Nel Veneto la prima Banca del Plasma contro il Coronavirus

zaia 27 aprile 2020

L’appello ai veneti guariti: “donate il vostro sangue”.

La fase sperimentale ha dato ottimi risultati. 12 pazienti malati di Coronavirus  trattati con il plasma di donatori guariti dal Coronavirus ce l’hanno fatta.
Da oggi, anche nel trattamento di Covid 19, il Veneto passa quindi alla “fase 2”: quella di creare una vera e propria Banca del plasma.

L’appello ai veneti per la Banca del Plasma

La prima in Italia. “Mi appello a tutti i pazienti veneti guariti dal coronavirus -ha detto durante la sua quotidiana conferenza stampa il presidente della regione Veneto Luca Zaia presentando il nuovo progetto – In questi giorni verrete chiamati a donare il vostro sangue. Fate questo sacrificio, mettetevi a disposizione”.
Sono 3600 i pazienti veneti guariti. Quanto basta per dar vita alla più importante banca del sangue in Italia. Il centro resterà a Padova, ma saranno attivati diversi centri trasfusionali.
Ne varrà la pena?

Una sacca piena di anticorpi

Non ha dubbi su questo il presidente Zaia.
“Il trattamento con il plasma esiste da decenni e noi lo pratichiamo già per altre patologie – ha ricordato – Se ora i nostri clinici mi dicono che i malati di coronavirus  possono salvarsi in questo modo io ho l’obbligo morale, prima ancora che scientifico, di andare fino in fondo. Questo sangue dura  tra l’altro due anni, risulterà comunque utile come donazione ma, in più, rispetto a quello di pazienti che non hanno contratto il virus, ha gli anticorpi neutralizzanti del Covid 19. Abbiamo bisogno di “fare magazzino”.
Il passaggio fondamentale quindi consiste ora nel trasformare in “industriale” ciò che è stato fatto in fase di sperimentazione in un rapporto di uno a uno.

Una mano sulla coscienza per un gesto di cuore

Ecco perché è stato richiamato più volte il senso civico delle persone chiamate all’appello per dar vita alla Banca del Plasma.
Come gli abitanti di Vo Euganeo, che più volte si sono messi a disposizione della scienza contribuendo a far avanzare gli studi e quindi “di salvare tante vite in tutto il mondo”, così ora è la volta dei veneti guariti, in grado di fornire sacche di plasma a sufficienza per i concittadini che ne potrebbero aver bisogno.

Epidemia: la situazione migliora

I numeri relativi alla diffusione dell’epidemia, nel frattempo, continuano a risultare in discesa.
In data 06 maggio 2020, a fronte di 400 mila tamponi fatti risultano 18.478 positivi, di cui 6176 in isolamento fiduciario. Soprattutto, i ricoverati sono scesi a 992 e a 90 quelli in terapia intensiva.
Ma il numero delle persone decedute  a causa di questa epidemia è comunque sempre troppo alto da accettare : 1223.
L’ultimo studio sull’esito dei trattamenti sperimentali con il plasma deve ancora essere presentato nei dettagli ma, stando alle premesse, molte altre morti si potrebbero evitare.

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4 commenti su “Nel Veneto la prima Banca del Plasma contro il Coronavirus”

  1. È un dovere morale ed etico non lasciare nulla di intentato.
    Quando poi, come nel caso del plasma iperimmune, la sperimentazione è risultata altamente positiva sarebbe criminale non prenderla in considerazione.

  2. Paola stefani

    E una bella iniziativa, sul plasma poi verranno fatti i dovuti controlli immagino, perché non ci sia pericolo di contrarre infezioni d’altro genere, quali epatite ed HIV, o altre. Mi piacerebbe avere informazioni su questo tema:
    Sara’ un trattamento d’emergenza questo del plasma iperimmune?

  3. Lillo craparo

    Ottima iniziativa.spero che quanto avviato dalla Regione Veneto sia attuato da altre Regioni.lillo craparo ex direttore amministrativo ospedale San Gerardo Monza

    1. Teresa pappalardo

      Ritengo eccezionale questa prima banca del plasma contro il coronavirus.Le altre regioni non devono far altro che attivarsi per avere un’arma in più’ per debellare il coronavirus.

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