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Venezia 2030: green, high-tech e circolare

Venezia 2030: green, high-tech e circolare

Dalla laguna alla Luna, Venice Sustainability Foundation illustra progetti integrati di sostenibilità sociale, economica e ambientale replicabili in tutto il mondo

Chi pensa che Venezia sia solo acqua e storia, sbaglia.
Venezia 2030 è una città che guarda avanti e in cui già oggi laguna, calli e campielli dialogano con tecnologia, innovazione e sostenibilità.
Dalla città circolare all’idrogeno verde, dalla space economy alla nautica sostenibile, Venice Sustainability Foundation, giunta al suo 4° compleanno (è nata esattamente il 14 marzo 2022), fa un primo bilancio della sua attività, mostrando come Venezia non conservi solo il passato ma sia diventata anche ispirazione per le città del domani.
Diventata un laboratorio globale, la città sta vivendo la sua rivoluzione silenziosa, sempre più in direzione di un modello di sostenibilità integrata, misurabile e valutabile nel confronto con altre realtà.

venezia 2030

Parola d’ordine: innovazione

Anche nel 2026, la fondazione proseguirà l’impegno per raggiungere l’obiettivo.
Particolare attenzione è rivolta al ruolo di Venezia quale Resilience Hub nell’ambito dell’iniziativa globale making Cities resilient 2030, contesto nel quale, oltre a seguire le attività connesse a tale ruolo, vengono monitorate le capacità della città di prevenire, affrontare e assorbire eventuali disastri con particolare attenzione alla tutela del patrimonio culturale.
Venezia, in quest’ambito, dal 2023 è riconosciuta dallo United Nations Office for Disaster Risk Reduction UNDRR.
Non solo. Dal 2 aprile 2022, la Fondazione è stata invitata dal comune di Venezia a far parte del Comitato di Pilotaggio del sito Unesco “Venezia e la sua Laguna”. Significativa è anche la partecipazione in ambiti strategici tra i quali quello dell’idrogeno verde, space economy, riciclo e sostituzione materie prime critiche, il tutto in un’ottica di innovazione. Non a caso Venezia è stata definita “La più antica città del futuro” nella mostra Intelligence Venice, il progetto realizzato per Biennale Architettura 2025.

venezia 2030

Da Venezia alla Luna

Nel Rapporto di Attività 2025, tra le attività della Fondazione importante è la pubblicazione de il Quaderno “Dalla laguna alla Luna – Esporando il futuro della Space Industry in Veneto”.
Dal lavoro emerge come il Veneto sia ben posizionato per affermarsi come hub strategico nella space economy italiana ed europea, grazie a industria manifatturiera ad alta tecnologia, competenze di ingegneria di precisione e capacità di ricerca avanzate. Le università, le startup e le piccole e medie imprese venete stanno guidando innovazioni in settori strategici come i componenti aerospaziali, le tecnologie satellitari e la cybersecurity.
Le opportunità per il Veneto includono lo sviluppo di componenti spaziali di alto valore, l’applicazione delle competenze agroalimentari per missioni sostenibili e l’espansione nei servizi di dati spaziali.
Per realizzare questo potenziale è importante – sottolineano gli autori – l’integrazione delle industrie spaziali venete in un cluster coeso, sostenuto da politiche governative mirate, legami più stretti tra università e imprese e partnership internazionali per ampliare la presenza della regione sulla scena globale.

Il direttore Costa: “turisti e residenti protagonisti della sostenibilità”

Un altro quaderno pubblicato è “Venezia città circolare”, dove sono state individuate proposte che coinvolgono direttamente i diversi city user con l’obiettivo di favorire la promozione dell’economia urbana, migliorare l’interazione tra turisti e residenti, ridurre i rifiuti e promuovere il riciclo o il riuso.
Nello studio i visitatori non sono solo osservatori, ma possono essere attori attivi della sostenibilità, scegliendo alloggi e servizi più sostenibili, partecipando a esperienze che riducono l’impatto ambientale e supportando l’economia e le tradizioni locali, come spiega il direttore generale della Fondazione Alessandro Costa.

Alessandro Costa

Storia della resilienza a Venezia e sostenibilità urbana integrata

Storia della resilienza a Venezia. Sfide, trasformazioni economiche, sociali e urbanistiche degli ultimi due secoli”, è invece il titolo della ricerca che, divisa in 8 capitoli, tratta i temi salienti che rientrano nel concetto di resilienza, vale a dire gli interventi fisici in laguna, infrastrutture e trasporti, istruzione e sanità, attività economiche e dell’industria da Porto Marghera fino a oggi, piani regolatori e legge speciale, salvaguardia e Mose, turismo.
Sul fronte della sostenibilità urbana integrata, l’indagine conoscitiva ha evidenziato da un lato la centralità di Venezia nello sviluppo delle strategie dei soci che sono stati coinvolti nella realizzazione, dall’altro la rilevanza della città come un vero e proprio laboratorio per la sperimentazione e implementazione di progetti di innovazione che garantiscano una sostenibilità che integri le dimensioni sociali, economiche e ambientali.

Venezia 2030: imprese, energia verde e nautica a impatto zero

Dopo aver esplorato le strategie di resilienza che hanno permesso a Venezia di affrontare sfide secolari e trasformazioni urbane, Venice Sustainability Foundationnon  guarda al futuro, con progetti concreti per imprese, energia verde e nautica a impatto zero.
Insieme a UniCredit, accompagnerà infatti le piccole e medie imprese nella scoperta delle potenzialità dell’idrogeno verde nella mobilità e nell’industria. Inoltre intende sviluppare uno studio sulle potenzialità regionali legate al riciclo e alla sostituzione delle materie prime critiche oltre a presentarne un altro dedicato alla nautica sostenibile che riunisce gli esiti di una campagna di monitoraggio sulle emissioni delle principali flotte intralagunari per il trasporto di persone tra cui Actv e Alilaguna. Attenzione è rivolta anche al turismo sostenibile anche attraverso il confronto e l’analisi di progetti e interventi realizzati in altri contesti urbani a livello internazionale.

Silvia Bolognini

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