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Contributo d’accesso a Venezia: non si parte a gennaio

Contributo d’accesso a Venezia: non si parte a gennaio

Slitta l’introduzione del ticket sperimentale. Si va verso un allargamento delle esenzioni e  con un regime diverso per le isole lagunari

Almeno per la prima metà del 2023, carnevale compreso, nel centro storico di Venezia si continuerà a entrare senza dover pagare un contributo d’accesso.
Per meglio calibrare la misura, recependo le osservazioni ricevute nel periodo di confronto avviato negli ultimi mesi, il Comune ha infatti deciso di far slittare il via della sperimentazione del ticket, inizialmente fissato per il 16 gennaio 2023.
Verrà così modificato il regolamento già approvato, con l’idea di allargare il ventaglio delle esenzioni previste.
Poi, una volta ottenuto il via libera in Consiglio comunale, ci vorranno altri 6 mesi per il passaggio alla fase operativa. Che così avverrà non prima dell’estate.
Il primo possibile banco di prova, nel caso in cui il passaggio in Consiglio avvenga entro fine anno (ma il tema non è ancora all’ordine del giorno), potrebbe essere quindi la festa del Redentore di luglio 2023.

Contributo d’accesso: le ipotesi di modifica

Venezia sarà in ogni caso la prima città a introdurre questo sistema sperimentale, pensato non per chiudere le porte ai visitatori, ma per consentire la miglior gestione dei flussi, modulando l’importo da pagare sulla base del numero di arrivi previsti a seconda delle diverse giornate.
Oltre alla variabilità del prezzo del ticket, che andrà da un minimo di 3 a un massimo di 10 euro, il sistema prevede anche un obbligo di prenotazione.
Questo, nelle ipotesi circolate in queste ore, resterà in vigore per tutti, ma solo per l’accesso al centro storico.

contributo d'accesso
Per le altre isole lagunari, come il Lido, Murano e Burano, l’idea è infatti quella di non richiedere, differentemente da quanto finora ipotizzato, né il ticket né la prenotazione, a prescindere dalla provenienza del visitatore. Così come dovrebbe essere alzata dagli attuali 6 a 12 o 14 anni, l’età minima per l’esenzione.

Le esenzioni

L’elenco di chi non è sottoposto al contributo d’accesso è comunque ampio e variegato.
In primis i residenti a Venezia e nella Città Metropolitana, che potranno superare i controlli a campione ed evitare la sanzione (da 50 a 300 euro) esibendo semplicemente un documento d’identità, i domiciliati e i nati a Venezia e i proprietari di immobili in città con rispettivi familiari.
Ancora, lavoratori, studenti, disabili e chi si reca a Venezia per prestazioni sanitarie (con relativi accompagnatori). E poi volontari, forze dell’ordine e forze armate, i partecipanti alle competizioni sportive, chi visita detenuti o deve partecipare a processi, gli affittuari per motivi non turistici ma anche chi è ospite di alberghi e strutture ricettive (che già paga la tassa di soggiorno).
Dal 2019, quando si è cominciato a parlare del contributo d’accesso, da febbraio sono intanto cambiate le disposizioni sui vettori. Se è esente chi arriva con un bus turistico che ha già pagato per l’accesso alla ztl, oltre ai visitatori in treno o nave non saranno esenti anche coloro che arriveranno in auto.

La questione-veneti

L’esenzione dal ticket è prevista anche per chi si reca in visita ad amici o parenti, che possono essere accreditati direttamente dai congiunti residenti.
Uno dei temi più dibattuti nella fase di confronto, anche per la decisa presa di posizione contraria della Regione, riguarda invece i residenti in Veneto.
L’orientamento verso cui si sta andando sembra quello di confermare anche per loro l’obbligo di prenotazione, ma, almeno inizialmente, di non prevedere il versamento di nessun contributo d’accesso per chi proviene dalla Regione. Il ticket potrebbe essere però essere ridiscusso in un secondo tempo anche per i veneti.
Il contributo ha infatti ragion d’essere soprattutto per i giorni da “bollino rosso”, come quelli delle grandi manifestazioni cittadine, dal Carnevale, alla Biennale, al Redentore e alla Mostra del Cinema. E, in ogni caso, la sua applicazione sarà inizialmente proposta in forma sperimentale e, di conseguenza, aperta alle modifiche migliorative.

Alberto Minazzi

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