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Biennale di Venezia: si parte

Biennale di Venezia: si parte
I Giardini della Biennale

Tutto pronto per l’inaugurazione sabato 23 aprile della 59a Esposizione della Biennale ai giardini, Arsenale e in centro storico

Con le giornate di vernissage dedicate alla stampa e agli addetti ai lavori è iniziato il conto alla rovescia per l’apertura della 59a edizione della Mostra Internazionale d’Arte curata dalla Biennale. Il taglio ufficiale del nastro sabato 23 aprile quando sarà di fatto aperta al pubblico.
Il Latte dei Sogni”, questo il titolo dell’edizione 2022 curata da Cecilia Alemani, sarà visitabile fino al 27 novembre negli splendidi spazi dei Giardini, dell’Arsenale e in varie altre location del centro storico.

Una Mostra ad ampio respiro

Sono ben 1.433 le opere, molte delle quali realizzate appositamente per questa edizione, che si possono ammirare lungo il percorso in Arsenale e nei Padiglioni ai Giardini.
Capolavori realizzati dai 213 artisti partecipanti alla Mostra e provenienti da 58 nazioni.
Il tutto concentrato in particolare attorno a tre aree: la rappresentazione dei corpi e le loro metamorfosi, la relazione tra gli individui e le tecnologie, i legami che si intrecciano tra i corpi e la Terra.

Il Padiglione Centrale ai Giardini

Al Padiglione Centrale e alle Corderie sono allestite cinque piccole mostre tematiche a carattere storico con opere d’arte, oggetti trovati, manufatti e documenti.
Spazi concepiti come capsule del tempo per fornire strumenti di approfondimento e introspezione creando relazioni tra le opere storiche e le esperienze di artisti contemporanei.
Non poteva mancare, ai Giardini, l’installazione “Piazza Ucraina” realizzata dai curatori del Padiglione Ucraina in collaborazione con Ukrainian Emergency Art Fund (UEAF) e Victor Pinchuk Foundation​ con l’intento di dar vita a un “luogo di solidarietà”. La “Piazza”è costruita attorno a un monumento ricoperto da sacchi di sabbia, “un riferimento alla pratica diffusa in tempi di guerra nelle città ucraine – si legge nella didascalia – per proteggere l’arte pubblica dai bombardamenti”.
Tra i numerosi padiglioni nazionali (non ci saranno quest’anno, per loro volontà, gli artisti russi), spiccano nel 2022 quelli tedesco, inglese e italiano, ritenuti tra i papabili per la vittoria. S

Germania, Inghilterra e Italia

A rappresentare la Germania è l’artista Maria Eichhorn. Eclettica e ironica, veste le sue opere in questa edizione di un forte valore simbolico e concettuale. 
L’Inghileterra invece si affida all’arte di rottura di Sonia Boyce.
L’artista afro-caraibica ha realizzato l’installazione “Feeling Her Way” che intreccia linguaggi diversi:  il video, la scultura e il suono.
L’Italia si presenta con un progetto innovativo, che mette insieme l’arte e il teatro nell’opera di Gian Maria Tosatti. “Storia della notte e destino delle comete” è un lavoro in due atti che sviluppa il tema del complesso rapporto tra l’uomo e il cambiamento.

Michail Michailov e il Padiglione della Repubblica di Bulgaria

Tra gli artisti presenti alla 59° Esposizioni Internazionale d’Arte arriva a Venezia Michail Michailov con il progetto “There You Are”.
E’ lui a rappresentare il Padiglione della Repubblica di Bulgaria. Originario di Veliko Tarnovo, classe 1978, esprime la sua creatività operando con diversi mezzi quali performance, disegni, video, sculture e installazioni. Il suo progetto è presentato dal Ministero della Cultura della Bulgaria e la Galleria Nazionale Sofia e si sviluppa all’interno della Spazio Ravà al civico 1100 di San Polo, nei pressi del Ponte di Rialto, dove venerdì 22 aprile si aprirà la mostra curata da Irina Batkova.

