fbpx

Venezia. Primi passi verso una città senza fumo

Immagine

Su fumo e tabacco si sono da sempre combattute tante battaglie. E il ventaglio di posizioni è estremamente variegato, tra quelle più restrittive e quelle più permissive. Di certo, tutti convengono che tenere la sigaretta spenta in presenza di chi non fuma, specialmente se si tratta di bambini, è un gesto di rispetto.

Centro storico “smoke free”

Diverse nostre località balneari, come Lignano e Bibione, hanno fatto quest’estate la scelta di vietare sigarette e affini in spiaggia. Adesso, a pensare alla possibilità di limitarne l’uso in centro storico, è addirittura Venezia. A lanciare l’idea di alcune zone libere dal fumo è il sindaco, Luigi Brugnaro. “Parla uno che ogni tanto un sigaro se lo fuma –  ha ammesso col sorriso –  Ma, anche se sono all’aperto, cerco di evitare di fumare quando c’è tanta gente. E’ una questione di rispetto”.

Si parte da Rialto e San Marco

Sia chiaro: non si tratta di una crociata contro i fumatori. “Ovviamente ci saranno sempre delle aree attrezzate minime, dove uno si potrà fumare una sigaretta in tutta tranquillità”, ha rassicurato Brugnaro. E siamo ancora in un’abbozzata fase iniziale. “Io lo penso da tanto. Ma credo che la cosa fondamentale sia per ora porre la questione all’attenzione pubblica”.

Di certo, anche quando dovesse partire, il divieto non sarà tassativo come in realtà come Tokyo, dove è vietato fumare ovunque, all’aperto. “Io inizierei da alcune parti del centro storico, sicuramente l’area realtina e l’area di San Marco, dove cioè c’è grande affollamento di gente”.

 

Posacenere portatili come ricordo di Venezia

E i fumatori?  “Siamo pensando alla distribuzione di posacenere portatili come gadget. Questo permetterà di ridurre il numero di mozziconi abbandonati sul suolo pubblico. È però ovvio che occorre trovare uno sponsor, che già stiamo cercando, visto che l’iniziativa avrebbe un costo”.

“Fosse per me – conclude il sindaco – in generale metterei un divieto, come segnale per le persone. Anche per me stesso”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi sui social

Condividi su facebook
Condividi su twitter