Dal 6 al 27 settembre il Museo della Centuriazione Romana del comune padovano ospita la mostra di Cristiano Urban
Correva l’anno 1987 quando il giovane Cristiano Urban ebbe il privilegio di iniziare a lavorare con Aldo Rossi, famoso architetto e teorico dell’architettura italiana, il primo italiano a vincere nel 1990 il Premio Pritzker Prize , seguito otto anni dopo da Renzo Piano, altro pilastro dell’architettura internazionale.
Appena due anni prima, nel 1985, Aldo Rossi aveva diretto la terza Mostra Internazionale d’Architettura di Venezia coinvolgendo anche alcuni comuni della terraferma, rendendoli conosciuti nel mondo.
Tra questi il Comune di Borgoricco, in provincia di Padova, dove dal 6 settembre apre la mostra di Cristiano Urban dedicata al grande Maestro milanese che, proprio in questa località, ha trovato ispirazione nella Centuriazione Romana per creare il Municipio, raffinata e monumentale opera architettonica e il Centro Culturale che porta il suo nome a cui fanno capo le realtà culturali del Comune quali il Teatro e il Centro Civico Aldo Rossi, il Museo di Centuriazione Romana e la Biblioteca.

”Momenti con Aldo Rossi 1987-1997”
Fotografie, disegni inediti, schizzi, grafiche e racconti costituiscono l’esposizione che celebra Aldo Rossi attraverso il ricordo di Cristiano Urban con il quale ebbe un rapporto quasi filiale.
Si può visitare nel Museo della Centuriazione Romana gratuitamente fino al 27 settembre da martedì a venerdì dalle 15.30 alle 19 e il sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.39 alle 19.30.
La mostra è curata dall’architetto Cristiano Urban ex allievo e collaboratore di Aldo Rossi e Federico Burbello, presidente dell’Associazione Eventi Artistici Treviso che ha promosso l’iniziativa, in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi.
Quando Aldo Rossi ridisegnò un paese: l’eredità di Borgoricco
“In un numero del New York Times” del 1990, anno in cui Aldo Rossi ricevette il Premio Pritzker Prize, c’è una foto del Municipio di Borgoricco, da lui progettato – racconta l’architetto Federico Burbello -. Rossi è stato un grande osservatore e studioso dei tessuti urbani e in questo Comune padovano ha lasciato traccia indelebile del suo pensiero: nel 1983 ha realizzato il Municipio, nel 1990 si è occupato del Piano particolareggiato del paese e nel 1997 ha iniziato la realizzazione del Museo, che fu ultimato da altri perché l’artista morì nel 1997 soli 66 anni per un incidente stradale”.
Municipio e Centro Civico di Borgoricco sono infatti tra le opere più significative di uno dei più grandi architetti e teorici del Novecento italiano.
L’architettura di Aldo Rossi
Le opere più famose di Aldo Rossi spaziano dall’architettura monumentale al design industriale.
Gli edifici mai nascono dal nulla, ma dal legame con la storia .
Tra i più conosciuti, il complesso Monte Amiata al Gallaratese (Milano 1968-1973), un lungo blocco residenziale ispirato alla tipologia della casa a ballatoio rurale; il cimitero di San Cataldo (Modena, dal 1971) caratterizzato da forme rigorose e colori intensi; il Teatro del Mondo (Venezia, 1979), un edificio galleggiante temporaneo in legno e acciaio alto 25 metri che riprende la forma dei campanili e dei fari; il Teatro Carlo Felice (Genova 1981-1990) e il Bonnefantem Museum d’arte contemporanea a Maastricht, nei Paesi Bassi. Oltre al suo celebre rapporto per il design con Alessi.
Dal foro romano a Palladio: così Aldo Rossi reinventò il cuore di Borgoricco
Nella metà degli anni Ottanta l’amministrazione comunale di Borgoricco lo scelse per ridisegnare il cuore del paese.
“Il complesso rilegge la storia e la morfologia del Veneto e dell’Alta Padovana – spiega Federico Burbello – . Trae ispirazione dalle ville palladiane con un corpo centrale e ali laterali, dal foro romano, dalla Centuriazione e dalle tradizionali fornaci padane, come evoca la ciminiera sul retro. Il soffitto della Sala Consiliare del Municipio, che riproduce la carena di una nave rovesciata, richiama il celebre Palazzo della Ragione di Padova, mentre il Centro Culturale Aldo Rossi è il punto di riferimento per la vita pubblica”.
“Il lavoro di Aldo Rossi – prosegue l’architetto – si caratterizza per l’uso degli archetipi geometrici primari– cerchio, quadrato e triangolo – forme cariche di significato simbolico, visivo e spirituale.

A quasi trent’anni dalla sua scomparsa – conclude Burbello – a renderlo ancora attuale è la trasmissibilità della sua architettura. Avendo fatto il professore, tra l’altro, ha creato generazioni di architetti”.
Aldo Rossi visto da vicino: gli scatti e i disegni di Cristiano Urban
Cristiano Urban e Aldo Rossi erano legati da un rapporto professionale e una comune attenzione per la dimensione visiva e documentaria dell’architettura.
Urban ha lavorato nello studio di Rossi , seguendo da vicino i progetti e i cantieri e fotografando il Maestro in momenti clou della sua attività nell’ultimo decennio della sua carriera.
Le fotografie di Cristiano Urban, esposte anche nella mostra “Momento con Aldo Rossi 1987-1997” fanno parte del patrimonio visivo conservato in importanti archivi e collezioni dedicate a Rossi, come al MAXXI.
In esposizione ci sono anche disegni di Cristiano Urban del Gran Teatro La Fenice di Venezia come la immaginava Aldo Rossi: non “come era, dove era” ma ex novo, dove i protagonisti erano le persone.
Silvia Bolognini







