L’annuncio del Mit: la norma è pronta, si attende solo lo sblocco dei fondi. Ecco a chi sarà riservata la misura
È uno dei grandi drammi legati alla separazione tra coniugi.
“Troppo spesso, quando l’ex abitazione viene assegnata all’altro genitore, chi rimane senza casa va incontro ad una serie difficoltà economiche” ammette il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, annunciando l’imminente via a un’importante novità.
“La norma per istituire il fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati con figli a carico, non assegnatari dell’abitazione familiare, è pronta”, riporta il comunicato ministeriale, in cui si precisa che “il Mit ha inviato al Ministero dell’Economia e delle Finanze una nota per sbloccare i fondi e far partire quanto prima il contributo”.
Il sostegno abitativo ai genitori separati
Secondo le stime del Ministero, a usufruire del nuovo contributo per la casa saranno almeno 5 mila beneficiari già nei prossimi mesi. Complessivamente, la misura potrà contare su uno stanziamento di 60 milioni in 3 anni. E, in concreto, il supporto ai genitori si tradurrà in una somma massima individuale di 6 mila euro annui, non cumulabile con altri sussidi per l’affitto.
L’importo erogato, per il quale andrà presentata domanda online, servirà a pagare il 50% delle spese di affitto per la casa dei genitori separati o divorziati in possesso di alcuni requisiti.
Ovvero almeno un figlio a carico, la regolarità nei versamenti dell’assegno di mantenimento e un reddito annuo che non superi i 35 mila euro. Quest’ultimo parametro si baserà sull’Irpef e non sull’Isee.
Ancora, il beneficiario non dovrà possedere un immobile entro un raggio di 50 km dalla vecchia abitazione e dovrà sottoscrivere un regolare contratto d’affitto. “Una volta che il Mef avrà sbloccato le risorse previste – conclude il Mit – la priorità verrà data alle regioni con più genitori separati o divorziati e con una maggiore emergenza abitativa”.

L’ampliamento dei congedi
Il provvedimento conferma come la famiglia sia tra le priorità del Governo.
L’ultima Legge di Bilancio ha introdotto anche novità sul fronte dei congedi parentali e sui congedi per malattia dei figli.
I congedi parentali facoltativi possono infatti ora essere goduti dai lavoratori dipendenti pubblici e privati fino ai 14 anni di età del figlio rispetto ai precedenti 12.
Il periodo di congedo, assicurato a entrambi i genitori, anche in contemporanea, è di 10 mesi complessivi, che possono arrivare a 11 se il padre usufruisce di almeno 3 mesi continuativi o frazionati.
L’indennità è pari all’80% per i primi 3 mesi (da richiedere entro i 6 anni del figlio) e del 30% per il periodo successivo.
Quanto al congedo di malattia del figlio, si è invece passati da 5 giorni fruibili entro gli 8 anni di età del figlio a 10 giorni entro i 14 anni del minore.
Il diritto inizia a decorrere dal giorno successivo al compimento del terzo anno di età, spetta a ciascun genitore (10 giorni per uno, ma fruibili alternativamente) e non prevede indennità, ma solo la garanzia del versamento dei contributi previdenziali.
Alberto Minazzi



