Le donne trasformano Venezia in un giardino di colorate rose

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 Il 25 novembre la nuova iniziativa della docente del Liceo Marco Polo di Venezia Toti Rizzetto

Chiudiamo gli occhi e immaginiamo che un giorno, in molti luoghi di Venezia, fioriscano dei giardini di rose.
Accadrà il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza verso le donne, che a Venezia e in terraferma vedrà le sede istituzionali illuminate di arancione per oltre una settimana dal 20 al 30 novembre.
Ai colori, si uniscono altri colori. Quelli, appunto, delle migliaia di rose pronte a sbocciare per la ricorrenza.
Non si tratterà dei profumatissimi fiori che tutti conosciamo ma di rose create dal lavoro artigianale di abili mani capaci di realizzare veri e propri capolavori.
Tutto è nato da una profonda passione per il lavoro all’uncinetto. E si sviluppa ora attraverso una rete di solidarietà che abbraccia tutta Italia.

Ph© Andrea Merola

Protagoniste dell’iniziativa sono una ventina di amiche della Giudecca che hanno deciso di lanciare dalla splendida isola veneziana aiuti concreti e messaggi di vicinanza verso le persone che se la passano meno bene di altre.
A dare loro l’imput, la docente del Liceo Marco Polo di Venezia Toti Rizzetto.
Uncinetto e ferri alla mano
, in questi giorni decine e decine di donne sono quindi al lavoro per trasformare Venezia, dal 25 novembre al 10 dicembre, in un romantico e colorato giardino di rose.

Dalle coperte per i senza tetto alle rose contro la violenza

Le prime rose realizzate all’uncinetto sono già “sbocciate” nell’isola veneziana ma attraverso la rete e le pagina Facebook o Instagram Yarn Bombing Giudecca l’iniziativa sta coinvolgendo tutta Italia.

Ph© Andrea Merola

«Abbiamo aderito al progetto “Roses against violence”. I fiori rossi e viola principalmente ma anche di altri colori, fatti a mano – spiega Toti Rizzetto – hanno un preciso significato. Vogliamo dare il nostro contributo per sensibilizzare contro la violenza sulle donne. Li potremo ammirare sui ponti e pontili, alle maniglie delle porte e alle grate delle finestre al pianterreno, nelle vetrine dei negozi. Abbelliranno i sestieri della nostra città e di tante altre città del nostro Paese. Ogni rosa è accompagnata da cartellini con disegni che invitano allo stop alla violenza. Sul retro di ciascuno sono scritti i numeri telefonici nazionale 1522 e, diversi in base alla città in cui si svolge l’iniziativa, quelli dei Centri antiviolenza ai quali rivolgersi in caso di bisogno.

Ph© Andrea Merola

Il via all’iniziativa che ha fatto da apripista per organizzare quella dedicata alle donne è stato dato il giorno di San Martino, data simbolica di chi dona ai bisognosi.
L’11 novembre tanti senza fissa dimora hanno infatti ricevuto il caldo abbraccio delle coperte che il nostro gruppo veneziano ha realizzato con tremila riquadri colorati di lana. Inizialmente erano stati ricamati per passatempo durante il lockdown. A settembre, in occasione del Festival delle Arti alla Giudecca, hanno ricoperto ponti, scalinate delle chiese e alberi. C’era già l’idea di devolvere il lavoro in beneficenza che è stata successivamente accolta dall’associazione nazionale Sheep Italia del giornalista Saverio Tommasi.

Lo Yarn Bombing in laguna

Lo Yarn Bombing è arrivato così in laguna. E ora si allarga fino a comprendere tutta la città in un caldo abbraccio con lane o stoffe lavorate a maglia o a uncinetto per rivestire o avvolgere oggetti presenti nel paesaggio urbano.

Alcune componenti del Gruppo Yarn Bombing Giudecca al lavoro – Ph© Andrea Merola

Il gruppo veneziano Yarn Bombing Giudecca – racconta Rizzetto è nato lo scorso febbraio quando avevo chiesto ad alcune amiche del Nordic Walking se avevano piacere di lavorare a maglia durante il lockdown. A loro si sono aggiunte le Pink Lioness (team di donne operate di tumore al seno che praticano la voga su dragon boat per la riabilitazione, ndr) e tramite i social la rete si è poi allargata moltissimo anche con partecipazione dalla Svizzera e dalla Spagna.

L’albero rosa delle Pink Lioness – Ph© Andrea Merola

Dopo le rose per sensibilizzare sulla violenza contro le donne abbiamo in progetto la riqualificazione del parco alle Zitelle e ci piacerebbe – pandemia permettendo – poter organizzare dei laboratori per insegnare a lavorare ad uncinetto. A parte le finalità di ogni singola iniziativa, vogliamo valorizzare un gesto autentico e semplice come quello di lavorare a maglia e uncinetto con la speranza che non vada perduto e che presto ci si possa ritrovare nuovamente a lavorare in compagnia».

Ph© Andrea Merola

I “granny” artistici che hanno ispirato un racconto

Non solo protagonisti nel decoro cittadino. I riquadri colorati in lana della Giudecca, realizzati all’uncinetto secondo lo schema di riquadri che si chiama Granny sono stati talmente apprezzati nel corso del Festival delle arti alla Giudecca da ispirare una scrittrice. Elianda Cazzorla ha infatti dato vita ad un racconto tutto da scoprire pubblicato nel numero di novembre della rivista “Leggendaria”.

 

 

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9 commenti su “Le donne trasformano Venezia in un giardino di colorate rose”

  1. Non ho capito come, concretamente, queste rose saranno d’aiuto per fermare la violenza sulle donne. Le venderanno per finanziare centri di accoglienza? E gli alberi vestiti di lana? Non sarebbe più utile fare dei maglioncini per bambini bisognosi di aiuto, o vendere coperte presine centrini eccetera per finanziare mense per i poveri? Non ci si mangia con i gesti simbolici!

  2. Monica Zornetta

    Bellissima iniziativa, potete mandarmi informazioni per partecipare alle vostre iniziative? Il tempo e l’aiuto che potrò offrire, anche se poco, perché lavoro, sarà per me una ventata di serenità, e per voi, spero un’amica in più. Grazie e spero a presto Monica Zornetta del lido

    1. Una idea meravigliosa, appena si potrà sarò lieta se potrò partecipare e rendermi utile!!!

  3. Bellissimi lavori!
    Non conosco la rivista Leggendaria, ma ho conosciuto ed apprezzato Elianda Cazzorla tanti anni fa, in occasione di un corso di aggiornamento per insegnanti. Mi piacerebbe poter leggere il suo racconto.

  4. Gualco Caterina

    Mi chiedo perché è stata scelta la data del 25 novembre come giornata contro la violenza alle donne. Il 25 novembre è dedicato a Santa Caterina d’Alessandria, martirizzata sulla ruota… Potrebbe essere questa la ragione? Grazie per la risposta

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