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Il muro sul mare: la spiaggia di Trieste che divide uomini e donne torna a far discutere

Il muro sul mare: la spiaggia di Trieste che divide uomini e donne torna a far discutere
Stabilimento La Lanterna @Comune di Trrieste Servizio Informazione Istituzionale e Open Government

A Trieste esiste una spiaggia unica in Europa dove uomini e donne sono separati da un muro alto 3 metri. In questi giorni di caldo è tornata alla ribalta dopo un episodio che ha riacceso curiosità e polemiche

Da una parte gli uomini, dall’altra le donne. E in mezzo un’idea di pudore che viene da lontano, ma mantenuta e resa concreta da un muro. Alto 3 metri, lungo per 74, invalicabile.
Che in questi giorni di caldo fa discutere e torna a incuriosire.
A Trieste, infatti, c’è una spiaggia che non ha eguali in Europa.
Non perché sia particolarmente bella, né cara o di tendenza.
Fa discutere perché è l’unica in cui uomini e donne non possono stare insieme.
E’ così dalla fine dell’Ottocento, quando la città era ancora sotto l’Impero asburgico e l’idea di esporre il proprio corpo all’altro sesso era considerata poco opportuna.
Un’idea che resta il perno identitario di questa spiaggia che accoglie ancor oggi migliaia di ingressi al giorno a fronte di un biglietto che costa poco più di un simbolo.

spiaggia
La Lanterna@frame del film “L’ultima spiaggia”

Il “Pedocin”di nuovo sotto i riflettori, questa volta non del cinema

Uomini da una parte del muro, dunque, donne dall’altra.
Oggi come ieri. Tutto tranquillo per anni. Finché lo stabilimento “La lanterna”, da tutti noto semplicemente come il “Pedocin”, è tornato alla ribalta della cronaca.
E’ accaduto ieri, per un episodio verificataosi in spiaggia tra richiami al rispetto delle regole storiche e accuse di discriminazione quando una coppia di turisti ha provato a infrangere il blocco del muro.
Nulla di grave sul piano fisico, ma abbastanza per riportare il Pedocin al centro del dibattito pubblico, tra chi lo difende come patrimonio identitario e chi lo considera un’anomalia fuori dal tempo. O, come ha accusato la coppia, un retaggio del Medioevo.

Oggi come allora, la spiaggia che “divide”

La particolarità del “Pedocin” è proprio quella di essere rimasto esattamente come durante la dominazione asburgica del 1800.
Stessa struttura, medesimo muro e uguali modalità di gestione.
Tanto da essere l’unica spiaggia in Europa divisa esattamente a metà.

donne ai bagni @L’ultima spiaggia


Un’antica usanza che, vista l’affluenza e la durata nel tempo, è apprezzata dai triestini e che risulta oggi letta con un’accezione diversa, soprattutto dalle donne che si sentono più libere trascorrendo una giornata al mare in questo particolare stabilimento.
Al “Pedocin” si può girare in topless lontano dagli sguardi maschili, prendere il sole in relax senza pensare ai chili di troppo o alla cellulite, intrattenersi con le amiche. E le donne di religione musulmana possono indossare il loro costume integrale burkini.
In spiaggia un muro bianco divide i due sessi e prosegue anche in mare impedendo ogni forma di contatto e promiscuità.
Gli unici maschi che possono stare nel settore femminile sono i bambini di età inferiore ai 12 anni con le loro madri.

La particolarità che decreta il successo

Il “Pedocin” resta aperto tutto l’anno, nei mesi invernali per l’elioterapia. E gli ospiti arrivano da ogni dove: oltre a triestini sono serbi, russi, albanesi.
Lo stabilimento balneare “La Lantera Pedocin” fu costruito sotto il dominio austriaco quando, per evitare che le famiglie fossero costrette ad allontanarsi troppo dalla città per godere di una giornata in spiaggia, il Comune di Trieste edificò dei bagni in centro tra i quali questo.
Inizialmente la divisione tra maschi e femmine era segnata solo da uno steccato che fece poi posto al muro di mattoni tuttora esistente. Lo stabilimento era molto frequentato all’inizio del XX secolo. Il nome “Pedocin“, ovvero piccolo pidocchio nella lingua triestina, si deve probabilmente proprio all’ammassarsi dei bagnanti sul ristretto fazzoletto di terra.
Nel 2016 è stato raccontato nel film “L’ultima spiaggia” diretto da Thanos Anastopoulos e selezionato tra le proiezioni speciali dalla 69esima edizione del festival di Cannes.

spiaggia
La Lanterna parte maschile @L’ultima spiaggia

Al mare in Italia negli anni Cinquanta e Sessanta

Certo è che lo stabilimento balneare che divide le donne dagli uomini riporta indietro negli anni, quando la vacanza era un lusso che pochi potevano permettersi.
Sul finire degli anni Cinquanta solo il 13% della popolazione italiana poteva andare in villeggiatura.
Allora, a Roma ci si accontentava magari di tuffarsi nelle acque del Tevere o di prendere il sole sulle terrazze.
Una situazione che ha avuto una svolta negli anni Sessanta, quando si sono diffuse le automobili, che consentivano di raggiungere le spiagge libere, affollatissime.
Le mete più gettonate erano Rimini, Riccione, Viareggio, Forte dei Marmi, Capri, Ischia e la costa Ligure.
A Trieste, bastava andare in centro, dove uomini e donne però, ieri come oggi, erano destinati a porzioni di spiaggia diverse.

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