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UN PIANISTA FUORI POSTO

UN PIANISTA FUORI POSTO

L’originale progetto artistico del compositore padovano Paolo Zanarella per portare la musica nei posti più singolari

Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna. È il ragionamento seguito qualche tempo fa dal compositore e pianista padovano Paolo Zanarella. La musica classica è ormai appannaggio di una ristretta élite, consacrata ai teatri e a qualche prestigioso auditorium? Ebbene lui la porta alla gente comune, letteralmente con il progetto “il pianista fuori posto”. Grazie all’allestimento di un furgone dotato di un sistema da lui stesso ideato e che permette anche ad una sola persona di spostare un pesante e voluminoso pianoforte a mezza coda, Zanarella comincia a realizzare “happening situazionali” nei luoghi più impensati. Eccolo quindi accompagnare l’impresa solitaria di un vogatore lungo il fiume Sile, diffondere la sua musica tra le montagne del Cadore, sottolineando con le proprie note l’assurdità di un ponte costruito su una frana, oppure lungo il Canal Grande a Venezia, su un pesante barcone, immortalato dai tantissimi turisti che affollano la città lagunare.
Esibizioni al di fuori dagli ordinari contesti che suscitano la curiosità non solo della gente che assiste stupita, ma anche di numerosi media: Zanarella finisce infatti sul sito del New York Times e le sue immagini fanno il giro delle principali agenzie informative internazionali. Parallelamente nel 2009 viene distribuito su Itunes e sulle principali piattaforme musicali digitali il primo album solista di Paolo Zanarella “L’amour”. Composizioni per pianoforte di musica contemporanea, scritte ed interpretate dallo stesso Zanarella, con chiari riferimenti alla filosofia classica ma di immediata comprensione e comunicatività. Con fraseggi talora piuttosto semplici, talora più ricercati, questo lavoro è una brevissima sintesi tra questi due mondi che non conoscono ancora quale sia il confine che li separi. Lo stile classicista da un lato e contemporaneo dall’altro lasciano spazio ad un ascolto che privilegia il silenzio come luogo ideale di incontro tra le emozioni e l’anima dei ricordi che il titolo di ogni brano cerca di rievocare come già spiegano i titoli: “Piove”, “Viaggio”, “Luna”, “Ricordi”.
La musica come linguaggio universale per eccellenza, capace di trascinare e sconvolgere, innalzare o abbassare gli stati dell’anima, colorare o sublimare ogni circostanza della vita, attingendo dalla tavolozza della quotidianità, dipingendo nel tessuto dei ricordi e del presente la colonna sonora della nostra vita. Facile coinvolgersi, commuoversi, reagire. Esattamente quello che l’artista autentico vuole: arrivare. Non in alto, per vanagloria, ma dentro. Arrivare. Giungere e raggiungere l’intimo di ognuno di noi. Quello del contatto diretto, quasi simbiotico, con chi ascolta è infatti una delle caratteristiche principali di ogni esibizione del musicista padovano. Anche lo spettacolo “Il pianoforte ti ascolta”, che dal 2008 Paolo Zanarella propone nel più usuale contesto teatrale e che lo vede come unico protagonista in qualità di compositore, interprete ed esecutore, è un format di spettacolo fuori dai più tradizionali schemi della letteratura concertistica classica. Attraverso brani di propria composizione ed improvvisazioni, accompagnati da riflessioni personali, Zanarella condivide col pubblico le emozioni che la forza della musica riesce a trasmettere e a donare a ciascuno.
La musica invita ad un abbandono quasi incondizionato alle infinite forme dell’improvvisazione in un gioco di vibrazioni e sentimenti in sincrono con le melodie espressive del pianoforte. Protagonista non è più il pianoforte ma le emozioni di ciascuno. Un approccio unico e personale che Paolo Zanarella segue sin da quando ha iniziato a suonare. Autodidatta, fin dai primi approcci col pianoforte all’età di dieci anni, ha sempre coltivato l’interesse per la musica con particolare attenzione ai modelli musicali della classicità europea, cercando di coglierne le dinamiche strutturali quali elementi ancora assolutamente significativi nel panorama della musica contemporanea.
La sfida della composizione prima, e dell’improvvisazione poi, diventano da subito la sua forma espressiva più autentica ed efficace in un’appassionata ricerca di forme armoniche dove l’ascolto diventa molto spesso intuitivo ed immediato. Accanto alla costante dedizione a cori giovanili e polifonici come direttore od organista, da più di dieci anni Zanarella collabora con l’attore Andrea Bordin e lo scrittore Walter Basso con cui ha sinora prodotto tre spettacoli: “La fadiga de èssare omo”, “Su e zo par i ricordi” e “Filò – tra sorisi e ricordi” che combinano musica, poesia, tradizioni dialettali e improvvisazioni.  Paolo Zanarella, un artista poliedrico, innovativo e personale che sa regalare un bene prezioso grazie alla sua musica: le emozioni.
DI ANDREA MANZO
 

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