Biennale Arte: Padiglioni Italia e Venezia. Il labirinto e la sostenibilità

Perdersi nel labirinto nell’arte per interpretare la contemporaneità. Dar vita a quattro “visioni d’autore” di una Venezia sostenibile. Sono queste le interessanti proposte che il Padiglione Italia e il Padiglione Venezia offrono al visitatore della 58^ Biennale d’Arte.

Padiglione Italia: il labirinto che non ti aspetti

Né altra né questa: la sfida al labirinto” è il titolo dell’esposizione curata da Milovan Ferronato (con opere di Enrico David, Chiara Fumai e Liliana Moro) nello spazio nazionale affacciato sulla Darsena grande dell’Arsenale. E, in effetti, varcando la soglia del Padiglione Italia, la prima sensazione che si prova è quella di uno spaesamento. Il percorso realizzato all’interno non ha uno sviluppo lineare tra le diverse opere poste in confronto e dialogo tra di loro. Al contrario, l’allestimento affida volutamente all’osservatore la scelta di come sviluppare e organizzare la propria visita.

“L’arte contemporanea offre una possibilità di rispecchiarsi in un presente nel quale manca l’opportunità di fare una riflessione in più – ha detto il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli – È proprio questo il suo compito: provocare qualcosa, sia positivo o negativo, ma che non ti aspetti”.

Inaugurazione Padiglione Italia, Biennale Arte Venezia 2019

Ad approfondire il senso dell’esposizione  sono stati  il commissario del Padiglione Italia Federica Galloni e il curatore, Milovan Farronato. “Siamo in un momento di crisi esistenziale per l’uomo a livello mondiale – ha spiegato il commissario – ed è quindi naturale cercare un appiglio. La sfida che il curatore della Biennale Rugoff ci ha posto è l’invito a trovare da soli una via d’uscita nell’ambito di quello che è un vero e proprio labirinto. Il Padiglione Italia si pone dunque proprio come una mostra esperienziale, che richiede al visitatore più tempo rispetto alle tradizionali esposizioni”. Galloni ha quindi evidenziato l’“allestimento rizomatico, che pone a confronto continuo gli artisti” e ha ricordato che anche quest’anno ci sono programmi collaterali che coinvolgeranno i più giovani: quattro workshop di danza, da giugno a settembre.  “Il mio augurio ai visitatori – ha aggiunto il curatore Milovan Farronato – è quello di navigare o lasciarsi naufragare, in senso romantico, nel corso della visita al Padiglione. Ho scelto di proporre un labirinto in perenne evoluzione, in costante crescita, e spero che ognuno vi trovi qualcos’altro o qualcun altro”. Farronato ha auspicato proprio una “presenza performativa” degli stessi visitatori. “Lasciatevi guidare dal vostro intuito, dalla vostra curiosità. E se dimenticherete di cercare l’uscita, potrete godervi il piacere del tempo che si dilata”.

All’inaugurazione del Padiglione Italia hanno partecipato anche il presidente della Biennale, Paolo Baratta, e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Baratta ha rimarcato il fatto che “il Padiglione rappresentativo del Paese deve essere luogo di coraggiose scelte e di stimolo per tutti”. Brugnaro ha poi sottolineato che “proprio il tema della scelta è il più importante. L’arte non può essere solo ammirazione e stupore, avulsi dalla vita di tutti i giorni – ha detto il sindaco –  Il grande merito dell’arte è  di far sì che ognuno faccia la propria parte nelle scelte che, dalla vita,  è chiamato a fare”.

Il Padiglione Venezia dedicato alla sostenibilità

Nello spazio che la città ha riservato a se stessa nell’ambito dell’esposizione internazionale, la proposta di quest’anno è tutt’altro che banale. “Lo specifico mandato che abbiamo dato alla curatrice Giovanna Zabotti – ha spiegato il sindaco – è quello di raccontare nel Padiglione la città, reinventata da sette grandi artisti attorno al tema della sostenibilità”.

Un’interpretazione di Venezia che ha catturato l’essenza della città con le sue nebbie, la sua acqua alta e i materiali che la caratterizzano: il legno, il marmo, la pietra, la corda e il tessuto.

Una sezione del Padiglione è stata affidata al regista e sceneggiatore Ferzan Ozpetek, vincitore, con “Le fate ignoranti”, di numerosi premi, tra cui 3 Globi d’oro e 4 Nastri d’argento.  Gli altri 6 artisti di fama internazionale che hanno partecipato alla realizzazione del Padiglione Venezia sono Sidival Fila, Fabio Viale,
Plastique Fantastique, Lorenzo Dante Ferro, Mirko Borsche e
Giorgos Koumendakis.

Alle “grandi firme”, nei prossimi mesi, si affiancheranno, succedendosi di quindici giorni in quindici giorni, i giovani artisti selezionati nel concorso di idee lanciato da Comune. 

Anteprima padiglioni  ai Giardini, Biennale Arte Venezia 2019 – “May you live in interesting times”

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