Case, investimenti e residenti: la sfida di Venezia nel nuovo boom immobiliare italiano. Dove il paradosso non manca
“L’edilizia non è solo costruire, ma è un indicatore della salute economica e sociale della città, e persino l’applicazione della democrazia: il diritto alla casa, il diritto di vivere bene”.
È una visione ampia, quella proposta dal consigliere comunale con delega Unesco e Politiche energetiche Massimiliano De Martin, intervenuto al Focus Veneto 2026 organizzato da Aspesi a Mestre.
Un incontro dedicato all’andamento del mercato immobiliare nelle province di Venezia, Padova, Treviso e Verona e al tema della rigenerazione urbana, nel quale Venezia è stata indicata come esempio di una strategia perseguita negli ultimi undici anni.
“Partiamo dal principio che l’edilizia genera un’economia reale, è una grande filiera, fatta di progettisti, imprese, fornitori, trasporti e servizi finanziari; produce lavoro diffuso e sostiene economie locali e dei territori limitrofi – ha spiegato De Martin -. Quando si ferma, si fermano gli investimenti e i servizi, e ciò può significare immobili vuoti, degrado, perdita di residenti e desertificazione commerciale”.
E’ sulla base di queste considerazioni che Venezia, negli ultimi 11 anni, ha sottolineato De Martin, ha mobilitato quasi 2 miliardi di euro tra investimenti pubblici e privati.
Con una particolare attenzione al recupero del patrimonio esistente perché “ oggi costruire non significa consumare suolo ma rigenerare. E quando una città costruisce e investe sta dicendo che crede nel futuro”.

Il boom del mattone e il paradosso degli affitti
Il dibattito veneziano si inserisce in un momento favorevole per il mercato immobiliare italiano.
Secondo il primo Rapporto sul mercato immobiliare 2026 di Nomisma, il settore residenziale ha consolidato la ripresa già avviata nel 2025, secondo gli esperti del settore “il migliore degli ultimi 50 anni per le compravendite”.
E il 2026 potrà andare ancor meglio visto che le stime registrano entro fine anno circa 780 mila compravendite.
La domanda d’acquisto infatti sale, i tempi di vendita sono diventati più rapidi, i mutui più facili e i prezzi sono in crescita.
Il primo trimestre 2026 già registra un aumento del 4% .
Un trend positivo che si specchia anche nel mercato immobiliare veneto, che nel 2025 ha registrato 67 mila compravendite e che ha iniziato bene il 2026, con 5 mila immobili già venduti.
Il paradosso riguarda gli affitti: si vendono e si comprano più case, ma risulta sempre più difficile trovare abitazioni in locazione.
Ovunque.
In questo scenario, i progetti di edilizia pubblica e rigenerazione urbana avviati a Venezia assumono un significato che va oltre i confini cittadini. La sfida non è infatti soltanto recuperare edifici o valorizzare il patrimonio esistente, ma, ha spiegato ancora De Martin, capire se la crescita del mercato riuscirà a tradursi anche in una maggiore possibilità di abitare le città, evitando che l’aumento dei valori immobiliari finisca per allontanare i residenti.
Venezia rilancia la sfida della rigenerazione
Ad aprile il Comune di Venezia ha presentato tre progetti di edilizia residenziale pubblica e rigenerazione urbana per un investimento complessivo di 9 milioni di euro nel biennio 2026-2027, dichiarando di voler intervenire non solo sugli ma sui quartieri nel loro insieme.
I lavori si concentrano soprattutto su Gazzera, Marghera e centro storico di Venezia.
Alla Gazzera, in via Postumia, è previsto il recupero di un edificio degli anni Sessanta con il riatto degli alloggi sfitti, l’ampliamento dei balconi e la sistemazione degli spazi esterni con aree comuni e orti urbani.
A Marghera, in via Case Nuove, è prevista invece la riqualificazione di sei edifici e oltre quattromila metri quadrati di spazi aperti, con nuovi percorsi pedonali, verde pubblico e una diversa organizzazione della viabilità.
Più radicale l’intervento in via del Lavoratore, dove tre fabbricati saranno demoliti per fare posto a una nuova palazzina con venti appartamenti e sei alloggi destinati al co-housing, integrati da un nuovo parco urbano.
Nel 2027, inoltre, 3,3 milioni di euro saranno destinati al recupero di quaranta appartamenti nel centro storico di Venezia.
“Con una spesa prevista di 9 milioni di euro non solo si recupereranno case pubbliche, ma si restituiranno alla collettività spazi nuovi e rinnovati con un effetto virtuoso di area vasta”, ha spiegato il presidente di Insula, Fabio Raschillà, parlando di un progetto capace di riqualificare «non solo case ma luoghi”.
Consuelo Terrin



