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Venezia: il futuro della mobilità acquea pubblica è elettrico

il taxi ibrido in Canal Grande
Nella foto in alto: il taxi ibrido in Canal Grande

Pronto ad entrare in servizio il taxi ibrido per il trasporto delle persone

Flotta acquea sempre più moderna e soprattutto green. Impatto ambientale nullo dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica, cioè zero emissioni. Ma anche zero rumori mentre viaggia e sensibile riduzione del moto ondoso. Quindi non inquina ed è silenzioso, il mezzo ideale per navigare nei canali. E’ il taxi ibrido, già omologato e pronto per entrare in servizio.
L’imbarcazione ha ufficialmente fatto il suo giro dimostrativo lungo il Canal Grande.

il taxi ibrido in Canal Grande

«Il futuro della navigazione a Venezia – ha sottolineato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – sarà sicuramente elettrico. L’obiettivo è di arrivare in certi orari e in alcuni rii e canali di far circolare soltanto barche a motore elettrico. Poi per arrivare alle isole che sono più lontane, il mezzo è ibrido e può dare più potenza per raggiungerle più agevolmente. Proprio oggi, 22 gennaio 2020, l’onorevole Arianna Spessotto del Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento al Mille Proroghe per dare il via libera a barche elettriche, ibride e a idrogeno in laguna di Venezia. Lo appoggio al 100% perché perfettamente in linea con quanto stiamo facendo e con la nostra visione della mobilità cittadina. Avere una normativa di riferimento aiuterebbe molto per snellire le procedure di omologazione».

Il taxi ibrido

Il taxi ibrido

Quali sono le caratteristiche del mezzo? E’ una barca che funziona con due modalità di motore.  Il taxi si muoverà in elettrico all’interno in rii e canali. Quando dovrà fare percorsi fuori Venezia funzionerà in endotermico diesel caricando in contemporanea le batterie. Le batterie hanno un’autonomia che varia dalle 2 alle 4 ore in base alla velocità di navigazione del mezzo. Dopo la fase di sperimentazione di un anno fa si tratta del primo taxi ibrido di serie, con motore di serie.

Le batterie del taxi ibrido

«Quello che abbiamo presentato – spiega Ruggero Vio, titolare dell’omonima azienda veneziana distributrice dei motori Volvo Penta – è il numero 1 ed è pronto per entrare in servizio al massimo tra qualche settimana a conclusione dell’iter burocratico. La cosa che dà maggiore soddisfazione è che non siamo stati noi a dare in prova al taxista Alessandro D’Este il motore, ma è stato lui a chiedere un motore elettrico, l’ha comprato e lo sta utilizzando».

La rivoluzione green

Il taxi ha una possibilità di interscambio tra due modalità di navigazione complementari: quella elettrica è realizzata da CMD S.p.A. di Caserta, mentre il motore endotermico è un Volvo Penta della Vio di Venezia. Il sistema è molto compatto, la strumentazione integrata con quella di bordo e di semplice utilizzo.

Al salone Nautico che si svolgerà dal 3 al 7 giugno 2020 ci sarà un’importante sezione dedicata proprio all’evoluzione dei motori elettrici. «Voglio ringraziare – precisa Brugnaro – chi ha investito in questo progetto con solo capitali privati credendo nello sviluppo sostenibile. Stiamo dimostrando che la rivoluzione green si può fare insieme alle categorie».

 

 

 

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