. Nella VII edizione dei Giochi olimpici invernali, le discipline sportive in programma erano 6 (bob, hockey su ghiaccio, sci alpino, sci nordico, combinata nordica, pattinaggio artistico e di velocità), per un totale di 24 specialità ed eventi.
Oggi gli sport sono 16, con il debutto assoluto dello sci alpinismo, per 116 competizioni.
A testimoniare la crescita sono anche i dati sugli atleti e i Paesi partecipanti: 70 anni fa gareggiarono in 923 atleti, provenienti da 32 Nazioni, oggi ne sono previsti circa 2.900 (più 600 paralimpici) di 92 Stati. E se, allora, fu la prima volta alle Olimpiadi invernali per Bolivia, Iran e Unione Sovietica, i debuttanti stavolta sono Benin, Emirati Arabi Uniti e Guinea-Bissau, mentre gli atleti di Russia e Bielorussia gareggeranno a titolo individuale. A livello mediatico, Cortina 1956 fu la prima Olimpiade trasmessa in diretta sulla Rai e con copertura televisiva internazionale, quando nelle prossime settimane si attendono 2 miliardi di telespettatori in tutto il pianeta. Infine, fa un po’ sorridere pensare che, a fronte di un evento diffuso come i primi Giochi olimpici della storia a essere assegnati congiuntamente a 2 città (coinvolgendo per di più anche Bormio, Livigno, Predazzo, Anterselva e Tesero), nel 1956 i poco più di 10 km di distanza da Cortina del lago di Misurina, che ospitò le gare di pattinaggio di velocità all’aperto, furono ritenuti da qualcuno eccessivi rispetto alle altre sedi di gara.

Alberto Minazzi

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