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E’ allarme morbillo per boom di casi

E’ allarme morbillo per boom di casi

L’infettivologo Massimo Andreoni: “un ruolo importante lo gioca la mancanza del richiamo vaccinale”

Tutti sappiamo cos’è il morbillo.
Ma pochi conoscono le complicazioni che può comportare.
Un po’ perché l’abbiamo avuto in tantissimi, un po’ perché era quasi scomparso.
Ora, però, il morbillo, la malattia contratta per lo più da bambini in modo blando e senza pericolo, sta creando più di qualche preoccupazione.
Con ricoveri che riguardano ben il 60% delle persone e “complicanze – spiega il Primario di malattie infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma Massimo Andreoni – come polmonite, che è la prima causa di morte, otiti, epatiti ed encefaliti, che non sono frequentissime ma neppure rare”.
La crescita dei contagi è progressiva, l’età media dei contagiati è sui 30 anni e, lancia l’allarme il direttore della Clinica Malattie Infettive del San Martino di Genova Matteo Bassetti, in Liguria c’è un “focolaio senza precedenti che rischia di portare alla peggiore epidemia degli ultimi 40 anni”.
Tutto questo accade mentre i dati evidenziano che la copertura vaccinale non va oltre l’80%.

Il problema sono soprattutto i richiami

“Partendo dalla considerazione che il morbillo è una malattia altamente contagiosa, con una elevata capacità di diffusione e che può portare gravi conseguenze per la salute – spiega il professor Massimo Andreoni – è fondamentale porre l’attenzione sulle vaccinazioni, in particolare sui richiami. Nessuna Regione o Provincia nel nostro Paese ha ancora raggiunto il 95% di copertura vaccinale, livello che il Ministero della Salute, richiamando gli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indica come necessario con due dosi di vaccino per interrompere la catena di trasmissioni e garantire l’immunità di comunità. Se per quanto riguarda la prima dose la media italiana è quasi sul 95% è sulla seconda che scatta il campanello d’allarme perché in alcune Regioni è di parecchio inferiore. Con questa situazione siamo ben lontani dall’obiettivo indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che punta all’eliminazione della malattia entro il 2030. Ovviamente dove ci sono meno persone vaccinate, più facilità vi è che la malattia dilaghi”

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Il professor Massimo Andreoni

Il contesto epidemiologico

Un dato certo è che i casi di morbillo sono in crescita con numeri che sono passati dai 342 nel 2025 a 609 nl 2026.
L’incremento è particolarmente evidente soprattutto in alcune Regioni come, ad esempio, Campania, Calabria, Lazio e Toscana passate rispettivamente da 18 a 100; da 17 a 265; da 47 a 54 e da 6 a 49.
“Si osserva che l’età media dei casi è sui 30 anni – precisa Massimo Andreoni -, seppure l’incidenza sia maggiore nei bambini. Molti casi si registrano tra i 15 e 40 anni. Va detto che quasi il 60% delle persone colpite dal morbillo richiede il ricovero e che il morbillo è una malattia seria che può portare a gravi complicanze”.

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L’importanza della vaccinazione

“Ci sono focolai circoscritti di morbillo dove il numero di bambini non vaccinati è maggiore – conclude il professor Massimo Andreoni -. Certo è che la mancata seconda dose di vaccino obbligatorio, che deve essere somministrata tra i 4 e 5 anni ha un peso significativo. Bisogna anche tener presente che la mortalità di questa malattia è di 1/1000 ovvero un decesso ogni mille persone. Viene da sé che la raccomandazione importante è quella di seguire l’iter vaccinale completo in quanto la criticità evidenziata da una copertura ancora troppo bassa aumenta il rischio di circolazione della malattia, in particolare tra chi non è immunizzato. Il vaccino, è bene ricordarlo, non serve infatti solo a proteggere se stessi, ma anche le persone fragili”.

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