Arte e Cultura +

Università di Padova: prima in Italia per sostenibilità

Università di Padova: prima in Italia per sostenibilità
Palazzo Bo, sede principale dell'Università degli studi di Padova

Nel QS World University Rankings Europe 2026, l’ateneo rientra anche nel 10% delle migliori università del continente, consolidando la 4^ posizione a livello nazionale

L’Università degli Studi di Padova, fondata nel 1222 e tra le più antiche al mondo, si conferma tra le grandi protagoniste nel panorama accademico europeo. A dirlo sono i risultati della 3^ edizione del QS World University Ranking Europe 2026, elaborato dall’agenzia Quacquarelli Symons. La classifica valuta e ordina gli atenei in base a parametri qualitativi e quantitativi quali la reputazione accademica, le pubblicazioni scientifiche, l’internazionalizzazione, la qualità dei servizi e la sostenibilità. E, nella graduatoria generale, Padova ha migliorato la sua posizione di 3 punti percentuali rispetto all’edizione precedente, arrivando a collocarsi al 92esimo posto, ovvero nel 10% delle migliori università europee.

Quarta in Italia per qualità e ricerca, in top position per Sostenibilità

In questa edizione, QS ha preso in considerazione e valutato 958 istituzioni universitarie in 42 Paesi europei, offrendo una comparazione basata su contesti geografici, normativi e culturali omogenei. Uno scenario nel quale l’Università degli Studi di Padova ha consolidato la 4^ posizione a livello nazionale. Guardando alla sostenibilità, indicatore che valuta l’impatto sociale e ambientale in relazione agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, l’ateneo veneto ha addirittura raggiunto la 1^ posizione in Italia, collocandosi al 62° posto a livello europeo.

emozioni
L’aula Magna di Palazzo Bo ©️Università di Padova

Unipd spicca in particolare in 2 indicatori che contribuiscono a determinare la classifica, rafforzando la reputazione internazionale dell’Ateneo, riguardo ai quali si colloca all’interno della Top 50 europea. Si tratta della “academic reputation” (Padova al 44° posto in Europa), indicatore che misura la percezione della qualità di un’università da parte della comunità accademica globale attraverso un ampio sondaggio internazionale. E, al 48° posto in Europa, dell’indicatore chiamato “international research network“, che valuta l’intensità e la qualità delle collaborazioni scientifiche internazionali attraverso la co-autorialità delle pubblicazioni.

Le altre eccellenze dell’Università di Padova

L’Università di Padova risulta anche nella top 100, al 57° posto, per “outbound exchange students“, che misura la capacità dell’ateneo di promuovere e sostenere la mobilità internazionale in uscita dei propri studenti. In questi giorni è stato anche pubblicato il “The World University Rankings by subject 2026”, in cui l’Università di Padova, anche a livello mondiale, conferma una buona performance ed entra nella top 100 con “Psycology”. Nel contempo, rispetto alla scorsa edizione, migliora anche in altri 2 “subject”, vale a dire “Business and Economics” e “Physical Sciences”.

Palazzo Bo, Università di Padova
Palazzo Bo, Università di Padova

“Nei risultati del QS World University Rankings Europe 2026 – commenta la rettrice, Daniela Mapelli – le performance negli indicatori legati alla reputazione accademica, alla rete internazionale della ricerca e alla mobilità degli studenti  riflettono una strategia di lungo periodo orientata all’internazionalizzazione, all’attrattività dei percorsi formativi congiunti e allo sviluppo di collaborazioni strutturate con partner di alto profilo”.

Le peculiarità del QS World University Rankings Europe

Il QS Europe si differenzia dal QS World University Rankings generale (Wur) perché sono introdotti nuovi indicatori, a partire dal quello legato alla mobilità internazionale degli studenti: sia in ingresso (nella voce “inbound exchange students), sia in uscita “outbound exchange students”. Inoltre, alcuni indicatori già presenti nel Wur assumono pesi differenti come, per esempio, il rapporto studenti/docenti che passa dal 10% al 5%, mentre la capacità di collaborazione internazionale di ricerca (“international research network” aumenta dal 5% al 10%.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.