BELLA E COLTA

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La padovana Chiara Sgarbossa, Miss Veneto 2003, signorina portafortuna del Lotto alle Otto si racconta ai lettori di Reyerzine
Tutto è iniziato con i concorsi di bellezza, ai quali dice di aver partecipato per curiosità e non per vanità. Incoronata Miss Veneto 2003 a Salsomaggiore, nell’ambito del concorso ha fatto la sua prima apparizione in Tv. Gradino successivo è stato il primo lavoro televisivo entrando a far parte della redazione del Tg4 per alcuni mesi del 2004 con il ruolo di meteorina. Quindi il passaggio in Rai nel settembre 2004 alla conduzione di un altro programma istituzionale in onda in prima serata: Il Lotto alle Otto dov’è stata la “signorina della fortuna”. Ultimamente si sta dedicando anche nella recitazione, tra cortometraggi e apparizioni varie tra cui anche per la fiction Incantesimo.
Come ti sei avvicinata ai concorsi di bellezza? Mi ci sono avvicinata per caso, spinta da mamma e allettata pure dai bei premi messi in palio per le vincitrici – spiega Chiara Sgarbossa – sfilare in passerella non era la mia ambizione, infatti ho iniziato tardi, all’età di 19 anni. Quell’anno ero presa dall’esame di cintura nera dell’arte marziale che pratico da sempre e dalla maturità scolastica che volevo superare col massimo dei voti. Rinunciai alla finale nazionale di Miss Universo per conseguire questi due miei obiettivi, ma una volta superati entrambi, mi ritrovai l’intera estate libera prima di iniziare l’università. Fu cosi che mi iscrissi a Miss Italia, diventai Miss Veneto 2003 e andai a Salsomaggiore. Quella fu la mia prima apparizione in Rai.
Si può dire che Miss Italia ti abbia cambiato la vita? No, Miss Italia non mi ha cambiato la vita, però mi ha dato molta visibilità. Grazie al titolo di Miss Veneto venni chiamata in diverse manifestazioni ed eventi. Ovviamente il mio ruolo all’inizio era il solito ruolo che si lascia ad una miss, cioè la belloccia che basta faccia presenza, ma piano piano sono riuscita a diventare presentatrice prima a livello locale e poi in televisione.
A quali personaggi dello spettacolo sei maggiormente legata? Sono maggiormente legata alle persone con le quali ho lavorato assieme, naturalmente. Ma le mie amicizie piu care stanno al di fuori del mondo della tv.
Sappiamo che parli tre lingue oltre all’italiano. Quindi bella e anche colta. Quali di queste due qualità preferisci che la gente noti di più? La prima è una caratteristica immediata e soggettiva, che ognuno puo apprezzare come no, a seconda dei propri gusti. La seconda invece presuppone una conoscenza della persona non meramente superficiale, per cui preferisco decisamente la seconda.
Sei inoltre laureata in scienze giuridiche. Come si concilia questo con la tua attività nel mondo dello spettacolo? Sono laureata in scienze giuridiche europee e transnazionali. Conoscendo le lingue, amando viaggiare e le relazioni interpersonali questo indirizzo di laurea sembrava facesse al caso mio. Lo spettacolo per me è un lavoro, un lavoro che a me piace molto, dona grandi soddisfazioni quanto a creatività e rapporti interpersonali. Ma lo spettacolo è anche un contenitore molto ampio, all’interno di sé rinchiude mille spazi e opportunità, e io facendo la presentatrice ho sempre cercato programmi istituzionali dove il contenuto non stridesse con la mia passione per la legge.
Cosa ti piacerebbe fare “da grande”? Il mio sogno nel cassetto era fare l’ambasciatrice. Forse un giorno apriro quel cassetto.
Vivi ancora con la famiglia a San Martino di Lupari ma hai vissuto anche a Roma e Milano. Mondi assolutamente distanti? Ora sono tornata a vivere a Padova con mia madre e mia sorella, dopo passati tra Roma e Milano. Motivi familiari mi hanno spinto a questo. L’ho fatto senza indugio, perche credo che la famiglia sia un valore fondamentale e ho messo il mio senso di responsabilità davanti alle mie ambizioni. Il mio piccolo comune e le grandi città sono mondi assai diversi, è innegabile. Stare di nuovo in Veneto mi ha dato la possibilita di tornare in contatto con vecchie realtà, con una mentalità differente e riscontrare anche nelle piccole realtà ci possono essere idee e personalità brillanti. Per esempio il 7.2, una nuova forma di spettacolo che abbraccia la musica a 360° riscuotendo grande successo e che mi vede coinvolta.
Sport preferiti? Ho praticato per diversi anni un’arte marziale che si chiama Vovinan o Viet Vo Dao a livello agonistico, pratica che ho interrotto per incompatibilità con l’università prima e con il lavoro poi. Ho amato fin da bambina i cavalli, infatti obbligavo mia madre a portarmi al maneggio e per un periodo sono stata pure la madrina di un cavallo da trotto, seguendolo nei migliori ippodromi d’Europa. Amo lo sport in generale in quanto procura benessere, ma non sono fissata del culto del fisico. Rimango convinta che una persona possa essere tanto bella dentro quanto brutta fuori.
Cosa sai della Reyer? Mi ha colpito soprattutto il nuovo Progetto culturale metropolitano, che vorrebbe imporsi come fenomeno sociale oltre che sportivo.
DI VALENTINA KENT

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