Spazio Ravà PH© Alessandra Chemollo

Con “There You Are” Michailov esplora la dimensione dello Spazio per ridisegnarne i dettagli visibili e invisibili che compongono l’interno espositivo nel contesto del corpo e del suo rapporto con lo spazio vitale. L’artista segue la geometria delle stanze, i mobili montati lungo le pareti, così come i dettagli architettonici e negli spazi liberi sotto e tra di essi colloca i disegni della serie “Dust to Dust” in oggetti tridimensionali simili ai mobili stessi per forma e proporzioni. Dà così vita a un ambiente tanto minimalista quanto surreale.

Self brainwashing, exhibition view, +359Gallery, Sofia

Con questa serie di disegni, in cui dipinge la polvere, le macchie, le particelle di plastica inutili e la muffa che si accumula nel suo studio e che nel 2018 l’ha portato a vincere il primo premio alla mostra Drawing Now di Parigi, Michailov cerca una risposta alla domanda “qual è il senso della vita?
L’accumulo quotidiano di sporcizia virtuosamente dipinta e trasformata in un’opera d’arte e i corpi bianchi geometrici presenti in mostra sui quali sono agganciati spazzole, manici di scopa e pezzi di aspirapolveri costruiscono la ricerca metaforica incessante del senso del trascorrere della quotidianità. A completare l’esposizione l’installazione “Headspacing”, una struttura che permette solo una visuale dall’esterno verso l’interno, attraverso un’apertura in cui l’osservatore deve appoggiare la testa.

Biennale
Headspacing installation DrawingNowArt Fair 2019

La metafora del viaggio nel Padiglione Grenada

Tagliare gli ormeggi lasciando il porto sicuro di una tradizione e di un’appartenenza culturale per navigare in mare aperto con animo accogliente verso il “diverso” è invece il messaggio che vuole trasmettere la mostra “An Unknown that Does Not Terrify” proposta nel Padiglione Nazionale Grenada, ospitato ne “Il Giardino Bianco Art Space”, in via Garibaldi.

Biennale
Rossella Pezzino de Geronimo, Liquid Chaos

Un gruppo di artisti autoctoni o originari di Grenada, uno Stato insulare nel Mar dei Caraibi, e internazionali dà vita a un’esposizione che indirizza la creatività su tematiche universali quali multietnicità, plurilinguismo e integrazione.
Gli espositori si esprimono attraverso video art, realtà aumentata, pittura, scultura e performance.
Un’intera sala espositiva è dedicata alle opere fotografiche di realtà aumentata della fotoreporter e visual artist Rossella Pezzino De Geronimo, sempre vicina alla salvaguardia della biodiversità e alla tutela delle minoranze.
Gli scatti della serie “Liquid Chaos” indagano l’elemento acqua concepita sia come entità pura e primigenia da cui tutto ha avuto origine, sia come elemento instabile nel suo eterno fluire.
Da qui, la riflessione universale sulla profonda necessità di come l’essere umano debba destrutturarsi per potersi superare e rinascere diverso e aperto all’alterità.

Silvia Bolognini

Un commento su “Biennale di Venezia: si parte

  1. Il vostro principio sono le notizie e storie di valore e vi incontro oggi per una di queste. Sento di poter dire che l’aver scelto di pubblicare tra le opere presenti una fotografia di Rossella Pezzino è significativo in quanto artista di valore, donna anticonformista, mecenate e rivoluzionaria per il suo impegno sociale, sensibile, indomita. Rossella Pezzino da sempre riesce a condensare in ogni suo scatto una vastità di connessioni, sa fare esprimere la bellezza anche nei più azzardati sguardi e geometrie. Brava! La creazione di valore è una grande opportunità per il mondo e se questa si coniuga con l’arte si va incontro al dialogo e al disarmo.


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