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UN VENEZIANO ON ICE

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Mirko Giacomo Nenzi ha coronato il suo sogno: andare alle Olimpiadi. Ma per farlo ha dovuto passare dal pattinaggio a rotelle, ad una disciplia atipica per Venezia: il pattinaggio sul ghiaccio

Un veneziano sui pattini. Fossero quelli a rotelle, nessuna sorpresa, visto che la scuola italiana ha collezionato medaglie e trofei in ogni angolo del mondo. Ma Mirko Giacomo Nenzi i pattini a rotelle li ha abbandonati per salire sopra due lamine affilate e sfrecciare sul ghiaccio. Per inseguire un sogno, per tagliare altri traguardi. E il sogno è diventato realtà conquistando a suon di risultati il pass per le Olimpiadi invernali di Sochi, dove il pattinaggio su ghiaccio è una delle discipline cult, mentre il pattinaggio a rotelle non riesce a sfondare la porta, rimanendo fuori dalla programmazione delle Olimpiadi estive. «Il mio sogno – ammette Mirko Giacomo Nenzi – è sempre stato uno solo: arrivare in alto, alle Olimpiadi, e far sognare la gente con le mie gare. C’era un’unica possibilità per raggiungere le Olimpiadi e coronare il mio sogno: praticare uno sport ammesso nel programma olimpico. Il pattinaggio a rotelle, purtroppo, non mi permetteva di realizzare questo sogno per cui ho dovuto abbandonarlo e dedicarmi al pattinaggio su ghiaccio di cui mi sono innamorato fin dal primo giorno in cui ho indossato i pattini».
Veneziano del centro storico, emigrato a Olmo di Martellago, Mirko Giacomo Nenzi, 25 anni a novembre, ha due sorelle più giovani, Jenny e Giada e lo sport è sempre stato al centro della sua vita. «Sono le mie prime tifose, insieme a papà Giacomo e mamma Valentina che mi hanno aiutato tantissimo e sono sempre i miei punti di riferimento. Amo qualsiasi sport, e non potrei vivere senza praticarne uno, tanto è vero che ho iniziato prestissimo con il nuoto per poi dedicarmi al pattinaggio a rotelle quando avevo 7 anni, infine a 20 anni ho cominciato a praticare il pattinaggio su ghiaccio. Da quando sono un atleta professionista cerco di alternare varie discipline, un po’ per allenamento e un po’ per divertimento. Con la squadra facciamo moltissimo ciclismo su strada per allenamento, circa 6.000 chilometri a stagione, da aprile a ottobre, ma anche atletica, pesistica, pattinaggio a rotelle e poi nuoto, mountain bike, e snowboard per divertimento. Il pattinaggio su ghiaccio è uno sport abbastanza completo in quanto dobbiamo allenare molti muscoli diversi».
Arrivare all’Olimpiade non è semplice e Mirko Giacomo Nenzi ha centrato questo obiettivo con grandi sacrifici. «I Giochi Olimpici rappresentano la più grande manifestazione sportiva a cui un atleta possa aspirare, la partecipazione di Sochi è stata il coronamento di 24 anni di duro lavoro e sacrifici. Essere uno dei partecipanti e rappresentare l’Italia è motivo di grande orgoglio. Tutti pensano che la vita da atleta sia facile, ma noi, a differenza di tanti lavori, non ci limitiamo a fare il compito giornaliero con il riposo domenicale. Non esistono orari di lavoro o festività, ferie estive o vacanze natalizie. Ogni giorno dobbiamo superare noi stessi, siamo costantemente messi alla prova. Un difetto tecnico potrebbe compromettere una gara o un’intera stagione. Per non parlare, poi, della pressione dei media che costantemente giudicano le nostre performance senza valutare quello che sta dietro. La maggior difficoltà dell’essere un atleta è riuscire a essere sempre positivo davanti ad ogni ostacolo o ad ogni giudizio, anche quando è negativo».
Molti vedono in Mirko Giacomo Nenzi l’erede di Enrico Fabris, il vicentino che spopolò alle Olimpiadi di Torino nel 2006. «È un grandissimo onore per me essere paragonato a Enrico, però, sportivamente parlando, abbiamo caratteristiche molto diverse. Non siamo nemmeno specialisti delle stesse distanze. L’unico motivo di paragone possono essere i risultati e per questo bisogna aspettare. Spero un giorno di poterlo raggiungere e, dall’alto della mia ambizione, magari anche superare i traguardi che lui ha centrato».
Una disciplina, il pattinaggio su ghiaccio, che in molti scoprono in occasione di Olimpiadi e Mondiali, ma che richiede ore e ore di allenamento. «Nei periodi di carico il programma prevede circa 12 allenamenti settimanali con appena due pomeriggi di riposo: un totale di quasi 6 ore giornaliere di allenamento, divise in 3 ore alla mattina e 3 ore al pomeriggio. Vengono alternati lavori di pesistica, in bici, atletica e ovviamente tanto pattinaggio. Nei periodi di gara gli allenamenti si riducono a 6 alla settimana. Problemi con gli impianti? Sì, ce ne sono pochi. In Italia, purtroppo, non esistono piste coperte, il mio è uno sport minore ed è difficile trovare il denaro necessario per costruire impianti. Esistono solo due piste in Italia: una a Baselga di Piné, in provincia di Trento, l’altra a Collalbo, in provincia di Bolzano. Essendo entrambe scoperte, sono utilizzabili solo nel periodo invernale, da novembre a fine febbraio, per cui noi siamo costretti a spostarci, tra Olanda e Germania, per poter pattinare anche durante l’estate. Questo vale per la squadra Nazionale, ma si pensi che, per esempio, i ragazzini sono limitati a praticare questo sport solo per quattro mesi all’anno. Questo è spesso motivo di abbandono da parte dei più giovani».
Tutti problemi che invece il veneziano Mirko Giacomo Nenzi ha superato e superandoli si è conquistato l’ingresso nel fatato mondo dei Cinque Cerchi.
 

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Mirko Giacomo Nenzi

nato a Venezia, il 14 novembre 1989, risiede a Olmo di Martellago, ha il diploma all’Istituto Tecnico Professionale Zuccante di Mestre, è iscritto all’Università di Trento. Dal 3 novembre 2010 fa parte del Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle, è allenato da Ippolito Sanfratello e Giorgio Baroni. Ha vinto 4 medaglie alle Universiadi 2013 in Trentino, sulla pista di Baselga di Pinè: oro nei 1000 metri, argento nei 500 e nei 1500 metri, bronzo a squadre. Ha partecipato ai Mondiali juniores a Zakopane, in Polonia, nel 2009, ai Mondiali Sprint di Calgary nel 2012 e ai Mondiali Singole Distanze di Heerenveen nel 2012. Nel suo palmarès compaiono anche un secondo posto nei 1000 metri Division A in Coppa del Mondo ad Astana nel 2013, una medaglia di bronzo nell’inseguimento a squadre in Coppa del Mondo Juniores a Groningen nel 2009 e due titoli tricolori ai Campionati Italiani Sprint di Collalbo nel 2013. Ai recenti Mondiali Sprint di Nagano ha conquistato la medaglia di bronzo nei 500 metri. Ha gareggiato a lungo con i pattini a rotelle, tesserato per i Pattinatori Marghera, tifoso della Juventus, è stato anche eletto Atleta Veneziano dell’anno nel 2006

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