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I volontari si riprendono il territorio. Pulendolo

Volontari
Nella foto in alto: I volontari al lavoro per ripulire l’isola di San Secondo

La parola d’ordine è “ambiente“. La questione è prioritaria ovunque nel mondo. Ma accanto alle grandi discussioni e strategie per il cambiamento, ci sono le piccole azioni quotidiane. Quelle che compie ciascuno di noi e che risultano fondamentali per contribuire a sensibilizzare le persone per guardare all’obiettivo di salvaguardare il pianeta.
Di esempi virtuosi non ne mancano. Di volontari nemmeno.In laguna, nel weekend in tantissimi si sono dedicati  alla pulizia di aree importanti, anche in termini di ampiezza.

La pulizia dei volontari a San Secondo

Venerdì scorso, i giovani dipendenti di Marive, azienda di trasporti acquei veneziana da sempre attenta alle questioni green, hanno dedicato il pomeriggio alla raccolta dei rifiuti che da anni erano presenti nell’isola di San Secondo. Con il supporto di Veritas, che ha messo a disposizione una barca per trasferirli all’ecocentro, sono stati raccolti quintali di materiale abbandonato. Centinaia di bottiglie di plastica, cuscini da barca, pneumatici, perfino un televisore.

Raccolta rifiuti a San Secondo

Mettersi in gioco: pubblico e privato insieme

È uno dei tanti esempi di sussidiarietà che si stanno mettendo in atto nella città. “Non serve solo spiegare a parole agli altri come comportarsi – ha commentato Matteo Senno, consigliere comunale che ha partecipato in prima persona all’iniziativa. – Penso che il miglior insegnamento sia l’esempio”. “Questa iniziativa – ha confermato Marco Sabbadin, rappresentante di Marive – dimostra come il rapporto tra l’Amministrazione comunale e il privato può portare non solo al raggiungimento di risultati economici, ma anche alla salvaguardia dell’ambiente del nostro territorio”.

La ripulitura dal verde infestante al’ex caserma Pepe del Lido

La pulizia dei volontari alla caserma “Pepe”

Sabato e domenica, al Lido, al centro delle operazioni di pulizia dei volontari è stata invecela caserma “Guglielmo Pepe” di San Nicolò.
L’intervento di un quarantina di cittadini lidensi (e altrettanti operai specializzati in edilizia e giardinaggio) nell’ex sede dei Lagunari ha avuto una doppia valenza.
Da un lato, si è contribuito al recupero di un bene storico artistico vincolato, puntando all’obiettivo della messa in sicurezza. Negli anni di chiusura, si sono infatti verificati diversi crolli e cedimenti. Dall’altro ha iniziato il processo di riappropriazione della caserma, abbandonata dal 1999, da parte dei residenti.

Il luogo di raccolta dei rifiuti abbandonati all’ex caserma Pepe

Gran parte della struttura, nel weekend, è stata ripulita dal verde infestante.
Nell’intervento, sono stati rimossi i materiali più svariati: oltre a molta sabbia, sono stati trovate sedie a sdraio, vecchie biciclette, forni e addirittura un contenitore pieno di brodo. Per novembre c’è ora l’intenzione di dedicare alla pulizia dell’ex caserma una settimana intera.

L’ex caserma Pepe dopo l’intervento di pulizia da parte dei volontari

Il progetto all’ex caserma

Fispmed è il network internazionale (229 partner, pubblici e privati, di 39 Paesi del bacino di Mediterraneo e Mar Nero) che si è recentemente aggiudicato, all’asta del Demanio per sei mesi la gestione della “Pepe”. E ha deciso di rinunciare all’uso commerciale dell’ex caserma, volendone fare un luogo della collettività. “Con l’avvallo di Comune e Demanio – spiega Sylvie Menaschè, presidente di Fispmed – vogliamo dare alla Pepe un uso definitivo, che preveda la garanzia dell’accesso pubblico. Farne, insomma, una sorta di “piccolo Forte Marghera“. E siamo disposti ad occuparcene senza chiedere agli enti pubblici un solo euro”.

3 commenti su “I volontari si riprendono il territorio. Pulendolo”

  1. salve, vorrei essere utile anch’io, da poco mi sono trasferito a Venezia e non conosco gruppi organizzati di volontariato per questo genere di iniziative. Se volete io ci sono!

  2. Informatevi al posto di scrivere errori grossolani
    “Dall’altro ha iniziato il processo di riappropriazione della caserma, abbandonata dal 1999, da parte dei residenti”

    Il processo di riappropriazione è iniziato ben prima con l’associazione Biennale Urbana….e l’anno scorso l’ex caserma è stata:

    1. Il secondo caso nazionale di “temporary use” promosso dall’Agenzia del Demanio
    2. Esposto all’interno del padiglione Francia della Biennale Architettura con cui si è costruito un intenso progetto.

    link utili
    https://www.ilsole24ore.com/art/rigenerazione-urbana-ex-caserma-pepe-venezia-che-diventa-centro-culturale-AEoFQ2mE

    https://www.agenziademanio.it/opencms/it/progetti/temporaryuse/

    1. Gentile Roberto, la ringraziamo per la precisazione da lei suggerita. In effetti il luogo è stato protagonista anche di altre iniziative, tra l’altro importanti e di sicuro interesse. Nell’articolo ci si riferiva però a un uso non legato a specifici eventi o comunque circoscritto temporalmente ma a una progettazione relativa a un utilizzo duraturo e continuo nel tempo. Saluti.

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