L’Arsenale di Venezia. Storia del più antico “arsanà” del mondo

Dalle prime galee ai vascelli e alle navi

 

C’era una volta a Venezia, su una breve riva sabbiosa all’inizio del Canal Grande, un arsanà, ovvero un cantiere per la costruzione di navi; da lì iniziò la storia dell’industria navale mondiale. La costruzione navale mediterranea si perde nei tempi e l’arsenale di Venezia è soltanto quello che riuscì a passare, in tempi e modi lunghissimi, dalla costruzione artigianale a quella industriale.

 

 

La maggior parte degli studi attribuisce al secolo XII la sua prima formazione quale cantiere per la costruzione e l’armamento di galee. Le prime galee veneziane erano poliedriche navi, a propulsione mista remi e vele, destinate al commercio con l’oriente Mediterraneo e, in particolare, con il mar Egeo ed il mar Nero.
Si può ipotizzare che il primo insediamento di un Arsanà per la costruzione di pubbliche galee fosse situato ove si trovano oggi giardinetti antistanti le Procuratie Nuove a San Marco.
Più complesso è il problema, non ancora risolto, della sua datazione. Un suggerimento, tutto da dimostrare, potrebbe essere quello degli accordi (XI – XII) fra Venezia e Bisanzio che prevedevano la fornitura in tempi brevi di naviglio militare. Nel 1000 il doge Pietro Orseolo II occupò l’Istria e la Dalmazia dando principio a quello che sarà lo Stato da Mar.
La città d’acqua non aveva certamente un solo arsenale, ma molti cantieri navali sparsi nello spazio urbano.

 

L’ Arsenale vecchio nella pianta di Frà Paolino (1220 circa)

L’antico arsanà

La prima documentazione certa dell’esistenza a Venezia di un arsenale risale al 1220 si trova nella mappa della Cronologia Magna ab origine mundi che mostra un importante complesso formato da mura merlate e contenente  due file di cantieri coperti ai lati di una darsena comunicante con il bacino di San Marco.
Le dimensioni del complesso erano proporzionali alle esigenze commerciali dell’epoca: la manutenzione stagionale di una piccola squadra navale con una riserva di legname.
Si può finalmente parlare, anche se frammentato in differenti squeri, di un arsenale alle dipendenze dello Stato e dallo Stato controllato a mezzo dei Patroni dell’Arsenale.
Questo complesso cantieristico diffuso, il cui centro principale era situato a Terranova nei pressi di Palazzo Ducale, divenne il punto di riferimento delle costruzioni navali statali allargando  poi le sue competenze all’approvvigionamento delle materie prime e all’acquisizione dei materiali necessari, soprattutto legnami, canapa e ferro.
Dal 1289 la costruzione delle galee (in questo caso 15 Galee Grosse per il commercio in Romania) venne definitivamente trasferita all’Arsenale di Castello.
Nelle immediate vicinanze del nuovo grande cantiere furono rapidamente edificate tutte le infrastrutture necessarie; le corderie (1305), le fonderie, le officine ed i granai per la flotta militare.

L’Arsanal Novo

 

L’arsenale nuovo nel 1500.

Un decreto del 1327 che stabiliva la costruzione di una fornace per mattoni nei pressi del canale d’accesso all’arsenale potrebbe essere l’indizio della gestazione per la fabbrica di un nuovo e più grande cantiere navale. Acquisita infatti subito dopo dallo stato la disponibilità dell’area di levante dal monastero della Celestia iniziarono i lavori per la realizzazione dell’ Arsanal Novo. Il potenziale degli squeri di costruzione e conservazione passava così da 11 a 36 potendo destinarne una parte alla conservazione a secco di galee di riserva.
La caduta di Costantinopoli (29 maggio 1453) e le sue prevedibili negative conseguenze sui traffici navali veneziani obbligarono Venezia a potenziare nuovamente il suo arsenale.
Per questo fu progettata una serie di cantieri per la costruzione di galee attorno ad una nuova darsena da realizzare a nord delle mura della darsena trecentesca.

 

Trireme veneziana del 1500. Museo Storico Navale di Venezia

L’Arsenale Nuovissimo

La realizzazione dell’Arsenale Nuovissimo si protrasse per circa 80 anni, ma al suo compimento permise di ottenere un ciclo produttivo navale che nulla ha da invidiare alle strutture industriali odierne: una darsena destinata alla produzione delle nuove galee, una alla manutenzione straordinaria delle galee ed una alla conservazione di quelle pronte.
Negli spazi baricentrici alle darsene furono realizzati gli opifici più importanti (fabbri, remeri, alboranti e segherie) e attorno le rinnovate Corderie, le Sale d’Armi, le Fonderie mentre negli spazi più ristretti inserite le officine più piccole.
Alla fine del 1500 furono costruiti sei enormi squeri destinati alle galee grosse dette anche Galeazze.
Nel 1660 fu iniziata la costruzione di vascelli rialzando gli squeri della darsena nuovissima. Tale conformazione durò fino alla caduta della Repubblica del 1797.

Le occupazioni francesi e austriache e l’annessione al Regno d’Italia

Sotto le duplici occupazioni francesi ed austriache l’arsenale incorporò alcune aree contigue ad uso di caserme per gli equipaggi.
Nel 1810, i francesi aprirono una nuova porta d’acqua a levante e costruirono una torre per alberare i vascelli.

 

Dopo l’annessione di Venezia al Regno d’Italia l’antico arsenale medievale fu trasformato in un moderno cantiere dotato delle più avanzate tecnologie e di tre bacini di carenaggio.
La modernizzazione comportò l’abbattimento di tutta la parte centrale dell’antico cantiere funzionale alle dimensioni delle nuove grandi navi di ferro.
Durante le operazioni militari della I Guerra Mondiale l’arsenale fu uno dei punti di forza che permisero, dopo Caporetto, di ribaltare il corso della guerra.
Dopo fu soltanto declino.
Oggi il grande recinto, in buona parte restaurato, ha perso la sua unitarietà divenendo una specie di grande condominio che impedisce di fatto la sua gestione unitaria. Iniziative importanti come questa del Salone della Nautica di Venezia sono indispensabili anche per ricercare una soluzione che permetta la visione globale e non frammentata di quello che è a tutt’oggi il più antico arsenale del mondo.

 

 

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