Non salvano solo vite: sempre più quattrozampe vengono addestrati per missioni che fino a pochi anni fa sembravano impensabili
Quando contribuiscono a salvare una vita è giusto considerarli degli eroi. Ma quelli che svolgono molti cani nell’estate italiana sono prima di tutto dei veri e propri lavori con i quali si mettono al nostro servizio.
E se, da quasi quarant’anni, siamo abituati a vedere i nostri amici quattrozampe svolgere sulle spiagge il proprio compito di bagnini, le specializzazioni canine, in riva al mare e non solo, ultimamente si sono sempre più diversificate.
Non dobbiamo dunque stupirci di fronte alla storia di Bee, il cane che scova la plastica dispersa dell’ambiente. O a quella di Brum Brum, una delle 4 “tarta dog” che affiancano Legambiente nella tutela delle Caretta caretta.
Bee, il “cacciatore di plastica”
L’innovativo progetto “recycling dog”, che vede come grande protagonista un giovane labrador retriever nero di 4 anni, è stato lanciato nel 2023 dal comune di Castelbuono, piccola realtà palermitana con meno di 8 mila residenti nella zona montana delle Madonie, distante un centinaio di km dal capoluogo siciliano.
Una realtà che già nel 2007 aveva impiegato gli animali, in quel caso asine, per la raccolta differenziata nel centro medievale.
Dopo un addestramento di 18 mesi per fiutare e recuperare i materiali plastici abbandonati nell’ambiente non intercettati con i sistemi di raccolta tradizionali, in 3 anni Bee ha recuperato circa 200 kg di questi rifiuti, più di 600 contenitori, perlustrando oltre 800 km di boschi e contrade, scarpate e torrenti, come ha raccontato il suo conduttore, Pietro Gentile. Una missione che si ripete 3 volte a settimana nelle ore mattutine, prima dell’arrivo dei turisti.

Allevato e addestrato come cane da supporto per accompagnare persone con fragilità insieme ad altri 4 labrador retriever diventati cani da assistenza, da interventi assistiti e da supporto emotivo per i disabili, Bee è stato scelto tra i suoi fratelli e sorelle per la grande attitudine mostrata fin da cucciolo nel raccogliere e riportare oggetti, stimolandolo a collaborare nella raccolta della plastica, consegnandola ai piedi del suo conduttore.
Brum Brum, l’amica delle tartarughe
Spostandoci sulla costa, risale al 2023 anche il lancio dell’iniziativa dei tarta dog da parte di Legambiente, in collaborazione con l’Ente nazionale cinofilia italiana, per la realizzazione dell’attività prevista dal progetto Life Turtlenest, cofinanziato dell’Unione Europea. Attiva dall’estate successiva, l’attività conta su 4 unità, formate da un conduttore e un cane, tra cui 2 labrador (un maschio e una femmina), un pastore olandese e una springer spaniel.
Quest’ultima è Brum Brum, che svolge il suo servizio mirato alla conservazione della tartaruga marina Caretta caretta in particolare nel Sud Italia, per esempio in Cilento o in Calabria. Grazie al suo fiuto, la cagnolina riesce ad annusare tracce non percepibili dall’uomo, localizzando e quindi indicando al suo conduttore, senza scavare, la localizzazione sotto la sabbia di nidi contenenti uova, consentendo in tal modo la delimitazione del sito per evitare danneggiamenti.
L’addestramento dei tarta dog avviene con la cosiddetta tecnica della “detection”, ovvero lo sviluppo della capacità di ricercare, riconoscere e segnalare odori specifici. Un lavoro reso più complicato dal fatto che i nidi, che possono ospitare fino a un centinaio di uova, sono sotterranei. E il loro odore, spiegano gli esperti, cambia a seconda della diversa profondità, del tempo trascorso dalla deposizione delle uova, della temperatura e dell’umidità del terreno.

Sics, l’esercito di 400 cani-bagnini
Una rete ancor più ampia e diffusa su tutto il territorio nazionale, e apprezzata anche negli Usa, è infine quella dei 400 cani inseriti in squadre di salvataggio in mare sulle spiagge italiane. Contraddistinti da un imbrago galleggiante di color giallo fluorescente, si calcola che i cani della Scuola italiana cani salvataggio (Sics), che lavorano in stretta sinergia con la Guardia costiera e i bagnini umani, riescano a salvare ogni anno dall’annegamento tra le 20 e le 30 persone.
L’istinto di questi cani-bagnini, sviluppato anche attraverso un addestramento specifico che può durare anche 18 mesi, è quello di gettarsi in acqua, lanciandosi nel caso anche da un elicottero, appena si accorgono di una situazione anormale legata a una persona che si trova in difficoltà in acqua. In molti casi questo avviene infatti senza che il bagnante riesca a lanciare segnali d’allarme e richieste d’aiuto con la propria voce o agitandosi con il corpo in maniera particolare.

La Sics fu fondata, nel 1989, da Ferruccio Pilenga dopo un evento personale: il salvataggio della figlia, che stava rischiando di annegare nel lago d’Iseo, da parte di Mas, il terranova di famiglia. La Scuola fu riconosciuta ufficialmente nel 1996 dal Corpo delle Capitanerie di Porto, che autorizzarono l’integrazione dei servizi di salvataggio di tutta Italia con unità cinofile. E, dal 2015, i cani-bagnino sono regolarmente imbarcati sulle motovedette della Guardia costiera.
Alberto Minazzi



