Il giovane esemplare è monitorato dalle autorità dopo alcune predazioni su animali domestici. Gli esperti: non rappresenta un pericolo diretto per l’uomo
L’orso bruno Ursus arctos è un grande mammifero plantigrado dal corpo massiccio e imponente, famoso per la caratteristica gobba di muscoli sulle spalle.
In questi giorni è possibile imbattersi nell’animale perchè un giovane esemplare sta girovagando nei boschi sull’altopiano di Asiago, vicino al Comune di Enego, nel vicentino, in Veneto.
Le ultime predazioni riguardano due capre sbranate nelle vicinanze di una recinzione e c’è preoccupazione tra la popolazione per le nuove segnalazioni registrate.
Proprio per questo è scattata l’attenzione degli operatori della Polizia Provinciale di Vicenza e della Regione, che lo stanno monitorando.
Una presenza da non temere per l’uomo
L’orso presente sull’altopiano dei Sette Comuni è un giovane maschio di circa due anni e sicuramente se dovesse capitare di trovarsi faccia a faccia con lui il timore non mancherebbe.

“La presenza dell’orso nel territorio veneto non deve destare allarme – spiega il ricercatore faunistico Paolo Molinari -. E’ un animale potenzialmente pericoloso, ma non deve essere temuto dall’uomo. Quanto è successo in Trentino, dove nell’aprile del 2023 un runner di 26 anni è stato aggredito e ucciso, è stato un tragico incidente. Per sua natura l’orso non è aggressivo, anzi è piuttosto schivo, non socievole, preferisce starsene da solo nel bosco – non a caso ad una persona che si isola si dice “non fare l’orso”-. Piuttosto deve prestare attenzione chi ha allevamenti di animali domestici quali asini, mucche e capre che possono diventare loro prede. Per il resto, standosene per conto proprio e non avendo cuccioli da difendere, non ha interesse ad aggredire l’uomo”.
Una possibile ma lenta espansione dell’orso in Veneto
“Gli orsi sono animali avventurosi che si spostano dal loro territorio, il Trentino, Slovenia, estremo Nord Est del Friuli e possono arrivare fino al Veneto – prosegue Paolo Molinari -. Ma si tratta per ora di presenze sporadiche e riconducibili principalmente, come in questo caso, agli spostamenti di giovani maschi in dispersione, provenienti dai nuclei riproduttivi presenti nelle regioni limitrofe o nei territori confinanti. Nel tempo è prevedibile che la migrazione si intensifichi ma lentamente in considerazione del fatto che le femmine sono una specie cosiddetta “filopatrica” ovvero con un forte attaccamento alla loro terra e di conseguenza i maschi faticano a trovare esemplari dell’altro sesso. In Veneto è dunque difficile che si possa formare una colonia di plantigradi, a meno che l’uomo non decida di introdurre artificialmente alcune femmine”.

Come comportarsi se si incontra un orso bruno
L’animale che in questi giorni si trova sull’’Altopiano di Asiago è costantemente tracciato da Regione Veneto e Polizia Provinciale che invitano la popolazione a collaborare segnalando eventuali passaggi o danni arrecati dal plantigrado alle autorità competenti.
Nel caso dovesse capitare di trovarsi a distanza ravvicinata dall’animale gli esperti raccomandano di seguire alcune regole fondamentali. “E’ innanzitutto importante non farsi prendere dal panico – precisa Paolo Molinari – anche se si alza in piedi non è un gesto di aggressività. L’orso in genere nel momento in cui percepisce la presenza dell’uomo, non lo teme ma si allontana spontaneamente: quindi parlare a voce alta e far sentire dei rumori sono segnali che lo avvisano che ci siamo. Per quanto riguarda le abitazioni, è opportuno non lasciare mai lasciare vicini alimenti o rifiuti organici.”
L’identikit del plantigrado
Tra le caratteristiche dell’orso vi sono infatti un udito eccellente e un olfatto potentissimo che gli permette di individuare cibo a km di distanza.
Pensate che per sostenere la sua massiccia mole durante la bella stagione e per trascorrere serenamente il periodo di letargo invernale, necessita di 12 -15 kg di cibo al giorno.
Essendo un plantigrado, cammina poggiando l’intera pianta del piede. Le sue zampe sono dotate di cinque robusti artigli non retrattili con i quali scava il terreno e che gli permettono di arrampicarsi.
Può arrivare a circa due metri di altezza e pesare 130 kg.
Il suo habitat preferito va dalle fitte zone boschive alle foreste di latifoglie, in Italia soprattutto ad altitudini comprese tra i 300 e 1.500 metri in Trentino, Friuli Venezia Giulia e Appennino Centrale.
Silvia Bolognini



