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Coronavirus. Veneto in “fascia 5” per ricoveri ordinari

Coronavirus. Veneto in “fascia 5” per ricoveri ordinari

Allo studio, le diverse fasi operative all’interno dell’ultima fascia. Richiesto un incontro con il Governo

Con un incremento di 77 unità, il numero di persone ricoverate nei reparti ordinari per Covid-19 in Veneto ha raggiunto nelle ultime 24 ore quota 2.529.
Cioè, è avvenuto l’ingresso nell’ultima delle cinque fasce previste dalla Regione.
Anche se le terapie intensive (324 postazioni occupate, +4) restano in quarta fascia e va comunque effettuata una differenziazione da provincia a provincia.

Venezia in “fascia 4” avanzata

A raggiungere la “fascia 5” per ricoveri ordinari sono al momento Vicenza, Belluno e Treviso, con Verona prossima a entrarvi.
Venezia è invece ancora in “fascia 4”, sia pure avanzata, con Padova e Rovigo, ancora ultima per contagi e con un trend in calo nell’ambito della terza fascia in cui è collocata.
Tutte le province sono invece più indietro per quanto riguarda le terapie intensive.

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha quindi annunciato che già da una decina di giorni la Regione sta elaborando una serie di gradini all’interno della “fascia 5”, per organizzare diverse fasi operative all’interno di una forbice che va da 2.500 a 6.000 ricoveri.

semaforo veneto coronavirus
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Per DPCM e sci, le Regioni chiamano il Governo

Zaia ha proseguito il consueto punto della situazione dall’unità di crisi della Protezione civile di Marghera rendendo noto che, dopo un confronto tra presidenti, la Conferenza delle Regioni ha chiesto un incontro con i ministri Boccia e Speranza. Una videoconferenza per confrontarsi sul futuro DPCM sul quale il Governo sta lavorando in vista del 3 dicembre, quando scadrà il provvedimento attualmente in vigore.
Tra i temi caldi che le Regioni chiedono di affrontare c’è ancora quello della stagione sciistica.
“Premesso – ha dichiarato il presidente – che prima di tutto viene la salute, la stagione invernale per la montagna non ha solo una valenza economica, ma anche ricadute sociali importanti, c’è in gioco un fatto di civiltà. Basti pensare che ogni anno la nostra provincia interamente montana, Belluno, perde un migliaio di residenti per le poche prospettive economiche. Ecco perché, in questo momento, c’è ansia e apprensione”.

Linee guida per la montagna e problematiche

Zaia ha quindi auspicato che il Governo prenda in considerazione le linee guida per la montagna approvate dai dipartimenti di prevenzione regionali.
“Vedere l’Austria che apre e l’Italia che ancora non ha aperto la discussione sulla partita neve ci fa fare la figura della periferia dimenticata – ha detto-L’appello che facciamo al Comitato Tecnico Scientifico è di fare tutte le osservazioni del caso, sulle linee guida, prima di bocciarle. Se si decide di chiudere  bisogna però fare certezza sui ristori. Molte misure infatti decollano perché non ci sono certezze in merito”.

L’ordinanza e le Faq

La Regione Veneto ha infine preparato, e sta pubblicando in continuo aggiornamento sul proprio sito, alcune Faq per chiarire alcuni aspetti della nuova ordinanza.
Tra le principali, la decisione di prevedere un cliente ogni 20 metri quadri per ogni esercizio commerciale oltre i 40 metri quadri.
Al di sotto di queste dimensioni, è ammesso invece un solo cliente contemporaneamente, come previsto da un DPCM di aprile. Il Veneto ha però espressamente chiarito che i dipendenti sono esclusi dal conto delle persone presenti. E le Faq hanno anche spiegato meglio compiti e responsabilità dei gestori nella vigilanza e in eventuali assembramenti all’esterno dei negozi.

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