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Autovelox e monopattini: la strada cambia volto

Autovelox e monopattini: la strada cambia volto

Da domenica 12 in vigore il decreto sull’omologazione dei dispositivi di rilevazione di velocità, da giovedì 16 l’obbligo di assicurazione per monopattini elettrici

Sia chiaro: per vedersi cancellare una multa per eccesso di velocità comminataci attraverso l’uso di un dispositivo autovelox non in regola servirà comunque un ricorso.
Ma, da domenica 12 luglio 2026, su questo fronte è iniziata una nuova epoca, attesa dagli automobilisti addirittura 34 anni.
Tanto è infatti passato dalla previsione del Codice della strada del 1992 e l’entrata in vigore del decreto ministeriale che regola omologazione, taratura e controlli degli apparecchi elettronici per massimizzare la sicurezza stradale.
E le novità sulla strada di questo luglio non finiscono qui. Da giovedì 16, dopo la proroga concessa dal Governo su richiesta degli assicuratori dell’Ania, scatta infatti l’obbligo, per circa un milione di privati proprietari di monopattini elettrici, di coprire i propri mezzi con un’assicurazione per i danni arrecati a terze persone.

La “patente di affidabilità” degli autovelox

La soluzione entrata ora in vigore prevede l’omologazione automatica di circa 3 mila apparecchi di 25 modelli (elencati espressamente nell’Allegato B del decreto) impedendo la possibilità dell’utilizzo degli altri per emettere multe valide.

autovelox
Si calcola che siano circa 850, in tutta Italia, i dispositivi da spegnere. Per questi, gli enti possono comunque richiedere l’omologazione, anche se le nuove regole contengono stringenti criteri matematici per valutarne l’efficienza attraverso i collaudi sul campo. Non è infatti più sufficiente la semplice rilevazione affidabile della velocità.
Le operazioni effettuate da un autovelox sono molteplici, andando dalla rilevazione del passaggio del veicolo alla misurazione della sua andatura, dallo scatto di una fotografia nitida all’identificazione della targa e al riconoscimento della tipologia del mezzo. Per ottenere quella che è stata definita “patente di affidabilità” i dispositivi non dovranno dunque scendere sotto alcune soglie.

Autovelox, nuovi standard

Il decreto prevede così che l’autovelox sia in grado di intercettare e registrare il passaggio di almeno il 90% dei veicoli nei flussi di traffico, di garantire un’accuratezza dal 95% in su sia nell’abbinare correttamente la velocità a 2 o più veicoli che viaggiano affiancati, sia nella capacità del software di “leggere” correttamente numeri e lettere delle targhe.
Il dispositivo deve quindi essere capace di riconoscere autonomamente il tipo di mezzo, ai fini dell’applicazione del corretto limite di velocità, in almeno 90 casi su 100 e di oscurare automaticamente i volti di guidatore e passeggeri per la tutela della privacy. Il limite di scarto nella misurazione rispetto a uno strumento campione tollerato nei test non può infine superare il 3%, pur restando nella pratica, a favore del cittadino, la soglia del 5%.

Le multe: cosa c’è da sapere

Il nodo della questione, del resto, rimane sempre quello delle multe. I cui importi, va chiarito, non variano con l’entrata in vigore del decreto. Così come è escluso ogni effetto retroattivo su sanzioni già elevate o giudizi pendenti. Mentre, per quel che riguarda le multe future, la nullità non è automatica, ma è necessario presentare un ricorso, in alternativa entro 30 giorni dalla notifica al giudice di pace o 60 al prefetto.
Sarà poi quest’ultimo a decidere se sussista effettivamente l’illegittimità della sanzione. Per questo, chi intende ricorrere deve innanzitutto recuperare, dal verbale o attraverso l’accesso agli atti amministrativi, l’indicazione relativa al decreto di omologazione dell’apparecchio usato, verificando poi l’inserimento nell’Allegato B o una successiva omologazione specifica.
Va infine ricordato che, indipendentemente dall’eventuale illegittimità della multa legata alla mancata omologazione dell’autovelox, il suo pagamento, anche in misura ridotta, di regola preclude la possibilità di presentare un ricorso per contestare la sanzione.

L’assicurazione dei monopattini

L’altra imminente novità in arrivo sulle nostre strade è quella che riguarda i monopattini elettrici. In merito alla loro assicurazione obbligatoria, ci sono alcuni aspetti da chiarire.


Per garantire la copertura di danni arrecati durante la guida, come lesioni a pedoni o ciclisti o danni ad altri veicoli, non è sufficiente una polizza generica di responsabilità civile del capofamiglia.
Per essere ritenuta valida, sottolinea Assoutenti, l’assicurazione deve riportare gli estremi del contrassegno identificativo del monopattino. L’importo di una polizza base di questo tipo varia tra i 35 e i 55 euro, con punte di 150 in caso di aggiunta di garanzie accessorie, per cui si stima una spesa complessiva totale di circa 50 milioni annui da parte dei proprietari. E chi non adempie è passibile di una multa tra 100 e 400 euro.
Quanto al risarcimento, le norme, in attesa del monitoraggio dei costi effettivi fissato in 2 anni dall’entrata in vigore del sistema, non prevedono per ora il sistema dell’indennizzo diretto. Sarà il danneggiato, cioè, a dover richiedere la somma all’impresa assicuratrice del responsabile civile e non alla propria compagnia.

Alberto Minazzi

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