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Ora legale in Italia: da quest’anno arriva con un giorno di anticipo

Ora legale in Italia: da quest’anno arriva con un giorno di anticipo

Lo spostamento delle lancette 1 ora in avanti è previsto nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo. Entro il 30 giugno si dovrebbe arrivare a definire l’istituzione dell’ora legale permanente

Quest’anno il rito costante di passaggio tra le stagioni fredde e quelle calde si anticipa.
L’ora legale arriva infatti con un giorno di anticipo rispetto al 2025.
Tutti pronti quindi a “spostare le lancette” degli orologi avanti di un’ora nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo.
Un anticipo che continuerà a verificarsi fino al 25 marzo del 2029, poi, dal 2030 si ritornerà ad effettuare l’operazione il 31 di marzo.
Con l’ora legale fa giorno più tardi mentre la sera l’arrivo del buio si sposta in avanti anche perché le ore di luce aumentano progressivamente fino al giorno del solstizio d’estate, il 21 giugno.
L’ora legale rimarrà in vigore fino a domenica 25 ottobre 2026 quando le lancette degli orologi dovranno essere nuovamente spostate un’ora indietro ritornando all’ora solare. Nel frattempo si attende che venga o meno istituita l’ora legale permanente.

ora legale

Verso l’ora legale permanente

Dopo anni di dibattiti e proposte di accademici sulla possibilità di dire addio all’ora solare in Italia rendendo permanete quella legale tutto l’anno, qualcosa in Parlamento si sta muovendo. La Società Italiana di Medicina Ambientale Sima, Consumerismo No Profit e il deputato Andrea Barabotti hanno presentato alla Commissione Attività Produttiva la richiesta di indagine conoscitiva per abolire l’ora solare nel nostro Paese contestualmente a 352 mila firme di cittadini che, attraverso la petizione online lanciata dalle due organizzazioni, chiedono di adottare l’ora legale tutto l’anno. Come precisa Consumerismo.it la richiesta, sulla quale si discute dal 2018, quando alla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini, l’84% dei partecipanti espresse parere favorevole all’abolizione del cambio dell’ora, è supportata da dati economici e sanitari concreti che il cambio semestrale compromette.

L’indagine conoscitiva in corso mira a un’analisi dei benefici dell’ora legale dal punto di vista economico, ambientale, sanitario e sociale. attraverso un approfondimento di studi scientifici sul tema e sentendo il parere di istituzioni, associazioni di categoria, accademici ed esperti del settore. Nel 2019 il Parlamento Europeo approvò una proposta di direttiva per lasciare ai singoli Stati la libertà di scegliere tra ora legale o solare permanente, tuttavia la questione è rimasta in sospeso per la pandemia e le divergenze tra i vari Paesi membri. Ora potrebbe essere la volta buona per decidere: entro il 30 giugno di quest’anno l’iter parlamentare dovrebbe arrivare alla conclusione dei lavori per definire la proposta normativa sull’ora legale permanente.

Perché sì all’abolizione dell’ora solare

Il vantaggio riguarda innanzitutto il risparmio energetico.
Secondo i dati stimati da Terna, solo nel 2025 il risparmio si aggira intorno ai 330 milioni di kWh, pari a circa 100 milioni di euro e a una riduzione di 160 -200 mila tonnellate di CO2.
Dal 2004 al 2024, i sette mesi di ora legale hanno fatto risparmiare complessivamente 11,7 miliardi di kWh e oltre 2,2 miliardi di euro in bollette.

Un aspetto importante da considerare è anche quello della salute. Da parte sua, la Società Italiana di medicina Ambientale evidenzia che la maggior esposizione alla luce solare favorisce la produzione di serotonina, migliora l’umore e contribuisce al benessere psicofisico generale.
Al contrario, il ritorno all’ora solare può alterare il ritmo circadiano, il nostro orologio biologico, causando disturbi quali stanchezza, irritabilità, concentrazione e in alcuni casi un leggero aumento dello stress cardiovascolare e pressione arteriosa nei giorni successivi allo spostamento delle lancette.

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