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Clean Up 2019: Venezia presente

raccolta a venezia

Sacchetti alla mano, hanno setacciato la città.
Adulti e ragazzi, famiglie e gruppi associativi hanno risposto in massa all’appello di “Clean up the world”, puliamo il mondo, una giornata mondiale che, dal 1993, quando è stata istituita, è diventata un appuntamento immancabile a Venezia.
Erano alcune centinaia di persone ieri a raccogliere plastica,rifiuti e quant’altro è stato abbandonato nei sestieri della città antica e nei sottopassaggi della terraferma, ciò che è stato trasportato dal mare lungo le isole e nei canali.

Ai tantissimi volontari sparpagliati nei punti nevralgici della città, armati di guanti e sacchetti per raccogliere i rifiuti, si sono aggiunti anche tanti turisti, coinvolti dall’entusiasmo dei ragazzi all’opera.
Un partecipante d’eccezione è stato Vittorio Sgarbi che è stato visto fare capolino a Santa Marta con i volontari di Legambiente. Solo una delle numerose associazioni coinvolte in questa iniziativa

Clean Up:la raccolta

I punti più critici si sono rivelati Sacca San Mattia, a Murano e l’area sotto il cavalcavia in zona Fincantieri, già ripulita tre mesi fa. “Abbiamo trovato roba da bivacchi, siringhe e diversi documenti dalle borse rubate -racconta  un volontario, Manolo Titton – Scendono dall’autobus e lanciano tutto». Tanti anche gli elettroutensili e il materiale di risulta scaricato probabilmente da qualche ditta. A metà giornata sono stati raccolti 38 sacchi da 120 litri per 170 chili di plastica.

Clean Up Murano

Ugualmente in Sacca San Mattia a Murano, dove sono state raccolte batterie di barche abbandonate, vecchi computer, cavi, cablature, tessuti, ruote, eternit e gomme. «Gran parte di quello che abbiamo trovato è indifferenziato – spiega Davide Poletto, vice presidente di Plastic Free – solo il 10-12% è riciclabile».  Il lavoro dei volontari ha prodotto un centinaio di sacchi da 120 litri (97,52 chili di plastica e 560,3 di indifferenziata) che sono stati conferiti sulle barche e portati via da Veritas.

Alla Sacca di Sant’Alvise sono stati raccolti e conferiti alla chiatta dell’ospedale 14 sacchi da 120 chili (plastica 63,60 chili e indifferenziata 14,50 chili) e una quantità di oggetti tra i quali ruote di carro e mobiletti. Altri punti di raccolta sono stati i Giardini della Biennale, Santa Marta e Sant’Elena, per un totale complessivo, nella città antica,  di 137 grandi sacchi con 852,52 chili di rifiuti.

Le passate campagne di monitoraggio “Don’t waste Venice” (Non rovinare Venezia) rivelano che, nei canali, la più alta concentrazione di plastica, oltre l’85%, è stata raccolta nel sestiere di Canareggio e nell’isola della Giudecca.

Tutti assieme appassionatamente

Alla fine della giornata, tutti i partecipanti si sono poi ritrovati in Campo San Lorenzo a festeggiare con la musica dei Bindoville Bazar e un buffet offerto dalla Comunità islamica.
Ci sono state anche visite organizzate alla mostra “Joan Jonas. Moving Off the Land II” negli spazi espositivi della Chiesa di San Lorenzo dalla Fondazione Ocean Space.

Clean up: la cicca in tasca

I rifiuti più comuni per terra? I mozziconi di sigarette. E’ praticamente impossibile percorrere più di un metro lineare senza trovare cicche che impiegano anche 12 anni per decomporsi. Nel frattempo possono finire in mare e nello stomaco di qualche pesce che assorbirà materiale inquinante prima di finire sulle nostre tavole. Una brutta pratica quella di buttare via la cicca delle sigarette, che può essere evitata con un semplice accorgimento, ovvero un posacenere tascabile del costo di qualche euro che aiuta anche a mettersi a posto con la coscienza.

1 commento su “Clean Up 2019: Venezia presente”

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