Venezia unita vuole ripartire con la Legge Speciale

Ca' Farsetti Comune di Venezia

Al di là delle ideologie e degli schieramenti, la città di Venezia si unisce e avanza a Roma una precisa richiesta. L’intero Consiglio comunale ha firmato lo stralcio dalla mozione di maggioranza che sottolinea la necessità di rifinanziare la Legge Speciale con almeno 150 milioni all’anno per i prossimi 10 anni, da dividere tra i vari Comuni della gronda lagunare.
“Non è una provocazione al Governo – ha spiegato il sindaco, Luigi Brugnaro – ma una richiesta di aiuto reale, che la città attende da ormai più di vent’anni”.

L’utilizzo dei fondi

Il nuovo riconoscimento della specialità della realtà lagunare, oltre a garantire la salvaguardia, si tradurrebbe nel rilancio concreto di urgenti progetti fondamentali per il futuro della città d’acqua.
Si va dalla ripresa del progetto, iniziato in forma sperimentale negli anni ‘90 e poi abbandonato, di realizzazione della rete fognaria al completamento della rete antincendio, dalla manutenzione delle fondazioni e degli immobili compromessi dall’acqua salata a quella delle rive e allo scavo a secco dei rii.

Un’estensione per l’artigianato, il commercio e la mobilità sostenibile

“La legge – ha sottolineato Brugnaro nel suo intervento in apertura dei lavori del Consiglio – al momento non ci autorizza a utilizzare i fondi per artigiani e commercianti in difficoltà, per cui chiediamo che sia prevista l’estensione anche in tal senso. Un aiuto che non si legherebbe alle difficoltà dovute al Covid, ma solo ai costi straordinari che dipendono proprio dalla specialità di Venezia. Così come chiediamo di poter impiegare parte del contributo statale anche per convertire le barche da trasporto, di persone e cose, in mezzi a motorizzazione ibrida”.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro durante il consiglio comunale del 16 novembre 2020
Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro durante il consiglio comunale del 16 novembre 2020

Il finanziamento della Legge Speciale

Non è certo una novità, la richiesta di rifinanziamento della legge speciale da parte del primo cittadino. Una richiesta che prescinde da una riscrittura della legge che, dopo l’alluvione del 1966, ha riconosciuto formalmente la specialità di Venezia. Il passo avanti sta proprio nel fatto che, stavolta, i consiglieri comunali non hanno perso l’occasione di proporsi con una voce unica. Perché, alla base, ci sono dati e cifre ben note da anni.

Dal 1993 al 2004, infatti, la legge speciale è stata finanziata con una media di 143 milioni di euro ogni anno. La media si è drasticamente abbassata dal 2005 al 2017, scendendo a soli 18 milioni l’anno, con punte minime di poche centinaia di euro in alcune annualità.
Una leggera ripresa si è registrata a partire dal 2019, con la previsione di una media di 36 milioni l’anno fino al 2022 e 28 per 2023 e 2024.
Ma, se ha ricevuto i fondi per il 2019, il Comune ha dovuto anticipare ed è ancora in attesa di quelli per il 2020. Senza contare che devono ancora entrare nelle casse comunali anche i 60 milioni previsti dal Comitatone 2019 e 140 milioni dal Ministero dell’Ambiente sulla base del Patto per Venezia siglato con l’allora premier Renzi.

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