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Sorpresa Coraggio Italia: alla prima sfida in Calabria sfiora il 6%

Sorpresa Coraggio Italia: alla prima sfida in Calabria sfiora il 6%

Appena sessanta giorni di campagna elettorale, ma tanta voglia di crederci che alla fine è stata premiata.
Coraggio Italia, il nuovo partito nato ufficialmente il 14 luglio, ha vinto la sua prima sfida. Schierandosi per le regionali del 3 e 4 ottobre alla tornata elettorale calabrese, presentandosi nelle strade e nelle piazze con il suo nuovo simbolo, il colore fucsia che lo caratterizza e un claim che sintetizza lo spirito con il quale la squadra di Luigi Brugnaro, Giovanni Toti, Marco Marin e Gaetano Quagliariello ha voluto partire: “Se cresce la Calabria cresce l’Italia”.
Il sostegno incondizionato è andato a Roberto Occhiuto, candidato di Forza Italia, ora presidente della Regione Calabria.
Coraggio Italia è riuscito a guadagnare 5,67 punti; in alcuni luoghi dell’area centrale della Calabria ha toccato anche i 10.

Coraggio Italia

“Un banco di prova che ha premiato le nostre proposte”

“Un risultato straordinario, di cui siamo molto soddisfatti – hanno commentato congiuntamente il presidente di Coraggio Italia Luigi Brugnaro e i fondatori del nuovo partito– La Calabria è stata un banco di prova che ha premiato le soluzioni e le proposte che il nostro partito ha saputo mettere in campo con coraggio. E’ questo lo spirito che ci contraddistingue e che ci guiderà anche in futuro. Siamo una forza con un numero importante di parlamentari – hanno rilevato – Crediamo nel radicamento territoriale e saremo presenti con i nostri valori moderati, cattolici, liberali ed europeisti nei comuni e nelle regioni in cui si voterà alle prossime elezioni”.

Una campagna dall’esito sorprendente

A presentare Coraggio Italia in Calabria, il presidente Brugnaro si era recato personalmente pochi giorni dopo l’ufficializzazione del nuovo partito.
Ci era arrivato con la propria barca, con la famiglia e un inno che ha dato avvio a una campagna elettorale flash e dall’esito sorprendente.
“Voglio soltanto l’opportunità/di trasformare i sogni in  realtà”, dice il ritornello dell’inno di Coraggio Italia.
Il primo sogno, dicono i numeri, è stato trasformato in 43.159 mila voti, un presidente di regione e ben due consiglieri: Francesco De Nisi e Salvatore Cirillo.

Biancofiore: “in Italia grande voglia di novità, equilibrio, decisionismo”

“Un vero e proprio exploit – ha commentato la parlamentare e membro della dirigenza nazionale di Coraggio Italia Michaela Biancofiore – Questo grazie al grande impegno in presenza profuso dal leader Luigi Brugnaro, che ha percorso la Calabria in lungo e in largo e grazie  all’impegno di Maurizio Dettore, che ha insistito fin dal primo momento per presentare il simbolo  in Calabria e per essersi battuto con tutte le sue forze per l’ottimo risultato del debutto. Questo significa che a partire dalla Calabria, spira in Italia una grande voglia di novità ed equilibrio ma decisionista. Luigi Brugnaro – ha concluso – è l’Homo novus che può combattere anche l’astensionismo di un popolo sfiduciato dalla politica: è evidente che oggi gli italiani votano la persona, le capacità individuali  e non i partiti”.

Brugnaro: “cambiare la narrazione che descrive la Calabria solo in termini negativi”

In Calabria, il presidente di Coraggio Italia era partito da una premessa .
“La Calabria ha 800 km di coste, il 10% dell’intero Paese. Ha un’immensa ricchezza culturale e persone che hanno tutte le qualità per riscrivere la storia della loro terra – aveva detto durante il primo incontro con i potenziali elettori – E’ giunto il momento però di cambiare la narrazione che la descrive solo in termini negativi. Voglio pensare che ci possa essere un rinascimento del Paese e che inizi da qui. Sosteniamo Roberto Occhiuto perché il cambiamento culturale che rappresenta non può essere una responsabilità di una sola persona ma dev’essere sostenuto dalla comunità. Con lui – aveva concluso – ci batteremo per una Calabria aperta e inclusiva, integrata con il resto d’Italia e d’Europa”.

Da dx: il senatore Gaetano Quagliarello, Luigi Brugnaro e Roberto Occhiuto

I poli della nautica, della portualità e dei sistemi logistici

A partire proprio da Venezia e dalla Liguria, dove governano Luigi Brugnaro e Giovanni Toti. “Abbiamo molte cose in comune – aveva rilevato Toti – Soprattutto, una costa sulla quale puntare turisticamente e la portualità. L’idea è quindi quella di unire i due poli della nautica delle due repubbliche marinare di Genova e di Venezia alla Calabria, ottima piattaforma di collegamento tra il nord dell’Adriatico, Venezia e Trieste e il Tirreno, fino alla Costa Azzurra”.

Calabria: una “terra di opportunità”

Un progetto che può portare molto lavoro, cosa “che non si crea per decreto ma con azioni”, aveva ricordato Brugnaro. Per questo, oltre al mercato della nautica e all’industria del mare, Coraggio Italia punta in Calabria anche sul potenziamento ferroviario con il raddoppio delle linee e soprattutto alle infrastrutture digitali.
“Le autostrade dei dati rappresentano la condizione per poter sviluppare aziende nel campo di Internet, di social e di tutte le attività del terziario avanzato – ha spiegato Brugnaro in un’intervista al “Quotidiano del Sud, l’altra voce dell’Italia – Creando queste nuove infrastrutture spostiamo i dati  e le informazioni, non più le persone, dando così ai giovani la possibilità di restare e di non dover emigrare altrove per vivere”.

Coraggio Italia
da sx: Giovanni Toti, Luigi Brugnaro e Marco Marin

L’occasione per la rinascita della Calabria arriverebbe anche grazie al Pnrr.
Ci saranno investimenti da fare e “noi vogliamo essere in grado di utilizzarli al meglio, vogliamo dimostrare al Paese che c’è una Calabria che il Paese non si aspetta – ha rilevato il candidato presidente della regione Roberto Occhiuto – Noi qui abbiamo un tesoro: dobbiamo avere la capacità di valorizzarlo e anche di attrarre investitori dal resto del Paese. Per me, conoscere Brugnaro ha rappresentato un’esperienza straordinaria perché– ha continuato – è un uomo che si sofferma poco sui problemi e tantissimo sulle soluzioni e questo succede raramente. Noi siamo una regione che ha bisogno di questo e di sfatare un pregiudizio radicato nella comunità nazionale: la Calabria non è ingovernabile e io non voglio essere un presidente che parla solo dei problemi, che innegabilmente ci sono, ma che vuole risolverli”.

Consuelo Terrin

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