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Piano casa, il governo accelera: cosa cambia per giovani e famiglie

Piano casa, il governo accelera: cosa cambia per giovani e famiglie

Oltre 100 mila alloggi, affitti calmierati e mutui garantiti: le misure del Piano Casa in arrivo

Il governo accelera sull’emergenza abitativa.
Il Piano Casa, approvato dal Consiglio dei ministri il 30 aprile e poi trasformato in decreto-legge il 7 maggio, è ormai alle battute finali.
Dopo il via libera della Camera, il testo è passato al Senato per l’ultimo esame, dove il governo ha scelto di mettere la fiducia per velocizzare i tempi.
Il 6 luglio, infatti, scade il limite temporale entro il quale completare l’approvazione definitiva che renderà a tutti gli effetti legge questo provvedimento.
Il Piano mira ad aumentare le case disponibili e a rendere un po’ più accessibile il mercato degli affitti, soprattutto per giovani coppie e lavoratori che oggi fanno sempre più fatica a sostenere i costi delle città.
“La casa non è un lusso ma un bene fondamentale – ha detto Giorgia Meloni – Il Piano casa è un progetto molto articolato sul quale noi investiamo più di 10 miliardi di euro puntando a rendere disponibili oltre 100 mila alloggi in 10 anni tra case popolari e case a prezzi calmierati”.

Recuperare il patrimonio immobiliare

Il governo punta prima di tutto a recuperare il patrimonio pubblico già esistente.
In Italia, infatti, decine di migliaia di appartamenti popolari risultano inutilizzabili perché degradati, privi di manutenzione o non a norma.
Il Piano prevede di rimettere in funzione circa 60 mila alloggi oggi sfitti, attraverso un programma straordinario di riqualificazione finanziato con risorse pubbliche e gestito con procedure più rapide.

I tre pilastri del piano

Il Piano si regge su tre pilastri.
Il primo contempla il recupero di immobili pubblici inutilizzati attivando così anche il rilancio dell’edilizia residenziale e la possibilità, in alcuni casi, di “consentire agli assegnatari di riscattare gli alloggi in cui vivono”.
Il secondo riguarda l’introduzione dell’ “housing sociale”, ossia di case assegnate con canoni d’affitto più bassi rispetto a quelli del mercato immobiliare a favore dei cittadini che guadagnano troppo per ottenere una casa popolare ma troppo poco per affrontare gli affitti delle grandi città.
Il terzo pilastro punta invece a coinvolgere gli investitori privati, offrendo iter autorizzativi più veloci in cambio della realizzazione di abitazioni da affittare o vendere a prezzi calmierati.

Case popolari e case a prezzi calmierati

Accanto alle case popolari, con affitti legati al reddito, ci saranno case a prezzi calmierati per le giovani coppie “perché senza una casa è difficile costruire una famiglia e senza famiglia non può esserci una nazione prospera e vitale”, ha spiegato la premier.
Una quota degli alloggi recuperati sarà destinata alle forze dell’ordine, è stato rifinanziato il fondo per gli studenti universitari fuori sede ed è stato ampliato l’accesso prioritario al Fondo di garanzia per la prima casa anche alle persone con disabilità.

Spese ridotte per l’acquisto

Il provvedimento contiene anche misure dedicate a chi vuole acquistare la prima casa.
Che potrà essere avvantaggiato non solo dall’introduzione di garanzie pubbliche sui mutui ma anche su una riduzione dei costi legati alla compravendita, a partire dalle spese notarili.

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