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1 Dicembre: Giornata Mondiale contro l’Aids, una delle pandemie più distruttive della storia

1 Dicembre: Giornata Mondiale contro l’Aids, una delle pandemie più distruttive della storia

Mentre si attende il vaccino, sono ancora troppe le morti, in alcuni Paesi del mondo, soprattutto di bambini

Da una parte stanno gli obiettivi, dall’altra i dati.
Sono ancora troppe le morti per Aids, soprattutto quelle di bambini e adolescenti dell’Africa subsahariana.
Ogni giorno, secondo quanto rileva il rapporto Unicef “Addressing inequities in the global response. Children, adolescents and Aids in 2022”, si registrano 850 nuovi contagi nella fascia d’età compresa tra 0 e 19 anni e ogni giorno si contano 301 decessi di bambini, che rappresentano il 17% delle morti legate all’Aids.
A livello globale, sottolinea il rapporto, sono soprattutto le ragazze a incontrare questa malattia.
Rappresentano i tre quarti dei contagi (77%), triplicando il numero che si registra tra i coetanei maschi.

L’Aids si può curare

Eppure, la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita non è più un male incurabile e la prospettiva, con le nuove tecnologie basate sull‘rna messaggero già utilizzate per il Covid, è quella di riuscire ad arrivare alla realizzazione di un vaccino in grado di proteggere l’uomo anche da questo virus.
Le prime segnalazioni di questa –allora- nuova malattia risalgono a 40 anni fa.
Era il 1981 e, negli Stati Uniti, ci fu un inspiegabile aumento di polmoniti tra giovani omosessuali.
Il virus fu isolato e identificato tre anni dopo, nel 1984.

aids
Da allora, ha infettato centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.
In Italia, secondo l’ultimo Notiziario dell’Istituto Superiore della Sanità, dal 2012 i casi di Aids sono in diminuzione e l’incidenza risulta “inferiore rispetto all’incidenza media stimata tra le nazioni dell’Unione Europea (4,3 nuovi casi per 100.000)”.
“Nel 2021 – si legge nel rapporto –  sono state riportate 1.770 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 3,0 nuovi casi per 100.000 residenti. La riduzione del numero di nuove diagnosi HIV interessa tutte le modalità di trasmissione mentre l’incidenza più elevata di nuove diagnosi HIV si riscontra nella fascia di età 30-39 anni”.

Ancora tanta disparità

Nel mondo, però, le cose non vanno nello stesso modo ovunque. E l’Africa, con i suoi bambini e giovani ragazzi, paga il pegno maggiore.
Secondo le stime globali del 2021, solo 878.000 degli 1,68 milioni di bambini sotto i 15 anni con Hiv in tutto il mondo hanno ricevuto terapie antiretrovirali.
Solo, dunque, poco più della metà dei giovani ammalati sono stati curati.
“Inoltre – rileva il rapporto Unicef – solo il 59% dei bambini (di età compresa tra 0 e 14 anni) che convivono con l’Hiv conosce il proprio stato, e, tra quelli in terapia, uno su cinque non è viralmente soppresso”.

aidsLa copertura delle terapie antiretrovirali fra gli adulti è sostanzialmente migliore.
“L’86% degli adulti che convivono con l’Hiv – continua il rapporto – conosce il proprio stato, il 76% è in trattamento con terapie antiretrovirali e, tra quelli in trattamento, il 92% è viralmente soppresso”.

La sfida dell’Oms

La sfida dell’Oms, da raggiungere entro il 2030, è quella di eliminare l’Aids. E passa prima di tutto attraverso la fine delle disguaglianze.
Pur restando una malattia potenzialmente mortale, adesso esistono infatti farmaci per curare l’Aids come una malattia cronica.
I trattamenti attualmente a disposizione sono sempre più efficaci e sono sempre meno gli effetti collaterali che ne derivano, anche se ancora non è possibile eradicare il virus dall’organismo, all’interno del quale restano serbatoi latenti che costringono a prolungare la cura per tutta la vita.
Le terapie retrovirali, cioè, sono solo in grado di impedire che il virus attivato si replichi, si diffonda nell’organismo e possa così condurre a morte.
La ricerca, però, continua, perché l’efficacia di questi farmaci, comunque tossici, diminuisce nel tempo, anche per l’insorgere di resistenza nel paziente trattato..

L’importanza di prevenzione e diagnosi tempestiva

La strada, così, è quella verso il vaccino.
Mentre sono in corso le sperimentazioni, la prevenzione si attua attraverso la “profilassi pre-esposizione” nei soggetti a rischio e il testing.
Una diagnosi rapida è fondamentale, in quanto l’infezione può risultare a lungo asintomatica.

Consuelo Terrin

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