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Covid, stop all’emergenza sanitaria. Bassetti: “È ampiamente finita”

Covid, stop all’emergenza sanitaria. Bassetti: “È ampiamente finita”

Pur riconoscendo il ritorno alla normalità, l’Oms ricorda la persistenza di criticità sull’evoluzione del virus

“Il trend attuale della pandemia ha permesso il ritorno alla normalità nella maggioranza dei Paesi”. Con queste parole, pronunciate in apertura della riunione del Comitato per l’emergenza Covid, il direttore generale dell’Oms, Tedros Ghebreyesus, ha in pratica chiuso dopo oltre 3 anni, 750 milioni di contagi e 7 milioni di morti l’emergenza sanitaria internazionale aperta il 30 gennaio 2020.

La fine dell’”era-Covid”, però, non significa che il coronavirus sia debellato: si passa semplicemente alla fase endemica di convivenza. Lo ha sottolineato lo stesso Ghebreyesus, aggiungendo subito dopo che “allo stesso tempo persistono alcune criticità in merito all’evoluzione del virus che rendono difficile il poter prevedere le dinamiche future di trasmissione del virus o la sua stagionalità”.

Bassetti: “Le criticità Covid non sono più così gravi”

L’annuncio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è stato accolto con favore dalla comunità scientifica che si è trovata in prima linea durante il periodo pandemico. “Al di là di quello che ha detto l’Oms – commenta Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie infettive dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova – credo che la pandemia sia ampiamente finita. Almeno come emergenza sanitaria che ha riempito i nostri ospedali, mettendoli in difficoltà”.

Bassetti sottolinea quindi che “l’Oms dà in qualche modo un colpo al cerchio e uno alla botte, nel senso che dice da una parte che l’emergenza è finita, dall’altro però che bisogna continuare a fare attenzione perché potrebbero esserci nuove varianti”. “Io credo – prosegue – che sia più il caso di dire che il Covid non è più un problema grazie ai vaccini, grazie ai farmaci, grazie alle conoscenze. E magari sarebbe il caso di interessarsi ad altri problemi infettivologici che esistono e che possono essere presenti anche nel futuro”.

“Sto parlando – conclude il medico genovese – dell’aviaria e di tante altre malattie infettive. Io credo che si debba tornare alla normalità anche perché, parlando da medico, non mi sembra che le criticità-Covid siano poi così grandi, se non dare dei quadri a volte impegnativi. Ma come danno anche altre infezioni, anche più diffusibili. Sto parlando dell’influenza e di tante altre malattie”.

Ghebreyesus: “Il virus è qui per restare”

Proprio il direttore dell’Oms ha del resto evidenziato la prosecuzione della tendenza alla diminuzione del numero di morti dovuti al Covid-19. “Per ciascuna delle ultime 10 settimane, il numero di decessi settimanali segnalati è stato il più basso da marzo 2020”. “La stanchezza da pandemia ci minaccia tutti. Siamo tutti stanchi di questa pandemia e vogliamo lasciarcela alle spalle”.

Il quarto aggiornamento, relativo al periodo 2023-25, del piano strategico globale di preparazione, prontezza e risposta al Covid-19, appena pubblicato dall’Oms, tiene però conto di un contesto in cui le statistiche parlano comunque ancora di milioni di infezioni e migliaia di morti. “Questo virus – ha ripreso Ghebreyesus – è qui per restare e tutti i Paesi dovranno imparare a gestirlo insieme ad altre malattie infettive”.

Alberto Minazzi

 

 

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