Il Movimento Anti Bullismo Animato da Studenti Adolescenti da community si è evoluto in piattaforma digitale per prevenire e contrastare il fenomeno
Nel 2016 un gruppo di 14enni al primo anno in una scuola superiore di Lecce, animato da entusiasmo e voglia di dire contrastare quanto accadeva attorno a loro, ha dato vita al movimento giovanile Mabasta, letteralmente Movimento Anti Bullismo Animato da Studenti Adolescenti, in seguito ad un episodio di cronaca riportato dai media nazionali che riguardava il tentato suicidio di una dodicenne di Pordenone proprio per azioni di bullismo da parte dei compagni di classe.
Da allora è stata un’escalation: nel 2016 è arrivato da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Medaglia di Alfiere della Repubblica, l’anno successivo i giovani di Mabasta sono saliti sul palcoscenico di Sanremo, invitati da Carlo Conti e Maria De Filippi. Successivamente hanno interagito con varie personalità e istituzioni tra le quali Papa Francesco, l’attore Tom Holland (Spider Man), Panini Comics, Piero Pelù e Sergio Sylvestre ricevendo premi e riconoscimenti anche internazionali come la vittoria al contest per le imprese sociali Open F@b.
Oggi del gruppo fanno parte una trentina di ragazzi/e, guidati dal 24enne Mirko Cazzato, già nella Top 10 del Global Student Prize nel 2021 e nelle Top 100 di Forbes Italia nel 2024, che ha unito il semplice movimento studentesco a un’ Impresa Sociale e Mabasta è diventata anche un’App per la prevenzione e il contrasto al bullismo.

Dal Modello Mabasta all’applicazione
Il Modello Mabasta è stato pubblicato ufficialmente sul sito del gruppo nel 2018. Si tratta di un vero e proprio protocollo, frutto del confronto diretto con studenti in tutta Italia, composto da sei azioni utili a prevenire, contrastare e potenzialmente debellare ogni forma di bullismo e cyberbullismo in età scolare. Uno strumento che negli ultimi anni è riuscito a coinvolgere oltre 1.000 scuole sul territorio nazionale e più di 90 mila studenti.
Mabasta App, la new entry, è “un’evoluzione naturale del Modello Mabasta perché – spiega il coordinatore del progetto Mirko Cazzato – vogliamo che le scuole non siano più realtà isolate, ma parte di una rete capace di collaborare, condividere esperienze e generare un impatto sempre maggiore”.
L’applicazione infatti mette in rete non soltanto studenti e scuole per affrontare l’argomento, bensì anche avvocati, psicologi e psicoterapeuti per accorciare le distanze tra chi vive una situazione di difficoltà e le professionalità che possono offrire aiuti. Sono previsti percorsi di sostegno sia per le vittime, attraverso supporto legale e psicologico, sia per chi compie atti di bullismo mediante percorsi di rieducazione e consapevolezza, realizzati con centri specializzati.

Il coinvolgimento diretto degli studenti e non solo
Mabasta App conta su una governance under 30 e 110 volontari di età compresa tra 14 e 18 anni, distribuiti nei tre hub di Lecce, Torino e Treviso assieme ad altri professionisti e volontari impegnati nella gestione del progetto, della community e le altre attività operative. L’elemento centrale della nuova piattaforma è il coinvolgimento diretto degli studenti.
I ragazzi delle scuole affiliate non sono semplici utenti ma diventano creatori di valori e protagonisti community potendo diventare tutor per i compagni più giovani. Inoltre l’applicazione punta a mantenere viva l’attenzione sul tema durante tutto l’anno scolastico con video, podcast e sfide realizzati dai ragazzi per i ragazzi.
Tra le funzionalità previste vi sono I Punti Empatia, che vengono assegnati per azioni positive e di aiuto verso gli altri; gli Status Badge dedicati alle classi debullizzate e l’accesso a esperti per ricevere supporto.
L’applicazione vuole anche valorizzare gli strumenti che già caratterizzano il modello Mabasta a partire dal MabaProf scelto dagli studenti quale docente referente; il MabaTest per lo screening anonimo del clima relazionale della classe; i Bullizziotti, studenti sentinelle; la Bullibox per le segnalazioni cartacee e il MabaDAD, il Digital Antibullying Desk.
La Mabasta App prevede inoltre il coinvolgimento di negozi e aziende locali che potranno offrire vantaggi e sconti agli studenti che adottano comportamenti virtuosi.
L’obiettivo è di creare un meccanismo nel quale le condotte positive producano anche concreti benefici coinvolgendo le imprese nel sostegno al benessere dei giovani e trasformandole in partner attivi delle comunità locali.



