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ABBIAMO FATTO I CONTI CON L’IMU

ABBIAMO FATTO I CONTI CON L’IMU


Come si sono districati i contribuenti e gli uffici di consulenza di Venezia, Padova e Treviso di fronte alle complicate modalità per calcolare la nuova imposta sulla casa? 
E’ tornata con prepotenza nella vita (e nei portafogli) dei contribuenti, con nuove regole e un nuovo nome: è l’Imu, Imposta municipale unica, che sostituisce sia l’Irpef sui redditi fondiari delle seconde case, che l’Ici, istituita nel 1992 ma negli ultimi 4 anni abolita per la prima casa. Un’imposta nuova e unica, sì, anche per la quantità di problemi che ha creato a Comuni, Caaf e associazioni di categoria, che fino all’ultimo anche in Veneto hanno dovuto tener botta al flusso ininterrotto di richieste di chiarimenti e assistenza da parte di cittadini spaesati, senza avere loro per primi una risposta definitiva a questioni come codici tributo, detrazioni per figli residenti, rateizzazioni, modalità per eventuali ravvedimenti.
La circolare chiarificatrice è arrivata solo il 18 maggio, un mese esatto prima del termine utile per versare il primo acconto, il 18 giugno (tramite modello F24 in Posta, sia allo sportello che sul sito www.poste.it, o ancora in tabaccheria e attraverso i sistemi di home banking). E nel frattempo la modulistica è cambiata almeno 3 volte. Cos’è successo quindi in quei 30 giorni negli uffici Tributi delle amministrazioni comunali dell’area di Venezia, Padova e Treviso, nei centri Caaf dei sindacati e negli uffici delle associazioni di categoria? Il caos più totale – come avrebbero fatto pensare i titoli di tg e quotidiani, o una semplice chiacchierata con l’anziano vicino di casa, mai così in confusione – o un fisiologico affanno dato dai numeri, ma sorretto da una macchina che bene o male era già stata avviata?
Prima di rispondere, però, è necessario un passo indietro. L’Imu fa il suo esordio nel Decreto cosiddetto “Salva Italia” del 6 dicembre scorso, efficace in via sperimentale già in questo 2012 ma destinata a entrare a regime nel 2015. La devono pagare tutti: proprietari di prima casa, proprietari di seconda (e terza, quarta…) casa, chi possiede fabbricati industriali, uffici, negozi, chi possiede terreni agricoli o edificabili. L’importo meglio farlo calcolare da un esperto: si ottiene applicando l’aliquota (stabilita da ciascun Comune, aumentando o diminuendo la prefissata aliquota ordinaria) alla base imponibile (che risulta moltiplicando la rendita catastale per la categoria catastale, il tutto soggetto a rivalutazioni), e a questa cifra va sottratta l’eventuale detrazione per l’abitazione principale (200 euro) e quella per i figli sotto i 26 anni residenti sotto lo stesso tetto (50 euro ciascuno).
Arabo, per le migliaia di veneziani, padovani e trevigiani che da fine aprile hanno iniziato a intasare centralini, sportelli e caselle email di Comuni e Caaf. Ma l’avvicinamento alla scadenza del 18 giugno, in fin dei conti, è stato più ordinato del previsto. La stragrande maggioranza degli uffici infatti ha destinato risorse ad hoc per l’Imu, separandole dalle dichiarazioni dei redditi, e dai primi di maggio ha lavorato su appuntamento, come spiega ad esempio Luisa Contegiacomo, responsabile fiscale del Caaf Cgil Padova, dove sono stati gestiti circa 31mila modelli F24: «Al 26 maggio avevamo già predisposto la spedizione massiva di circa 15mila modelli F24 a casa dei contribuenti che nei mesi precedenti erano già stati in appuntamento da noi».
Di conseguenza, gli ultimi giorni non sono stati così tremendi: «A ridosso del 18 giugno abbiamo avuto un flusso medio allo sportello di via Longhin di una ventina di persone, quindi pochi ritardatari o persone che avevano bisogno di ulteriori chiarimenti». Le code, negli ultimi giorni, le hanno viste solo le Poste, con centinaia di persone accalcate per effettuare il pagamento. Lo conferma Maria Pia Bergamaschi, capo Ufficio Tributi del Comune di Padova: «Abbiamo avuto un’affluenza di 3.722 contribuenti a maggio e 3.345 a giugno, in particolare 1.475 nella penultima settimana e 1.187 nell’ultima. I dati dimostrano che l’afflusso è stato decisamente alto ma costante e regolare, e che il picco si è raggiunto ben prima della scadenza, nonostante la circolare ministeriale esplicativa dell’Imu sia stata diramata solo il 18 maggio, a causa dei continui interventi normativi nella materia».
I veri problemi negli uffici di assistenza fiscale ci sono stati prima, come conferma Fiorella Zussa, responsabile fiscale provinciale della Cisl Treviso: «C’era poca chiarezza sui codici tributo da inserire nell’F24, e sulle modalità di versamento. Per non parlare delle detrazioni per i figli a carico e soprattutto del cambio in corsa della modalità di rateizzazione per la prima casa: chi aveva scelto di pagare in 3 rate andava con l’F24 compilato in Posta ma il sistema lo rifiutava perché non riconosceva il nuovo codice di rateizzazione».
Tra le altre iniziative messe in campo per venire incontro ai “ritardatari”, il Comune di Venezia ha predisposto l’apertura straordinaria degli sportelli dell’Ufficio Tributi sia di Venezia che di Mestre per mezza giornata in più a settimana e la mattina di sabato 16 giugno, il Comune di Treviso ha aperto tutti i giorni al pubblico dalla fine di maggio fino alla scadenza sia la vecchia sede di viale Vittorio Veneto che la nuova Appiani (e ha assunto a tempo determinato due persone per potenziare lo sportello al pubblico), il Comune di Padova ha impiegato allo sportello per il calcolo dell’imposta anche personale di norma adibito ad attività di accertamento e ha attivato altri due sportelli decentrati, operativi su appuntamento, nei due quartieri più popolosi della città (Guizza e Arcella) dall’inizio del mese di maggio fino alla scadenza dei termini di pagamento dell’acconto. In campo anche le associazioni di categoria, come la Cia di Venezia, che ha aiutato circa 12.000 persone: «I giorni più difficili sono stati quelli di giugno, con molti Comuni che non avevano predisposto le aliquote e con tanta confusione tra gli utenti – racconta Franca Anese, responsabile del settore fiscale della Cia – che hanno aspettato in stragrande maggioranza gli ultimi giorni, se non addirittura lunedì 18, per versare l’imposta. C’è stata grande compostezza e non si sono verificate situazioni di grave disagio. Diciamo che a conti fatti abbiamo retto l’onda d’urto, anche se in vista del saldo ci auguriamo ci sia più chiarezza e tempi meno contingentati».

LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI
Dove recuperare la rendita catastale, come effettuare il calcolo dell’imposta, ma anche il funzionamento del modello F24, dei codici catastali comunali e dei codici tributo. Sono alcune delle domande più frequenti che gli impiegati di Comuni e Centri di assistenza fiscale si sono sentiti rivolgere a proposito dell’Imu. Naturalmente la parte del leone l’hanno fatta le persone più anziane, che in soli 4 anni senza Ici psicologicamente si erano completamente disabituati al concetto di tassa sulla casa, e che oggi più che mai hanno vissuto l’introduzione dell’Imu come l’ennesima vessazione ai danni dei più disagiati. Roberto Bortoletto, dell’Ufficio tributi del Comune di Treviso, racconta l’atteggiamento prevalente dei contribuenti: «Le sensazioni sono state diverse, ma direi in primo luogo uno stato di confusione sulla natura ed effetti pratici sorgenti dall’imposta, seguito dalla preoccupazione per un esborso non condiviso né capito, con particolare riguardo alla percezione della crisi economica in corso». In questo contesto, molti sono stati i punti ostici della tassa da far comprendere al cittadino: non sono andate giù ai contribuenti veneti la soppressione delle agevolazioni applicate con l’Ici (in particolare quelle per i fabbricati strumentali all’attività agricola, per il comodato d’uso tra parenti di primo grado e per gli anziani in casa di riposo), ed è stato difficile far comprendere che fino al 10 dicembre non si avrà la certezza del saldo da pagare. Inoltre molti hanno sottolineato il maggior aggravio rispetto all’Ici per il fatto di non poter più beneficiare dell’aliquota ridotta per gli immobili locati a canone concordato, «e spesso si sono chiesti se sia ancora conveniente sottoscrivere questo tipo di contratto» spiega Maria Pia Bergamaschi, capo Ufficio Tributi del Comune di Padova.

DI FRANCESCA FUNGHER

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Tag:  Comune