Venezia non merita di entrare nella black list dell’ UNESCO

san marco

Il Comune scrive al Comitato UNESCO, riunito in questi giorni a Baku, in Azerbaigian: si confermi la “draft decision”  

 

Una città che rappresenta una delle maggiori concentrazioni di capolavori al mondo, che “per le sue opere idrauliche e architettoniche è essa stessa un’opera d’arte“, che annovera un’interazione tra uomo ed ecosistema lagunare mantenuto nel corso della storia”, può perdere il suo marchio di città di “eccezionale valore universale” per le grandi navi quando tutti, dal Comune, alla Regione fino allo Stato e ai Comitati No Nav sono contrari al loro passaggio attraverso il Bacino di San Marco?
La risposta sembrerebbe scontata ma, a quanto pare, non lo è affatto.

E’ per questo che l’amministrazione ha deciso di inviare al Comitato Unesco riunito a Baku un atto d’indirizzo con richieste specifiche.

“Abbiamo scritto all’Unesco per chiedere di valorizzare, con il proprio apprezzamento, gli evidenti sforzi compiuti in questi anni dall’amministrazione per i propri ambiti di propria competenza – ha spiegato il sindaco Luigi Brugnaro durante una conferenza stampa- Soprattutto chiediamo che sia confermata la draft decision del Centro del patrimonio mondiale, nella quale si definisce positivamente con un “welcome” la soluzione sulle navi da crociera per raggiungere la Stazione marittima senza passare più per il bacino di San Marco e il Canale della Giudecca, ma attraverso la bocca di porto di Malamocco e il Vittorio Emanuele, facendo accostare nel nuovo terminal di Marghera canale nord lato nord quelle più grandi, salvaguardando così l’industria crocieristica”.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro (al centro) e la Giunta firmataria dell’atto di indirizzo inviato all’Unesco

Le navi della discordia

Sta in questo tragitto alternativo, per l’amministrazione l’unico valido per rispondere all’emergenza, il vero nodo della questione.
La pensano però diversamente il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli e i Comitati “No Nav”, che vorreb
bero dirottare la crocieristica altrove.
“La soluzione proposta era stata condivisa anche dal precedente Governo -ha rilevato ancora il sindaco Brugnaro – Nell’atto di indirizzo inviato oggi al Comitato Unesco si evidenzia che percorrendo questa alternativa si potrebbero già dirottare subito dal 10 al 15% delle navi, con una riduzione immediata dei passaggi davanti a San Marco. Il canale nord, per inciso, è lo stesso attraverso il quale passano le navi costruite da Fincantieri. Cosa facciamo – ha concluso – chiudiamo anche Fincantieri?”.

L’appendice all’atto: 50 obiettivi raggiunti

La questione rischia di estromettere Venezia dai 54 siti Unesco del territorio nazionale.
“Ma Venezia -ha detto ancora il primo cittadino – è in realtà una città che sta crescendo e a dimostrarlo sono dati di fatto”.
Uno per uno, l’atto inviato al Comitato Unesco snocciola quindi tutti gli obiettivi raggiunti finora dall’amministrazione.
Dalle varie sperimentazioni contro l’overturism, alla revisione di norme urbanistiche a favore della residenza; dal Sistema trasparente per il controllo delle affittanze turistiche alla nuova regolamentazione in materia di locazioni; dall’introduzione prevista del “contributo di accesso” per la gestione dei flussi alla promozione dell’intero territorio metropolitano per distribuire i turisti; dall’accesso prioritario per i residenti e gli studenti sugli imbarcaderi alla ristrutturazione di tutte le case comunali nella città antica entro il 2020 fino ai bandi in corso per la loro assegnazione.
I punti in calce all’atto sono ben 50 e comprendono anche lo scavo dei rii, il prossimo avvio dei mezzi elettrici al Lido e a Pellestrina, le due isole che rappresentano il primo fronte sul mare, la trasformazione dell’olio da frittura in biodiesel che,  dalla raffineria Eni di Porto Marghera passa ai vaporetti in uso, le sperimentazioni ecologiche per l’ibrido sulle barche da lavoro, di trasporto e di taxi, l’approvazione del piano per le acque e molto altro ancora.

Le responsabilità del Ministro Toninelli

“Invece di declassare la città l’Unesco farebbe bene a fare una menzione speciale al ministro Toninelli – ha detto infine il sindaco Brugnaro – Le iniziative del Ministro delle Infrastrutture in materia di attività crocieristica appaiono improvvide ed improvvisate, in quanto non sono né concordate né oggetto di confronto e neppure di informativa con le autorità locali, in particolare con la Regione Veneto e con il Comune di Venezia, con cui non ha voluto dialogare, preferendo incontrare i Comitati“.

L’inserimento di “Venezia e la sua laguna” nella “danger list” dell’Unesco – specifica l’Atto di indirizzo – “sarebbe una responsabilità oggettivamente da attribuirsi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al quale andrebbe imputato anche il rilevante danno di immagine dell’intera comunità veneziana, nella sua più ampia accezione metropolitana che, peraltro, sta mettendo in atto interventi concreti di sostenibilità e tutela del sito”

 

 

 

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