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Il Redentore visto dal cielo: esiste una seconda Venezia sopra i tetti

Il Redentore visto dal cielo: esiste una seconda Venezia sopra i tetti

Mentre le prenotazioni per gli spazi in barca vanno rapidamente esaurendosi, le rive si organizzano con accessi regolati e le tavolate del Redentore entrano nella macchina organizzativa della festa, a Venezia si preparano posti privilegiati

Sabato sera Venezia guarderà il cielo.
Ma non tutti avranno lo stesso punto di vista.
C’è chi sarà in fondamenta, chi in barca, chi in un ristorante.
E chi salirà un’ultima rampa di scale e vedrà i fuochi dall’altana.
Una tribuna “d’onore” che non ha biglietti o prenotazioni, che non compare nelle mappe turistiche e che non risulta nemmeno censita (quante sono le altane a Venezia? Nessuno pare saperlo con precisione) ma che sarà un luogo di eccellenza per la “notte famosissima”, quella della Festa del Redentore.
Mentre in pochi giorni le prenotazioni degli ormeggi dai quali poter assistere allo spettacolo pirotecnico sono andate a ruba (sono circa 30 mila a oggi) e i sistemi hanno registrato migliaia di prenotazioni per l’accesso alle aree più gettonate della città, i veneziani che hanno la fortuna di avere un’altana stanno preparando questi spazi aperti sopra i tetti a ricevere amici e parenti al di fuori dalla folla.

Un pezzo di cielo che offre una vista inedita della città

Quello sulle altane è “l’altro Redentore” di Venezia.
E’ quello a due passi dal cielo e a pochi metri dai fuochi, lontano dal rumore della calca e immerso in una dimensione più intima. E dire quasi sospesa non è un eufemismo.
Le altane, queste terrazze lignee che spuntano dai tetti delle case veneziane, diventano per una notte piccoli belvedere privati sullo spettacolo dei colori che esplodono sopra il Bacino di San Marco.
Qui il Redentore si vive con un ritmo diverso: si apparecchia una tavola, si stappa una bottiglia, si aspettano gli amici mentre il sole scende e Venezia lentamente cambia volto, si anima, si riempie di persone, di imbarcazioni, di luci e di musica.
Il ponte votivo che attraversa il canale della Giudecca si affolla, le barche iniziano a occupare la laguna, le rive si trasformano in tavolate improvvisate, le famiglie preparano cene che hanno il sapore della tradizione: pasta e fasioi, sarde in saor, bovoleti, anguria, vino fresco aspettando i fuochi.


Quando a mezzanotte iniziano i primi scoppi e il cielo sopra la laguna si illumina, chi è lassù non vede soltanto uno spettacolo pirotecnico. Vede Venezia dall’interno, con la sensazione rara di avere per qualche minuto un’intera città sotto gli occhi e un intero cielo sopra la testa.

Le altane disegnano una Venezia verticale

Le altane sono oggi un lusso a Venezia.
Nate come anonimi spazi esterni della vita quotidiana dove stendere il bucato, sono diventate un privilegio panoramico.
Terrazze sospese che diventano eleganti estensioni del salotto di casa, sale da pranzo (e cene) estive, solarium.
Saranno centinaia? Di più?
Un numero preciso non siamo riusciti a trovarlo ma un dato è certo: sopra i tetti di Venezia esiste una seconda città fatta di legno, tegole, camini e piccoli giardini verticali e invisibili ai più.
La notte della festa, ogni altana diventa magia. E offre una prospettiva che nessun biglietto può comprare.

La festa più veneziana di tutte

Il Redentore nasce nel 1577, come voto religioso dopo la peste che aveva colpito la città e come una promessa di ringraziamento che è stata mantenuta nei secoli.
Ancor oggi è un rito collettivo. Ma ogni generazione la reinventa.
Anche trasformandola in una condivisione “privata” sopra i tetti della città: una cena per pochi intimi, un’immagine virata sui social, un’esperienza diversa.

Consuelo Terrin

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