Il Governo annuncia il cambio di strategia per favorire il rinnovo del parco automobilistico italiano
Rispetto a molti altri Paesi europei, l’Italia ha un parco automobilistico molto più vecchio.
Ma i risultati prodotti dalle misure messe in campo finora dal nostro Governo, che ha puntato per il rinnovo sui cosiddetti “ecobonus” per favorire l’acquisto di veicoli a basse emissioni in linea con le strategie europee, sono stati tutto sommato contenuti.
Una delle spiegazioni di questo successo limitato si lega al fatto che comprare una nuova auto, tanto più in un periodo di difficoltà economiche come questo, si traduce per le famiglie in una nuova spesa che richiede una liquidità spesso non disponibile e comunque troppo importante da sostenere.
Il Governo ha dunque deciso di provare a introdurre una nuova strategia, puntando sul noleggio agevolato.
Ed è un noleggio che si può ben definire “sociale”, quello a lungo termine previsto nel programma promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, contenuto nel decreto ministeriale recentemente presentato.
99 euro al mese
Con 99 euro al mese, Iva compresa, le famiglie con un Isee inferiore a 30 mila euro potranno infatti usufruire prossimamente della misura.
Nel canone mensile, precisano Aci e Ministero, rientra anche la copertura assicurativa, così come, a quanto risulta, saranno compresi anche manutenzione ordinaria e straordinaria, soccorso stradale e auto sostitutiva in caso di eventi eccezionali, oltre ai costi di messa su strada e immatricolazione.

Noleggio sociale: le condizioni principali
Il requisito reddituale è solo la prima delle condizioni previste per cui le sole persone fisiche (non, dunque, i professionisti o le imprese) potranno usufruire dell’opportunità, il cui programma, che sarà gestito dall’Aci, rientra nel più ampio Dpcm Automotive del 10 giugno 2026.
Occorre, per esempio, sottoscrivere un contratto di noleggio con una durata minima di 36 mesi, con una scelta del modello limitata alle auto che saranno messe a disposizione, dopo averle acquistate, da parte dell’Aci.
E c’è anche un limite di utilizzo annuo: massimo 12 mila km.
Deve poi trattarsi di un’auto nuova, immatricolata in Italia, di classe almeno “Euro 6”, non necessariamente elettrica ma con emissioni fino a 135 grammi di CO2 al km. È richiesta inoltre la rottamazione di un auto di categoria fino a “Euro 4” che il richiedente o un familiare convivente deve possedere da almeno un anno.

Gli altri aspetti della misura
Il programma prevede una sperimentazione fino al 30 giugno 2030, mentre l’operatività concreta della misura, secondo quanto riporta la rivista ufficiale dell’Aci, dovrebbe partire più probabilmente nel 2027 piuttosto che nel 2026, in considerazione dei tempi della gara europea e dell’organizzazione dello sportello dedicato, ancora in via di definizione. Le domande dovranno essere infatti presentate solo attraverso questa via telematica.
La dotazione complessiva è al momento prevista in 50 milioni di euro, anche se il ministro Adolfo Urso ha già annunciato che, in caso di successo (l’obiettivo fissato nella prima fase è di 3 mila vetture), il Governo intende aumentare le risorse e rendere strutturale la misura. Pur essendo stato definito il quadro della misura, la procedura operativa non è al momento completamente disponibile. Le graduatorie seguiranno però l’ordine cronologico, con la logica del “click day”. Infine, al termine dei 36 mesi, il beneficiario potrà scegliere se riconsegnare l’auto o acquistarla con uno sconto del 10% sul valore residuo di mercato.
Alberto Minazzi



