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Veneti più ricchi e green

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Stiamo cambiando. Siamo molto più attenti all’ambiente, viaggiamo meno con i mezzi motorizzati, in agricoltura applichiamo sempre più i metodi di coltivazione biologica, ricorriamo sempre più alle energie rinnovabili e le nostre aziende risultano tra le più numerose in Italia ad attuare investimenti green.
Siamo anche più ricchi. Il Veneto resta una delle regioni di traino dell’economia italiana e ha un PIL per abitante che supera del 16% quello nazionale.
E’ positiva la fotografia che, della nostra regione, risulta dai dati raccolti nell’edizione 2019 del Rapporto Statistico della Regione Veneto.

I veneti scelgono il verde

Tra i tanti colori che lo caratterizzano, il Veneto tende quindi al verde.
Lo si deduce dalle piccole azioni quotidiane dei suoi 4,9 milioni di abitanti, dalle scelte ecologiche che guardano al contenimento delle emissioni inquinanti e dall’impegno per l’ambiente che si è affermato nel suo sistema produttivo.
Tra le 433 mila imprese attive nel territorio regionale circa 35 mila hanno effettuato investimenti sull’impatto ambientale e l’ecogestione, pari al 10,1% degli investitori ‘green’ nazionali. In agricoltura, il 2,3% delle aziende e della superficie utilizzata applicano metodi di produzione biologici. Ma sono un po’ tutti i veneti a concorrere a questo orientamento green. Contiamo 633 autovetture ogni mille abitanti ma quando possiamo usiamo la bicicletta o i mezzi pubblici piuttosto che la macchina.  Gli utenti del trasporto pubblico locale sono cresciuti del 12 per cento dal 2012, quelli dei servizi urbani (bus e tram) del 13 per cento.

Energie rinnovabili

Il settore energetico, in Italia, è responsabile dell’81% delle emissioni inquinanti. In Veneto, non solo c’è stato un impulso  per lo sviluppo delle fonti rinnovabili tale da aver portato la nostra regione a superare in anticipo sui tempi gli obiettivi fissati per il 2020 (17,6% di consumi coperti con fonti rinnovabili contro il 10,3% previsto) ma si è confermata una forte diminuzione del consumo energetico. Secondo il Rapporto Statistico 2019, rispetto agli obiettivi di sostenibilità indicati dall’Agenda 2030 il Veneto “mostra livelli di sostenibilità migliori della media nazionale per la maggior parte degli obiettivi”.

Crescita economica

Anche la crescita economica rimane superiore alla media nazionale.
Nel 2018 il Pil regionale è cresciuto dell’1,1% e la domanda interna dell’1,4%. Sono aumentati gli investimenti (+4,3%), i consumi (+0,8%) e le esportazioni, che hanno raggiunto il massimo storico di 63,3 miliardi di euro (+2,8 % rispetto al 2017) e rappresentano oltre il 38% della ricchezza regionale.

Occupazione

I risultati positivi legati all’occupazione sono il frutto della combinazione tra stabilità e creatività. Da un lato, infatti, si registra nel primo trimestre del 2019 un tasso percentuale di occupazione del 67,5% con una crescita dello 0,6% degli assunti.
Dall’altro sono nate nuove aziende che pongono il Veneto ai primi posti in Italia per start up innovative. Il settore trainante è quello dei servizi, grazie anche al turismo, che nel 2018 “ha battuto ogni record registrando 19,5 milioni di arrivi (+2,2%) e 69,2 milioni di presenze (+0,2% rispetto all’anno precedente).

Scuola e formazione

I ragazzi veneti studiano. Il tasso di abbandono scolastico, campanello di allarme per molte regioni, si è fermato all’11% mentre è aumentato il numero dei laureati (32%) e il livello di istruzione(il 64,8% dei 25-64enni è almeno diplomato). Secondo i dati del Rapporto Statistico si allineano sempre più le scelte di indirizzo e il fabbisogno formativo delle aziende,“che chiedono soprattutto laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione e in lingue”.

Note dolenti

Tante notizie buone, ma ancora ci sono sfide da affrontare.
La prima riguarda il numero dei nati, che continua a diminuire nonostante sia aumentata la popolazione. Nel 2018 i nuovi nati sono stati infatti 35.393, circa mille in meno rispetto al 2017. Negli ultimi dieci anni le coppie senza figli sono cresciute dell’11%, quelle con figli sono calate del 6%, il 61% dei giovani tra i 18 e i 34 anni vive ancora nella famiglia d’origine.
Soprattutto, è aumentata la solitudine dei veneti (le persone sole sono aumentate del 31%,) e gli under 14 sono appena il 13,5 % della popolazione.
La seconda sfida è legata al lavoro perché all’aumento dell’occupazione in generale, corrisponde anche un aumento della disoccupazione (+2,6% ) proprio nella fascia giovanile, sempre più precaria (17% la quota di dipendenti a tempodeterminato) i con impieghi part-time involontari (8,8%, il doppio rispetto a dieci anni fa).

Per approfondire clicca qui http://statistica.regione.veneto.it/index.jsp

 

 

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