Benessere totale nella natura

M12-Ormesani

Al relais Ormesani di San Liberale di Marcon arriva anche la spa “BEO”per un agriturismo “a circuito chiuso” unico nel suo genere

Il “vero” agriturismo dovrebbe essere così: una struttura non solo immersa nel verde, ma del tutto autosufficiente, dagli allevamenti, alle coltivazioni, alle trasformazioni dei prodotti, fino alla tavola. “A circuito chiuso”, come si dice tecnicamente. In realtà, nel panorama (non solo nazionale), trovare strutture con queste caratteristiche è qualcosa di molto raro. Luciano Ormesani, il patron della tenuta, ricorda il commento di un ospite: «Negli Stati Uniti sarebbe fantascienza».

L’agriturismo-relais Ormesani è tutto questo. E anche di più: già dotata di una piccola spa con piscina coperta, vasca Jacuzzi per idromassaggio, sauna finlandese, bagno turco e palestra (dove, su richiesta, gli ospiti possono usufruire di massaggi naturali con erbe prodotte nello stesso agriturismo), per ampliare ulteriormente l’offerta, la struttura di San Liberale di Marcon si dota ora, dal 13 ottobre, di una nuova ala, chiamata “BEO”, Beauty Experience Ormesani.

Alla base dell’attività situata a pochi passi da Venezia, tra Laguna e zone verdi dell’entroterra, che la famiglia Ormesani in generale e la signora Francesca (apprezzatissima chef, vera protagonista della cucina, tradizionale ma attenta all’innovazione e realizzata con materie prime di altissima qualità a km zero) in particolare, gestisce con una decina di collaboratori, c’è una serie di parole d’ordine. Le principali sono “entusiasmo” e “passione”, fondamentali per fare bene. Ma altrettanto importante è “green”, perché, tra fotovoltaico, pannelli solari e cippato, l’agriturismo è praticamente autosufficiente dal punto di vista energetico.

Ma quello che rende assolutamente unica l’esperienza al relais Ormesani (che conta su 24 posti letto, divisi in nove camere e due appartamenti) è il clima che si respira all’interno del podere di 23 ettari e del quale, attraverso foto e parole, possiamo solo dare una minima idea, invitandovi davvero a conoscerlo in prima persona.

Non esistono, ad esempio, animali in cattività. «Li ho trovati contenti», citando il commento del veterinario dott. Floriano Manente. E parliamo di bovini da carne di razza chianina e bovini da latte di razza bruna (il cui latte speciale, oltre a essere consumato direttamente, viene trasformato in burro e formaggi dal caseificio interno); maiali di cinta senese e pecore di razza biellese (a bassissimo contenuto di lanolina, per una carne davvero unica). E poi oche, anatre, galline, faraone, e quant’altro avrete la fortuna d’incontrare.

  L’azienda agricola produce poi direttamente i cereali utilizzati per le lavorazioni alimentari (tra cui la polenta Biancoperla è riconosciuta come presidio Slow Food) e la panificazione, dopo la trasformazione in farina nel mulino a pietra. Ma anche gli ortaggi e l’uva (di tre tipi: Merlot, Cabernet Franc e Glera, che viene spumantizzata nei propri lieviti) per il vino, prodotto e imbottigliato nella cantina.

E non va dimenticato l’attento lavoro di piantumazione, recuperando alberi legati alla vegetazione autoctona della laguna e riportando nella campagna il pregio della copertura arborea ed arbustiva che faceva parte della tradizione agricola veneta.

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