Dopo la degenerazione delle manifestazioni di piazza, a Milano e non solo, una riunione sull’ordine pubblico: le misure al vaglio
Le immagini della devastazione urbana rilanciate dai media e sui social nelle ultime ore parlano da sole.
Gli scontri in piazza di Milano, Bologna e Torino, per citare i tre casi più gravi, sono la punta dell’iceberg di un malessere diffuso che troppo spesso è degenerato. E richiede quindi contromisure.
Per questo, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato di aver convocato per oggi, 19 ottobre, a Palazzo Chigi “una riunione sull’ordine pubblico, per fare il punto sulla situazione e valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos”.
Guerriglia urbana: la stretta sui minorenni
Al tavolo, secondo quando trapela, verrà fatto il punto sulla gestione delle piazze, analizzando i report dell’intelligence e valutando quindi spazi e opportunità di intervenire con una nuova stretta, in particolare sui minorenni. Tra le ipotesi, in tal senso, c’è quella di un decreto che ricalchi, adattandole al caso specifico, le misure di contrasto a criminalità minorile e disagio giovanile già adottate nel 2023 per il caso-Caivano.
Tra le proposte, quella della creazione di nuovi strumenti normativi per consentire il fermo preventivo e l’arresto dei minorenni, soprattutto nei casi di devastazione e saccheggio, l’accelerazione sulle norme per facilitare l’imputabilità delle persone tra 14 e 17 anni di età, il divieto di aggregazione per i responsabili delle violenze e l’introduzione del reato di danneggiamento di gruppo.
Il rafforzamento di “Strade sicure”
Si starebbe anche ragionando su un rafforzamento dell’operazione “Strade sicure”, aumentando così la presenza di forze dell’ordine e dell’esercito a presidio delle città.
Tecnicamente, le novità potrebbero essere in alternativa essere introdotte attraverso una serie di emendamenti al decreto Giustizia del 29 settembre.

Il testo è attualmente alla Camera per la conversione. E la scadenza dei termini per la presentazione degli emendamenti è fissata per le ore 15 di oggi. Più difficile, anche in considerazione dei tempi più lunghi, l’ipotesi di modificare il disegno di legge sulla sicurezza in discussione al Senato.
Il ruolo dei giovani nelle manifestazioni di piazza
Le iniziative degenerate e quindi sfociate in violenza negli ultimi giorni nascono dalle proteste contro il caro-vita. Anche oggi, per esempio, autotrasportatori e allevatori hanno organizzato un’assemblea pubblica davanti alla stazione Termini, a Roma. E il timore è sempre che manifestazioni di questo tipo possano essere strumentalizzate.
Le convocazioni in piazza sono passate soprattutto attraverso i social network. Una modalità insolita e diversa, per esempio, dalla manifestazione di sabato a Roma della Cgil, che è risultata pacifica grazie all’isolamento da parte degli organizzatori di una trentina di soggetti presentatisi incappucciati.

Nel weekend di guerriglia urbana a Milano, invece, il bilancio provvisorio parla di oltre 200 giovani fermati, per oltre l’80% minorenni. Secondo le ricostruzioni della polizia, i giovanissimi autori delle violenze si sarebbero spostati da periferie, hinterland e altre province senza un coordinamento apparente. Anche a Bologna 4 dei 5 arrestati sono minorenni, mentre quasi tutti gli arrestati e fermati al corteo di Torino hanno meno di 18 anni.
Pur non addentrandosi sul tema dell’età, Giorgia Meloni sui social ha commentato i fatti del fine settimana premettendo il “grande rispetto per le migliaia di persone che hanno manifestato pacificamente”. Poi, però, con specifico riferimento a Milano, Torino e Bologna ha definito gli autori “teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città”. “Manifestare – ha concluso la premier – è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”.
Alberto Minazzi



