Querini Stampalia: 150 anni di cultura viva

area scarpa - giardino Querini Stampalia
Nella foto in alto: Il giardino degli eventi culturali della biblioteca Querini Stampalia. Area Scarpa. @Fondazione Querini Stampalia

Un patrimonio di ricordi e di  370 mila volumi.

 

Il 21 giugno la biblioteca Querini Stampalia compirà 150 anni.
Le celebrazioni della ricorrenza sono state in realtà aperte già ieri e si protrarranno fino a dicembre con una serie di mostre, seminari, pubblicazioni e filmati che ripercorreranno, ciascuno con il proprio linguaggio, la storia della “biblioteca dei veneziani” e del conte Giovanni Querini Stampalia.
E’ stato grazie all’intuizione di questo grande imprenditore e filantropo che è nata una biblioteca che è da sempre anche luogo di aggregazione per giovani e studiosi.
Sulla sua figura sono tornati ieri anche i ricordi del patriarca Francesco Moraglia, che ha aperto il festeggiamento della ricorrenza celebrando nella chiesa di Santa Maria Formosa una messa alla quale hanno partecipato le autorità cittadine.

Querini Stampalia, una biblioteca atipica

La Querini Stampalia è stata fondata nel 1869.Ma è stata una biblioteca innovativa fin da subito.
Negli anni ha formato i personaggi più illustri di Venezia, divenendo il punto di ritrovo delle avanguardie.
«La nostra mission, che poi è quella indicata già tempi orsono dal nostro fondatore, il conte Giovanni Querini Stampalia – spiega la direttrice Marigusta Lazzari – punta a fare in modo che la biblioteca dei Veneziani, com’è stata ribattezzata, continui a essere luogo di scambio culturale. Certo la Querini Stampalia è biblioteca di conservazione, perché ha un fondo antico straordinario; ma queste stanze dei libri sono soprattutto “luogo di culto dei buoni studi e delle utili discipline”, nel senso moderno, con cui si può tradurre questa parte delle volontà che il conte Giovanni ha affidato al suo testamento».

Querini Stampalia: la cultura non conosce chiusure

Nonostante la sua maestosità, il palazzo cinquecentesco che si trova a pochi passi da San Marco non è e non vuole essere tempio di un’intoccabile perfezione ma un luogo di cultura viva e aggiornata.
Il conte voleva che fosse aperto al pubblico fino a tarda sera e anche nei giorni festivi.
Così è. Ancora oggi, la Querini Stampalia è l’unica biblioteca in Italia aperta fino alle 24.
Ci si può andare
 tutti i giorni, compresi Natale e primo dell’anno.
Soprattutto, ancor oggi è meta di studiosi e di studenti, così a casa propria fra quelle stanze dei libri da dedicarvisi a volte seduti, scalzi, nelle comode poltrone.

Quando una biblioteca resta nel cuore

Per qualcuno quel senso di casa e insieme di riconoscenza è rimasto tanto vivo nel tempo da decidere di “saldare un debito” obbedendo ad una sorta di obbligo morale.
È il caso dell’architetto Mario Botta. Quando, da studente, condivideva a Venezia un appartamento senza riscaldamento con altri compagni di università, trascorreva le fredde serate di studio invernali nelle riscaldate sale di lettura della Querini Stampalia.
Vent’anni fa, quando sono iniziati i primi lavori di restauro, ha messo a disposizione gratuitamente la propria professionalità, realizzando la nuova area di servizi della sede: l’internet caffè, il bookshop, gli spazi del giardino e il nuovo auditorium.

Il Conte Giovanni e la Fondazione

La Fondazione Querini Stampalia, fedele alle volontà che il conte ha affidato al suo testamento, continua quindi sulle orme del fondatore coadiuvata da quanti, nel tempo, hanno amato le sue stanze.
La ricorrenza del 150° anno dalla nascita proporrà così una serie di eventi che ripercorreranno la storia dell’antica biblioteca (“150 anni per immagini“, a cura di Graziano Arici), così come del conte che l’ha voluta (“Su Giovanni Querini Stampalia” a cura di Cristina Celegon e Angela Munari).
Due giornate saranno dedicate poi alla poesia e alla letteratura, una alla proiezione di un film documentario sull’istituzione e diverse altre a seminari e alla presentazione di due pubblicazioni.

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