Va in pensione il docente di informatica Daniele Manni, insegnante pluripremiato a livello internazionale per l’innovazione didattica e la promozione dell’imprenditorialità tra gli studenti
Dopo 40 anni di insegnamento, gli ultimi 36 dei quali all’istituto “Costa” di Lecce, anche per Daniele Manni è suonata l’ultima campanella.
Per raggiunti limiti d’età, la fine dell’anno scolastico 2025/26 ha infatti segnato per il pluripremiato docente di informatica anche la fine della carriera scolastica.
“È vero che vado in pensione, ma non è vero che mi fermo. Continuerò a lavorare con i ragazzi attraverso laboratori e progetti educativi”, ha però tenuto sùbito a precisare.
Un innovatore riconosciuto a livello mondiale
Nei lunghi anni dedicati all’insegnamento, Manni ha saputo interpretare il suo ruolo in maniera del tutto innovativa. Tanto che, accanto alla cattedra ufficiale di informatica gli è stata da sempre attribuita (in maniera “ufficiosa ma rivoluzionaria”, come sottolinea il comunicato che annuncia il pensionamento) anche quella di “educazione alla mentalità imprenditoriale”.

Un modo di proporre agli allievi la didattica la cui qualità ha ottenuto riconoscimenti a tutto il mondo.
A Daniele Manni sono infatti stati assegnati il Global Teacher Award in India nel 2020 e il GESS Education Award 2023 a Dubai, raggiungendo anche il podio degli Entrepreneurship and Innovation Teaching Awards di Londra nel 2018 e 2020 e la Top 50 del Global Teacher Prize 2015.
Un “ponte” dalla scuola verso l’impresa
Manni è stato definito anche “il prof delle 3 rivoluzioni” per una serie di iniziative che hanno saputo trascendere lo stretto ambito della scuola e della didattica italiana. Il primo, e probabilmente più importante, cambiamento che si collega alla sua figura è quello della diffusione dell’educazione imprenditoriale tra gli studenti, attraverso l’introduzione in classe, fin dal 2000, della tecnica “Learning (Entrepreneurship) by Doing (Startups)”.
“Imparare l’imprenditorialità facendo startup”, questa la traduzione letterale, si è concretamente tradotta nel guidare tutti gli studenti nell’ideazione di una micro-impresa innovativa, in ambito business o sociale. In oltre 20 anni sono così nate decine di startup interamente concepite e gestite dai ragazzi come “Repubblica Salentina”, “Dieta MedItaliana”, “ECOisti” o “Sportzine”. Fino alla più celebre, “Mabasta”, nata a scuola come progetto contro il bullismo di una classe di 14enni e diventata oggi una cooperativa sociale con oltre 110 giovani volontari attivi nelle scuole di tutta Italia.

Le buone cause per cui si è battuto Manni
Daniele Manni, inoltre, ha giocato un ruolo importante nella definizione nazionale di alcune delicate questioni. La prima è stata la difesa dell’indirizzo informatico “programmatori” negli istituti tecnici economici durante la riforma del 2010. Scrivendo una lettera aperta all’allora ministro Gelmini, Manni avviò una campagna pubblica di denuncia. Che portò, dopo pochi mesi, all’introduzione nel regolamento ufficiale di riordino della nuova articolazione “Sistemi informativi aziendali” (Sia).
Il docente leccese scrisse poi una lettera al premier Renzi e al ministro Giannini per chiedere stipendi dignitosi per la categoria degli insegnanti e premi di merito per i docenti innovatori. Proposte che furono prese in considerazione al punto che, nella seguente legge 107, vennero inseriti strumenti che rispondevano a quelle sollecitazioni, come il bonus annuale di 500€ della “Carta del Docente” e il Bonus Valorizzazione Merito.
Il futuro di Daniele Manni
Come detto, il pensionamento sarà comunque solo una tappa e non un punto d’arrivo, per Manni. Che annuncia: “A luglio partiremo con un nuovo summer camp di mentalità imprenditoriale e da settembre saranno attivati numerosi laboratori peer-to-peer dedicati alle nuove tecnologie, all’uso consapevole dei social, alla conoscenza di sé, all’educazione all’affettività, alla sostenibilità, all’arte e alla cultura”. Le attività, precisa, saranno realizzate insieme alle associazioni e alle startup del network informale “VoleRete“.

L’obiettivo resta del resto quello di “continuare a offrire ai giovani occasioni di crescita, sperimentazione e protagonismo”. “Nella mia visione futura – prosegue – vedo la realizzazione a Lecce di una sorta di “Hangar”: un’officina creativa in cui i ragazzi potranno frequentare liberamente tanti laboratori e fare tante esperienze concrete, al fine di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per essere autonomi e protagonisti attivi della propria vita e del proprio futuro”.
Un messaggio ai giovani: “Create cambiamento”
“Oggi – conclude Manni – il 99% degli adolescenti vive passivamente ciò che gli accade intorno, i ragazzi sono soprattutto, se non esclusivamente, utenti e spettatori. A noi piacerebbe che diventassero tanti piccoli e grandi changemaker, capaci di agire e creare cambiamento, per sé e per la comunità. Di solito, con applicazione e caparbia, riesco nei miei intenti, vediamo se la magia saprà ripetersi anche in questa nuova fase della mia vita”.
Alberto Minazzi



