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UNA BICICLETTATA AL MUSEO

UNA BICICLETTATA AL MUSEO

Collezione Peggy Guggenheim: la realtà museale più dinamica del nostro territorio, vuole stupire ancora. E questa volta lo fa con una esposizione che unisce ciclismo, cubo-futurismo e quarta dimensione

DI VALENTINA KENT

uale relazione può esserci tra un museo d’arte e il ciclismo? Apparentemente nessuna. A meno che non si stia parlando della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, la realtà museale più dinamica del nostro territorio. Già attiva con numerose altre riuscitissime iniziative per proporre un modo moderno di approcciarsi all’arte, ora la Collezione prova ad osare ulteriormente. Come se già non bastasse il successo per esempio degli Happyspritz@guggenheim che ormai da qualche anno in primavera richiamano migliaia di giovani e non per “vivere” l’ora dell’aperitivo all’interno dello splendido edificio che si affaccia sul Canal Grande tra musica, arte e apertivi, o il successo dei laboratori creativi pensati per gli adulti e i bambini.

La nuova sfida si chiama Ciclismo, Cubo-Futurismo e la Quarta Dimensione. ‘Al velodromo’ di Jean Metzinger in programma dal 9 giugno al 16 settembre 2012. Centro focale della mostra, a cent’anni esatti dall’esecuzione, sarà il dipinto Al velodromo (1912) di Jean Metzinger (1883 -1956), acquisito da Peggy Guggenheim nel 1945 e oggi parte della sua collezione conservata a Palazzo Venier dei Leoni. L’artista francese raffigura il proprio soggetto attraverso un linguaggio prettamente cubista, unendo uno sport popolare quale il ciclismo ai tentativi di rendere e definire in pittura la velocità e la quarta dimensione, il tempo, a cui allude quel numero “4” che appare sullo sfondo, sugli spalti del velodromo, alle spalle del ciclista protagonista della tela.

Ma non sarà una mostra come tutte le altre perché a fianco dell’opera artistica principale saranno esposti veri e propri cimeli ciclistici come i modelli di biciclette provenienti dalla collezione di Ivan Bonduelle, in prestito a lungo termine al Musée Régional du Vélo ‘La Belle Echappée’, La Fresnaye-sur-Chédouet, dal Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, e dal designer Marco Mainardi dello Studio Dimensione Servizi. Sarà inoltre in mostra la bicicletta da corsa di Fabian Cancellara, vincitore della Paris-Roubaix nel 2006 e nel 2010, gentilmente concessa dalla squadra Radioshack Nissan Trek. Le tematiche teoriche e sportive della mostra andranno a convergere poi in una bicicletta, messa a disposizione del pubblico, proveniente dall’Università di Tübingen in Germania, pensata per illustrare le teorie spazio-temporali formulate da Albert Einstein.

«L’opera “Al velodromo” illustra gli ultimi metri della famosa corsa ciclistica Parigi-Roubaix e raffigura Charles Crupelandt, vincitore dell’edizione del 1912 – spiega Philip Rylands Direttore della Collezione Peggy Guggenheim – il dipinto di Metzinger è la prima opera di carattere avanguardistico a rappresentare in modo così specifico un evento sportivo. L’unione di un soggetto di carattere sportivo, testimonianza di una nuova passione della cultura popolare francese, con un ambizioso apparato intellettivo e visivo, centrale per il nascente movimento cubista, rende l’opera “Al velodromo” un capolavoro assoluto».

La mostra è stata ideata e curata da Erasmus Weddigen, che per primo ha scoperto l’identità del ciclista protagonista de “Al velodromo” e l’anno esatto di realizzazione. Affiancheranno il quadro altre opere esposte al pubblico per la prima volta insieme: due dipinti di Metzinger sullo stesso soggetto, e un terzo, da poco riscoperto, sul tema della quarta dimensione, prova della conclusione delle ricerche da parte dell’artista sulla dinamica del movimento. In mostra non mancheranno raffigurazioni dello stesso tema di grandi maestri del futurismo italiano, Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Gino Severini e Mario Sironi, insieme a Forme uniche di continuità nello spazio (1913) sempre di Boccioni e due opere di Marcel Duchamp, Scatola in una valigia (1941) e Nudo (studio), Giovane triste in treno (1911-12), legate al tema dell’elasticità dello spazio, e dipinti di Georges Braque e Louis Marcoussis, che illustreranno la presenza della sabbia quale “terza dimensione” nell’arte, ovvero la profondità, il volume, lo spazio reso tangibile dalla stratificazione.

Di gran prestigio anche i partner dell’iniziativa: principale media partner dell’esposizione è La Gazzetta dello Sport che ha anche messo a disposizione i propri archivi per le ricerche curatoriali. Così come sponsor principale della mostra è Mapei SpA di Milano, azienda leader mondiale nei prodotti per l’edilizia oltre che, dal 1993 al 2002, fortemente presente nel ciclismo professionistico con una squadra sempre ai vertici delle classifiche internazionali.

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