A lanciare l’allarme l’Associazione Difesa Consumatori Adico di Mestre: una mail ingannevole può far cadere nella propria rete molte persone
Non ci sono dubbi che viviamo in tempi in cui tutto è a porta di rete, pc e smartphone in primis. Se da un lato questo porta sicuri vantaggi in termini di tempo, facendoci risparmiare code agli sportelli postali e in banca per i pagamenti, dall’altro il pericolo delle truffe in agguato sta diventando sempre più pressante.
In questi ultimi tempi l’Associazione Difesa Consumatori Adico di Mestre ha rilevato un incremento esponenziale delle truffe legate a nuove applicazioni come quella di PagoPa. La frode collegata a questa piattaforma digitale, riservata in particolare ai pagamenti indirizzati alle amministrazioni pubbliche è in crescita con segnalazioni sempre più frequenti.
Come scatta la truffa legata a violazioni del codice della strada
Il malcapitato utente riceve una mail da un account che si presenta proprio come team PagoPa. Nel messaggio di posta elettronica si legge testualmente: “Il nostro sistema ha rilevato un ritardo nel pagamento relativo alla violazione del Codice della Strada con riferimento seguito da numero identificativo, per eccesso di velocità.
La multa di 198 euro non è ancora stata pagata. Puoi visualizzare i dettagli della multa e pagare online tramite il nostro portale sicuro. Trascorso tale termine gli aumenti sono applicati automaticamente conformemente all’articolo L.142-8 del Codice della Strada”. Un messaggio apparentemente innocuo e che invita la vittima a cliccare sul link per “controllare la multa” e procedere con il pagamento.
I consigli per evitare il raggiro pagoPa e altre truffe online
“Come si può evincere soprattutto nell’ultima parte del messaggio – spiega il presidente di Adico Carlo Garofolini – bisogna prestare la massima attenzione. Ci sono alcuni passaggi palesemente anomali, prima di tutto la comunicazione che arriva tramite semplice mail, cosa che di per sé rappresenta un motivo per non prenderla minimamente in considerazione. Certo è però che il messaggio può trarre in inganno. Tuttavia va precisato innanzitutto che qualsiasi richiesta di pagamento deve arrivare tramite canali ufficiali verificabili, pec o raccomandata con ricevuta di ritorno. Tutto il resto non ha alcun valore legale”.
A questo primo fondamentale consiglio segue l’invito a mai fornire informazioni personali o autorizzare pagamenti prima di aver verificato l’autenticità della richiesta. E’ infatti opportuno controllare attentamente la mail ricevuta in quanto spesso gli indirizzi email farudolenti presentano piccole variazioni, errori ortografici o palesi inconsistenze come ad esempio la provenienza da un mittente che ha un nome e cognome creato ad hoc. Se poi il link non corrisponde a quello del sito ufficiale non deve essere aperto. E, questo vale per qualsiasi sms o emali che si riceva, bisogna sempre verificare l’URL dei siti web ai quali solitamente si accede con Spid o Cie.



