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Borsellino, Mattarella: “La mafia può essere sconfitta”

Borsellino, Mattarella: “La mafia può essere sconfitta”
Falcone e Borsellino © Tony Gentile

Il messaggio del presidente della Repubblica in occasione del 31° anniversario della strage di via D’Amelio

Borsellino e Falcone avevano dimostrato che la mafia poteva essere sconfitta. Il loro esempio ci invita a vincere l’indifferenza, a combattere le zone grigie della complicità con la stessa fermezza con cui si contrasta l’illegalità, a costruire solidarietà e cultura dove invece le mafie puntano a instillare paura”.

È un messaggio di fiducia, quello che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto lanciare in occasione del 31° anniversario della strage di via D’Amelio, a Palermo, in cui perse la vita, appena 57 giorni dopo l’attentato che aveva ucciso l’amico e collega Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, uno dei giudici-simbolo della lotta alla mafia.

“Nell’anniversario della strage di via D’Amelio – aggiunge Mattarella – la Repubblica si inchina alla memoria di Paolo Borsellino, magistrato di straordinario valore e coraggio, e degli agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina – che con lui morirono nel servizio alle istituzioni democratiche”.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (@quirinale.it)

Le parole di Mattarella

“In questo anniversario, desidero rinnovare i sentimenti di cordoglio e vicinanza ai familiari di Paolo Borsellino e degli altri servitori della Stato che pagarono con la vita la difesa della nostra libertà”, ha ribadito il presidente nella dichiarazione pubblicata sul sito del Quirinale. “Quel barbaro eccidio, compiuto con disumana ferocia, colpì l’intero popolo italiano e resta incancellabile nella coscienza civile”.

“Il nome di Paolo Borsellino, infatti, al pari di quello di Giovanni Falcone – conclude Mattarella – mantiene inalterabile forza di richiamo ed è legato ai successi investigativi e processuali che misero allo scoperto per la prima volta l’organizzazione mafiosa e ancor di più è connesso al moto di dignità con cui la comunità nazionale reagì per liberare il Paese dal giogo oppressivo delle mafie”.

Il post della presidente del Consiglio

“La strage di Via D’Amelio, dove Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta vennero uccisi dalla mafia, è stato il motivo per il quale ho iniziato a fare politica. La data del 19 luglio 1992 rappresenta una ferita ancora aperta per chi crede in un’Italia giusta”. Così, invece la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha reso omaggio a Borsellino e agli agenti di scorta intervenendo in prima persona alla caserma Lungaro, ha affidato ai social il suo pensiero nella ricorrenza.

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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni

“Paolo – prosegue la premier – sfidò il sistema mafioso senza mai temere la morte, insegnandoci a non restare a guardare e a non voltarci mai dall’altra parte. Il suo coraggio e la sua integrità sono doni che ci ha lasciato e che tanti giovani hanno deciso di raccogliere per affermare due valori imprescindibili: la legalità e la giustizia. Oggi, a 31 anni di distanza da quel terribile attentato, ricordiamo tutti quegli eroi che non ebbero paura di denunciare al mondo il vero volto della criminalità organizzata e che servirono lo Stato fino all’ultimo. Nel loro esempio portiamo avanti il nostro impegno quotidiano per estirpare questo male dalla nostra Nazione: solo così il loro sacrificio non sarà mai vano”.

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