Il sondaggio tra tour operator del settore: siamo almeno facili da accontentare
È un tipo di vacanza sicuramente non classico, ma, pur mancando una statistica specifica ufficiale, i dati sui flussi turistici verso mete-chiave come Kenya e Tanzania testimoniano come siano stati probabilmente molti più di quanto si pensi gli italiani che hanno scelto di trascorrere le proprie ferie facendo un safari.
Se, però, amiamo andare a vedere gli animali in Africa dal vivo, il sentimento non è propriamente ricambiato dai tour operator del settore. Il quadro che emerge dai sondaggi interni effettuati da www.safaribookings.com, il più grande mercato online per i safari africani, dipinge infatti gli italiani come i meno apprezzati durante i safari, tra molti difetti e pochi pregi.
Safari: i principali difetti dei turisti italiani
Secondo il giudizio espresso dagli oltre 400 operatori di safari africani interpellati dal più grande sondaggio del suo genere, nonostante un generale apprezzamento per i clienti di tutte le nazionalità, gli italiani si sono collocati all’ultimo posto tra le varie Nazioni.
Oltre il 18% degli operatori, per esempio, li trova fastidiosi o molto fastidiosi.
Ma non solo. Dalle risposte, raramente siamo in orario (sottolinea questo difetto ben il 22,83% degli operatori), siamo anche i più maleducati e spesso ignoriamo completamente le istruzioni delle guide (siamo al primo posto, in entrambi questi casi, con il 19,18% degli intervistati che ha segnalato queste problematiche). Ci salva, almeno in parte, la nostra facilità a essere accontentati.

La statistica viene confermata anche da un altro sondaggio simile svolto da SafariBookings.com, in questo caso su un campione più piccolo (192 partecipanti) di tour operator. In questo caso, solo l’1,3% degli interpellati ha indicato gli italiani come i turisti più educati, il 2,2% ci indica come quelli che spendono di più, mentre risaliamo al 7° posto (6,4% delle risposte) nella classifica delle Nazioni con i turisti più avventurosi e al 6° (7,6%) in quella delle migliori forchette.
I migliori turisti internazionali nei safari
I turisti dei safari più amati, al contrario, sono gli americani, con oltre l’85% degli operatori intervistati che li ha valutati come piacevoli o molto piacevoli. Nei vari aspetti presi in considerazione dal primo sondaggio, gli statunitensi primeggiano per generosità nelle mance (66,94%), per essere amichevoli (74,44%), per l’umorismo (46,11%) e per il rispetto delle usanze locali (47,5%).
Nella facilità a essere accontentati, gli americani scendono al 2° posto, e nell’essere in orario al 3°, con i tedeschi (61,54%) in vetta.
Quanto alle note negative, l’unica categoria che non vede primeggiare l’Italia è quella dei turisti maggiormente di manica stretta per quanto riguarda le mance. In questo caso, guidano gli olandesi (45,18%).
Il secondo sondaggio premia invece il Giappone come Nazione con i turisti più educati: il 21,1% delle indicazioni in tal senso è quasi il doppio del 10,6% della Norvegia, seconda. Dagli Usa arrivano invece i più generosi con le mance (29,5%) e i turisti che spendono di più (24%). I “safaristi” più avventurosi sono quindi ritenuti i tedeschi (21,1%) e gli indiani (18,7%) i più grandi bongustai.
Alberto Minazzi



