A Rovereto parte la sperimentazione dei taxi ferroviari on demand: piccoli veicoli su rotaia prenotabili via app, pensati per un trasporto più flessibile, più economico e sostenibile
Trasformare i binari non più utilizzati in “autostrade”, puntando un servizio di taxi ferroviari autonomi attivo on demand h24 senza interruzione. E, per di più, con costi contenuti per l’utenza e benefici tanto per l’ambiente quanto per la rivitalizzazione di territori a rischio spopolamento.
Tutto questo non è un’utopia. Anzi, grazie al protocollo d’intesa firmato con Trentino Trasporti, il prototipo del progetto lanciato dalla start-up trentina RailEvo è stato presentato ufficialmente, avviando a Rovereto la sperimentazione di questa nuova soluzione di trasporto pubblico.
I primi taxi-treni al mondo
Il taxi ferroviario ha dimensioni ridotte, peso contenuto (1400 kg) e può ospitare fino a 6 passeggeri.
A guida autonoma, può raggiungere i 100 km/h, garantendo la sicurezza grazie a un apposito sistema sviluppato con la fondazione Bruno Kessler. Le navicelle, che operano su linee dedicate, sono infatti inserite all’interno di una rete in cui comunicano gli ostacoli in tempo reale.
Il servizio è facilmente prenotabile tramite app e consente di raggiungere qualsiasi stazione presente lungo il percorso. Una caratteristica innovativa, che evita i rallentamenti dovuti alle fermate di altri treni-taxi, è l’utilizzo di uno speciale scambio verticale brevettato che eleva la navicella fino a un binario sopraelevato per operare senza intralcio le operazioni di carico e scarico.
Un servizio economico
Come sottolineano gli inventori, l’ingegnere Federico Bernabei e il manager informatico Nicola Mosca, il servizio viene fornito a costi certi, inferiori a quelli di un normale treno. Si calcola un 30% in meno di un treno regionale e la metà per le linee a binario singolo. I costi di esercizio sono infatti bassi, sia dal punto di vista operativo, non prevedendo viaggi con posti vuoti, che energetico.
Basti pensare che i taxi-treno consumano appena 3 kilowatt/ora ogni 100 km rispetto ai 14 minimi di un’auto elettrica su strada. Il contatto tra ruote di ferro e binario è infatti 10 volte più efficiente di quello tra gomma e asfalto. Nel progetto è inoltre previsto che stazioni e linee producano energia rinnovabile da fotovoltaico ed eolico per autosostenere i propri consumi.

I vantaggi ambientali
Utilizzando prevalentemente energia rinnovabile locale, il bilancio energetico del sistema risulta dunque positivo e in certi casi quasi indipendente. Le linee RailEvo puntano dunque a promuovere una mobilità sostenibile, incentivando il passaggio dalla strada al ferro e riducendo così congestione, consumi ed emissioni, oltre all’inquinamento acustico.
Aspetto fondamentale è poi il riutilizzo di infrastrutture esistenti, vecchi tracciati dismessi in quanto obsoleti, che richiedono solo un adeguamento a costi contenuti. Il riferimento va in particolare alle linee a binario unico, che rappresentano circa il 60% della rete italiana, dove sono 1.289 km abbandonati sui circa 13 mila identificati in tutta Europa da uno studio effettuato nel 2023.
Un’efficace alternativa alle auto private
Per offrire un’efficace alternativa all’uso dell’auto privata, il servizio è pensato per unire alla velocità, superiore a quella dei convogli ordinari, una serie di altri vantaggi per gli utilizzatori come l’elevata frequenza, la modularità e la flessibilità. Il servizio, per esempio, oltre che in condivisione con altri passeggeri, potrà essere prenotato anche individualmente, pagando una tariffa più alta.
Grazie al design dei taxi, stretto e affusolato oltre che aerodinamico, lo spazio necessario per consentire il transito di un solo treno tradizionale può essere del resto utilizzato da due navicelle contemporaneamente. E, grazie a un sistema di ruote, una volta raggiunta la destinazione il veicolo è in grado di uscire in maniera autonoma dai binari, raggiungendo gli spazi dedicati alla ricarica.
Alberto Minazzi



