Erano immagini di un matrimonio, di due ragazzi innamorati. Oggi sono diventate il simbolo di una tragedia che ha colpito un’intera comunità. Ancora in corso le ricerche per ritrovare Gabriella
Lei era arrivata dal Brasile. Lui era un ragazzo di Burano, pescatore per passione e per tradizione. Ora Sean è morto e Gabriella è dispersa nella laguna di Venezia.
Sui social, alla tv, in rete, scorrono fotografie di una felicità appena cominciata.
Scorrono le immagini di due ragazzi giovani e belli che si baciano nel giorno del loro matrimonio e che iniziano una nuova vita diventando una famiglia.
In alcune lui accarezza il ventre della sua giovane moglie, la loro sembra una felicità semplice e piena. Era il 12 giugno e la comunità di Burano era in festa.
Tre mesi dopo, la tragedia
Sean Michieli era uno di loro.
Un giovane pescatore che si alzava la notte per cercare esche e tirar su vongole.
Un ragazzo che aveva scelto per passione di continuare una tradizione di famiglia.
Gabriela Querino Ferreira arrivava dal Brasile. E a Burano ha fatto propria una vita molto diversa dalla sua, fatta di acqua, di isole, barene, barchini e pesca.
25 anni lui, 26 lei: si sono innamorati subito. E il 12 giugno si sono sposati.

Fino a quella data, la loro era una storia proiettata verso il futuro.
Dopo l’incidente nautico avvenuto alle 5.30 del 12 settembre, è diventata una tragedia che coinvolge tutta la città: Sean è deceduto. Gabriella è ancora dispersa tra le acque della Laguna.
Dal Brasile a Burano
Riavvolgere il nastro all’indietro li riporta a una vita che lei, che arrivava da una realtà completamente diversa, aveva imparato ad amare insieme a lui.
Gli amici raccontano che Gabriella aveva imparato a guidare il cofano e a raccogliere le esche. Che Sean era un pescatore di vongole, figlio di una realtà in cui il mare non è uno sfondo, ma è lavoro, identità, quotidianità. E che loro due erano diventati inseparabili.
Dal Brasile a Burano c’è una distanza enorme, non soltanto sulla carta geografica.
Eppure l’amore ha spesso questo modo un po’ folle di accorciare le distanze.
Lei aveva scelto Sean e con lui quella piccola isola, il lavoro sull’acqua, le uscite in barca, i ritmi della pesca. Sean, invece, aveva trovato in Gabriella qualcosa che lo aveva portato oltre i confini della sua isola. Si erano presi con passione.
E poi avevano fatto la cosa più bella che può fare una coppia quando crede nel futuro: avevano cominciato a costruirlo.
Lo scontro, il barchino affondato
Sabato 12 settembre, poco dopo le cinque del mattino, Sean e Gabriella sono usciti in barca.
Era il loro mondo di sempre: il lavoro, la laguna, le esche.
Ma nel buio, è arrivato lo scontro con un taxi acqueo nel canale di Tessera.
Sean è stato recuperato e trasportato all’ospedale dell’Angelo di Mestre con un gravissimo trauma cranico. Gabriella non c’era. Nelle prime ore, la speranza che non fosse salita quella notte a bordo e poi la certezza che fossero insieme. Come sempre.
Sean ha combattuto, ma non ce l’ha fatta: domenica 13 è mancato all’amore dei suoi cari.
Gabriella è ancora adesso, mentre scriviamo, al centro di una ricerca che da due giorni coinvolge sommozzatori, elicotteri, imbarcazioni che scandagliano la laguna e di una comunità intera che aspetta notizie, che vorrebbe che almeno lei avesse avuto un miracolo.
Con Sean non c’è stato: nelle ore dell’attesa tutta Venezia era con lui. Sui social messaggi di amici, conoscenti e di persone che magari non lo avevano mai incontrato, ma che hanno conosciuto il suo nome attraverso questa tragedia: tutti a tifare per quel giovane pescatore innamorato della sua donna e della vita. Poi, in serata, è arrivata la notizia peggiore. Sean non ce l’ha fatta.
È morto dopo le gravissime lesioni riportate nell’incidente.
Le ore passano. L’acqua non restituisce ancora il corpo di Gabriella e le possibilità di trovarla viva diventano sempre più remote.
Dirlo non significa smettere di cercarla. E non significa smettere comunque di sperare.
La si cerca con apprensione, come fosse una figlia. Perché chi l’ha conosciuta le ha voluto bene. Perché è la moglie di Sean. Perché è una ragazza di 26 anni. Perché è arrivata dal Brasile e ha costruito qui la sua vita. Perché aveva appena detto sì all’uomo che amava.
Burano non li lascia soli
A Burano Sean non è un nome arrivato dalla cronaca. È uno dei suoi ragazzi.
Uno di quelli che conoscono il peso delle reti, il rumore dei motori, l’odore della laguna.
Uno che il mare lo viveva davvero.
E Gabriella, ormai, era diventata parte di quella storia.
Aveva imparato il suo mestiere, i suoi gesti, i suoi ritmi.
Oggi il dolore è collettivo.
Sui social continuano a passare le loro fotografie: si piange, ci si commuove.
Con la consapevolezza che la tragedia non cancella quel che Sean e Gabriella sono stati: due ragazzi innamorati pronti a diventare una famiglia.
Consuelo Terrin



