Venezia: entro l’estate, alberghi aperti all’85%

il giardino Papadopoli a Venezia

Il 18 maggio, appena avuto il via libera dal Governo, i primi alberghi di Venezia hanno timidamente riaperto i battenti.
Ora le strutture alberghiere attive in città sono 50 sulle 300 totali.
“Credo comunque – ha anticipato il direttore di Ava, Claudio Scarpa – che entro la fine di giugno il 70% degli alberghi saranno operativi e che, per fine agosto, prima della Mostra del Cinema, arriveremo tra l’80 e l’85% di aperture”.

Alberghi: a luglio si potrà valutare la situazione

Questa prima settimana di Giugno, con la riapertura dei confini nazionali e il riavvio delle attività aeroportuali è fondamentale per “sentire il polso della situazione”.
“Già dal primo weekend di giugno – ammette Scarpa – ci aspettiamo qualche segnale importante. Spero ad esempio che la prossima settimana gli amici milanesi, dopo tre mesi in casa, abbiano voglia anche di passare qualche giorno a Venezia. Sappiamo comunque che non è Giugno il mese delle grandi aspettative.  L’obiettivo è quello di arrivare a luglio, quando cominceremo a fare veramente i conti delle prenotazioni”.

Claudio Scarpa, direttore Ava

Per raggiungere il Veneto non ci sono richieste particolari e, anche se ancora è presto per qualsiasi valutazione, “dopo aver sentito parlare di passaporti biologici e di indagini sierologiche per avere il nulla osta – conclude Scarpa – il fatto che il presidente Zaia abbia chiarito che chi vuole venire è il benvenuto, è rassicurante. La stagione si movimenterà”.

Promozioni per l’autunno

Ava, nel frattempo, sta riflettendo su alcune promozioni per incentivare il turismo. Non per l’estate, quando “Venezia non rappresenta una destinazione di grandi numeri di turismo di qualità”ma per l’autunno. Il periodo da settembre a novembre è quello migliore per gli alberghi veneziani.
” Circa il 15% non aprirà affatto, saltando l’intera stagione. Ma tornare a ospitare i turisti sarà per tutti gli altri una sorta di rito liberatorio – dice Scarpa – Fatte le debite proporzioni, un po’ come fu il ritorno alla vita normale dopo la seconda guerra mondiale”.

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